Tajani a Reggio: ‘Dopo il G7, ancora i riflettori sulla città. Scienza e innovazione per far crescere l’Italia’
Il vicepremier in riva allo Stretto per la Conferenza degli Addetti scientifici. Ricerca, innovazione e industria spaziale al centro delle strategie di crescita del Paese
05 Novembre 2026 - 13:41 | di Redazione

La ricerca scientifica come motore della crescita economica, l’industria spaziale come nuova frontiera di sviluppo e una diplomazia sempre più orientata a sostenere le imprese italiane sui mercati internazionali. Sono questi i temi al centro dell’intervento del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, oggi a Reggio Calabria per partecipare alla Conferenza degli Addetti scientifici, spaziali e degli Esperti agricoli, uno degli appuntamenti più importanti promossi dalla Farnesina nel campo della ricerca e dell’innovazione.
Una presenza che assume anche un significato politico e istituzionale per la città dello Stretto.
Il ministro ha affrontato diversi argomenti, dal ruolo della diplomazia scientifica alle prospettive dell’industria aerospaziale, passando per le strategie commerciali dell’Italia e le opportunità di crescita del Mezzogiorno. Sullo sfondo, un obiettivo preciso: trasformare le eccellenze della ricerca italiana in nuove occasioni di sviluppo, investimenti e occupazione.
Tajani: ‘La scienza deve essere uno strumento di crescita per il nostro Paese’

Per il Vice Premier, ricerca scientifica e politica economica devono procedere nella stessa direzione, attraverso una strategia che rafforzi la presenza dell’Italia nel mondo e renda sempre più stretto il rapporto tra università, centri di ricerca, imprese e diplomazia.
«Dobbiamo fare in modo che la diplomazia della crescita ci porti a essere presenti in tutto il mondo», ha spiegato Tajani, richiamando l’importanza di valorizzare anche all’estero i risultati raggiunti dalla comunità scientifica italiana.
Una missione affidata a una rete di professionisti che operano quotidianamente nelle sedi diplomatiche e che, secondo il ministro, rappresentano una risorsa strategica per il Paese.
«I nostri addetti scientifici, insieme a quelli spaziali e a quelli agricoli, rappresentano una punta di diamante di una strategia che sarà sempre più rafforzata», ha sottolineato il vicepremier, evidenziando come la collaborazione tra diplomazia, ricerca e sistema produttivo possa diventare decisiva per la competitività dell’Italia.
«Continueremo a fare in modo che la scienza possa essere uno strumento di crescita per il nostro Paese. I risultati che otteniamo saranno utilissimi per far sì che aumentino l’export e anche gli investimenti all’estero».
In questa direzione si inserisce anche il protocollo di collaborazione tra il Ministero degli Esteri e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, previsto nell’ambito della conferenza reggina, per rafforzare l’internazionalizzazione della ricerca e la cooperazione scientifica. Tajani ha inoltre richiamato l’importanza delle attività di ricerca in Antartide, indicando nella cooperazione internazionale uno degli strumenti attraverso i quali l’Italia può consolidare il proprio ruolo scientifico e tecnologico.
L’industria spaziale e le opportunità per la Calabria

Tra i settori sui quali il Governo intende puntare con maggiore convinzione c’è quello aerospaziale, un comparto che vede l’Italia protagonista attraverso grandi gruppi industriali, ma anche una rete articolata di piccole e medie imprese altamente specializzate.
«Iniziamo con lo spazio. Ci sono grandi imprese, ma anche centinaia di imprese che sono protagoniste in Italia e nel mondo, perché anche gli accordi spaziali saranno parte di questa strategia», ha affermato Tajani.
Il ministro ha sottolineato come l’industria dello spazio rappresenti una realtà organizzata e competitiva, sulla quale costruire nuove collaborazioni internazionali. Tra le prospettive richiamate anche il coinvolgimento della Calabria in progetti legati alle infrastrutture e alle telecomunicazioni spaziali, attraverso possibili accordi con la Regione e interlocuzioni con la NASA.
Una prospettiva che potrebbe aprire nuove opportunità per il territorio, valorizzandone le competenze scientifiche e tecnologiche all’interno di un settore destinato ad assumere un peso sempre maggiore nell’economia internazionale.
‘Reggio Calabria non può non essere protagonista’: il messaggio di Tajani alla città
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato proprio la scelta di Reggio Calabria come sede della conferenza, un appuntamento che conferma l’attenzione della Farnesina verso il Mezzogiorno e la volontà di valorizzare territori capaci di esprimere competenze e potenzialità nel mondo della ricerca.
«Dopo il G7 abbiamo voluto accendere i riflettori ancora una volta su una città che non può non essere protagonista», ha dichiarato Tajani, spiegando la volontà di riportare a Reggio Calabria un evento di respiro internazionale.
«La Regione Calabria è una regione che merita la nostra attenzione», ha evidenziato il ministro, tornando sul valore della scelta di ospitare proprio a Reggio un’iniziativa dedicata al futuro della scienza e dell’innovazione.
Il vicepremier ha quindi ribadito l’attenzione del Governo nei confronti della regione, sottolineando l’importanza di offrire anche alla città dello Stretto occasioni di visibilità e sviluppo.
Parole che si inseriscono in una strategia più ampia, attraverso la quale il Ministero degli Esteri ha progressivamente deciso di portare la Conferenza degli Addetti scientifici fuori dalla Capitale, coinvolgendo negli ultimi anni Padova, Torino e Napoli, prima dell’appuntamento calabrese.
La presenza di Tajani assume dunque un significato che va oltre il confronto istituzionale, con Reggio Calabria chiamata a essere non soltanto sede dell’evento, ma anche parte di un percorso che guarda alle nuove tecnologie, alla ricerca e alle prospettive economiche del Mediterraneo.
Export e nuovi mercati: ‘Guardiamo a Mercosur, India, Paesi del Golfo e Asia’
Tajani si è soffermato anche sulle strategie commerciali dell’Italia e sulle aree geografiche verso le quali il Governo intende intensificare la propria azione nei prossimi anni.
Alla domanda sui mercati da raggiungere attraverso il lavoro degli addetti e degli esperti impegnati all’estero, il ministro ha indicato una serie di destinazioni che vanno oltre i tradizionali partner commerciali europei.
«Pensiamo al Mercosur, pensiamo all’India, ai Paesi dell’area del Golfo, ai Balcani, a Paesi come Giappone, Corea del Sud, Vietnam e Indonesia», ha spiegato Tajani, richiamando anche le opportunità offerte dall’America Latina e dal rafforzamento della presenza italiana nel Mediterraneo.
Un’azione che punta a sostenere l’internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale, accompagnando soprattutto le imprese che intendono affacciarsi su nuovi mercati e valorizzando il contributo della rete diplomatica.
In questo quadro, Tajani ha ricordato anche la riorganizzazione del Ministero degli Esteri e il ruolo della struttura dedicata alla crescita e alla promozione delle esportazioni, con l’obiettivo di rendere sempre più efficace il sostegno alle aziende italiane.
L’export, secondo il vicepremier, resta uno degli strumenti fondamentali per rafforzare l’economia nazionale, soprattutto in una fase internazionale caratterizzata da nuove sfide commerciali e dalla necessità di diversificare i mercati di riferimento.
La conferenza a Reggio, un ponte tra ricerca, diplomazia e imprese
Una rete composta da 47 addetti scientifici, 6 spaziali e 14 esperti agricoli, che contribuisce a costruire rapporti tra università, istituzioni scientifiche, centri di ricerca e realtà produttive di diversi Paesi.
La scelta di Reggio Calabria, dopo le precedenti edizioni ospitate in altre città italiane, conferma la volontà di riconoscere al Mezzogiorno un ruolo sempre più importante nelle politiche di innovazione e sviluppo, anche grazie alla sua posizione strategica nel Mediterraneo.
Ed è proprio questo il messaggio che emerge dalla presenza di Tajani in riva allo Stretto: la crescita del Paese passa anche dalla capacità di valorizzare i territori, investire nella ricerca e trasformare le competenze scientifiche in opportunità economiche concrete.
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