Elezioni a Reggio, il terzo polo prende forma. Il duro attacco di Lamberti: ‘Noi, o i voti di scambio. La città scelga’
Il dottore ha aperto le porte del cartello civico a persone di destra, sinistra, centro, "purchè siano competenti"
23 Gennaio 2026 - 09:53 | di Redazione

Reggio Calabria si avvicina alle elezioni comunali di primavera. Le date non sono ancora ufficiali, ma sul tavolo c’è l’ipotesi del voto tra 24 e 25 maggio.
A circa quattro mesi dal possibile appuntamento alle urne, però, gli elettori non conoscono ancora i nomi dei candidati. Centrodestra e centrosinistra restano prudenti. Sul fronte civico, invece, il dott. Edoardo Lamberti Castronuovo prova ad accelerare.
A margine dell’evento convocato ieri pomeriggio per mettere insieme le forze che potrebbe coesistere e dare vita al “Terzo polo”, Lamberti ha chiesto un’alleanza ampia, trasversale, “non importa se di destra, di sinistra, di centro, c’è bisogno di persone competenti e con voglia di fare”.
“Molte persone stanno venendo spontaneamente – raccontando di aver incontrato diversi reggini che lavorano fuori città. Lamberti lega la fuga di competenze anche a un tema che, a suo dire, pesa da anni: il merito.
“C’è gente che vince concorsi al Nord e a Reggio arriva ultima perché non aveva nessun santo”, ha affermato.
Poi l’affondo sul consenso elettorale:
“Se c’è gente che prende voti a palate senza neanche essere conosciuto, un motivo c’è”. Per Lamberti non si vota “la persona perché vale” e, in una città “difficilissima”, non può guidare chi “sta con le mani in mano” e “non ha mai rischiato”.
Nel mirino finiscono anche gli amministratori uscenti.
“Hanno detto che hanno fatto tante cose belle, ma allora perché siamo all’ultimo posto della classifica delle città?”, ha incalzato.
Il passaggio più duro arriva quando parla di assunzioni e scelte amministrative:
“Voti di scambio si chiamano questi, con chiarezza, voti di scambio”, ha dichiarato, rivendicando la distanza da logiche di favore e appartenenza.
La proposta, nelle sue parole, è un “cartello” civico che metta insieme energie diverse, ma senza “posti a zii, parenti, cugini, nipoti”, senza “alterare le classifiche”, senza “appalti agli amici”. Una coalizione che, conclude, “potrebbe offrirsi alla città, poi la città scelga”.
