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Tirocinanti in Calabria, ok alla legge: 39,5 milioni per stabilizzazioni e uscite volontarie

Via libera alla legge sui tirocinanti Tis in Calabria: 39,5 milioni per 344 stabilizzazioni, bonus fino a 40mila euro e formazione

Consiglio Regionale Calabria

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato all’unanimità la legge per il superamento del bacino dei Tirocinanti di Inclusione Sociale. Il provvedimento mette in campo circa 39,5 milioni di euro e riguarda una platea residua stimata in 938 lavoratori.

La giornata si è aperta con il presidio dei tirocinanti davanti a Palazzo Campanella e con l’incontro tra una delegazione dei lavoratori, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo e l’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese. Al centro, soprattutto il nodo dei tempi e la richiesta di risposte concrete dopo anni di precarietà.

Cosa prevede la legge

Il piano si muove su tre direttrici: stabilizzazioni, fuoriuscite volontarie e riqualificazione professionale.

Sono previste 344 assunzioni complessive: 277 finanziate con lo stanziamento statale ordinario da 5 milioni di euro annui e altre 67 attraverso il recupero di risorse statali già assegnate e non utilizzate, pari a circa 14,5 milioni.

Per chi non rientrerà nei percorsi di stabilizzazione, la legge prevede un bonus una tantum fino a 40mila euro, con una media stimata di 30mila euro, e percorsi di formazione e reinserimento lavorativo finanziati con risorse del PR Calabria 2021-2027.

Il testo introduce anche una clausola netta: chi rifiuta una delle misure proposte sarà escluso dal bacino regionale.

Brutto: “Passo decisivo per chiudere una vertenza storica”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Angelo Brutto ha parlato di “un passo decisivo” verso il superamento definitivo del bacino Tis.

Secondo Brutto, la legge nasce da una ricognizione precisa: su 3.758 tirocinanti ammessi al quinto anno, oltre mille over 60 sono già usciti attraverso misure dedicate, mentre gli enti hanno avviato procedure di selezione per oltre 1.700 posizioni.

“Dobbiamo risposte serie, sostenibili e definitive”, ha dichiarato il capogruppo di FdI, sottolineando il ruolo del presidente Roberto Occhiuto e dell’assessore Giovanni Calabrese.

Per il capogruppo l’obiettivo è chiaro: “svuotare completamente il bacino residuale attraverso un sistema integrato di misure che mette insieme stabilizzazioni, incentivi economici e politiche attive del lavoro”.

“Grazie alle risorse statali già disponibili sarà possibile finanziare la stabilizzazione di 277 lavoratori. A queste si aggiungono ulteriori 67 assunzioni rese possibili dall’utilizzo delle risorse assegnate negli anni precedenti e non ancora impiegate. Complessivamente, quindi, potranno essere stabilizzati 344 lavoratori – continua Brutto -.

Per coloro che non rientrano nei percorsi di assunzione, la proposta introduce una misura innovativa e concreta: un contributo economico una tantum, fino a 40 mila euro, parametrato all’età del beneficiario, accompagnato da percorsi di formazione, riqualificazione professionale e inserimento nel mercato del lavoro.

Non si tratta di un semplice incentivo all’uscita, ma di uno strumento che punta a favorire nuove opportunità occupazionali e a garantire una transizione dignitosa verso il lavoro o verso altre prospettive professionali”.

L’obiettivo è duplice: da un lato offrire nuove opportunità occupazionali, dall’altro mettere a disposizione del sistema produttivo e delle pubbliche amministrazioni professionalità già formate ed esperienze lavorative consolidate. Le misure previste potranno favorire percorsi di inserimento e reinserimento lavorativo, creando ulteriori occasioni di impiego sia nel settore pubblico sia nel tessuto economico e produttivo privato della Calabria.

L’intervento mobilita complessivamente circa 39,5 milioni di euro tra fondi statali, risorse già assegnate e programmazione europea del PR Calabria 2021-2027. Un impianto finanziario solido, costruito su dati reali e su una rigorosa sostenibilità economica.

“Questa legge rappresenta una scelta di responsabilità. Non alimenta illusioni, ma offre soluzioni concrete e percorribili. Dopo anni di interventi parziali, la Calabria può finalmente dotarsi di uno strumento capace di chiudere definitivamente la stagione del precariato storico dei TIS – aggiunge Brutto -.

Come Fratelli d’Italia abbiamo sempre sostenuto che il lavoro non può essere sinonimo di precarietà permanente. Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di trasformare una lunga emergenza sociale in una prospettiva di stabilità, dignità e sviluppo.

La nostra legge va esattamente in questa direzione: dare risposte ai lavoratori, sostenere gli enti locali e costruire una Calabria che sappia valorizzare le competenze maturate negli anni, garantendo al tempo stesso sostenibilità e certezza delle scelte pubbliche”, ha concluso il capogruppo Fdi.

L’opposizione ha contestato il metodo, chiedendo maggiore coinvolgimento nella costruzione del testo, ma ha votato a favore nel merito del provvedimento.

La legge punta ora a chiudere una delle vertenze occupazionali più lunghe della Calabria, offrendo stabilità a una parte dei tirocinanti e una via d’uscita accompagnata per chi resterà fuori dalle assunzioni.

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