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A tu per tu con l’architetto reggino Gianluca Nicosia


di Federica Geria – Occhiali da vista, cappello con la visiera e barba notevolmente folta.

Mi parla della sua passione e dei suoi progetti, trasmettendomi il suo amore per l’architettura, nato dietro i banchi di scuola, grazie a una formazione che inizia nella scuola tecnica del Geometra, portata avanti poi con l’iscrizione alla Facoltà di Architettura.

Gianluca Nicosia, architetto reggino, si racconta oggi ai microfoni di CityNow.

“Mi affascinavano i lego, i puzzle, insomma tutto quello che richiedeva giocare con le forme…dopo il diploma però accantonai questa pulsione e decisi di provare a intraprendere la strada per diventare ingegnere, ma dopo solo un anno scelsi di cambiare facoltà, per iscrivermi al corso di Laurea in Scienze dell’Architettura”.

Un amore viscerale quello di Gianluca per il suo mestiere, quel tipo di sentimento che si prova quando si ama davvero ciò che si fa. D’altronde come diceva Confucio “scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua”.

Ad aiutarlo moltissimo a maturare la sua passione sono state le riviste e i libri tecnici e non: “mi hanno dato la consapevolezza di quello che mi affascina, che mi stuzzica, che mi rende felice, che mi fa dimenticare lo spazio e il tempo, e che mi proietta in una diversa dimensione, quasi fluttuante in quello che sono le immagini e le cose che mi circondano”.

Arrivano però poi le prime piccole difficoltà, tipiche del difficile inserimento nel mondo del lavoro: “Il percorso post formazione è stato più complicato del previsto: mi ritrovai a fare qualcosa per la quale non sentivo quel brivido, quell’emozione forte che ti chiude le stomaco, e non ti fa dormire fino a quando non sei pienamente soddisfatto di quello che hai fatto, quindi scelsi di intraprendere un percorso di studio/lavoro, vista la poca esperienza, con lo studio N+M di Nicola Maltese con il quale inizia una collaborazione a tempo pieno, nonché una condivisione di idee che in pochissimo tempo ci proiettano nel dare vita a vari progetti in città”.

Iniziando a collaborare con lo studio N+M, Gianluca si dedica alla progettazione di svariate location, firmando in collaborazione con lo studio la progettazione di alcuni locali come Mr Doner,

Piky temporary bar, Niu beach garden e altri, partecipando anche al fuori salone di Milano del 2015.

“Grazie a questa esperienza ho potuto maturare la consapevolezza di poter e soprattutto voler esprimere un qualsivoglia linguaggio, che però io sento mio al 100%”.                   

Ogni architetto ha un suo stile, una sua impronta. Chiedo dunque a Gianluca quale sia il suo.               

“Con questa risposta non vorrei risultare presuntuoso, per cui ti rispondo in maniera franca, credo di cercare di esprimere quelle che sono le caratteristiche del Movimento Moderno, movimento nato tra le due guerre mondiali, che portò un ad un cambiamento in alcuni ma fondamentali principi dell’architettura. Ovviamente, non oso affermare che i miei progetti sono moderni, ma piuttosto cerco di seguire dei principi ben definiti, e non certo da me….diciamo che funzionalità ed estetica, assumono dei caratteri differenti. Ciò che è funzionale è anche bello. La bellezza consiste nel rapporto diretto tra spazio progettuale e scopo, questi sono i principi che mantengo sempre se devo tradurli in una sola frase, che poi sono proprio principi del movimento di cui ti parlavo prima”.

L’architetto reggino ha da pochissimo “rifatto il look” al bar Porcino & Ligato e così iniziamo a parlare di come si presenta questo nuovo progetto.                 

“La location, necessitava di un cambio più che netto, un cambio che creasse un contrasto e quindi uno shock al visitatore, la priorità era spogliare il locale di tutto ciò che aveva, creando così uno spazio più fruibile, gradevole e rilassante. La composizione nella sua semplice rigorosità con l’uso delle forme geometriche semplici, come quadrati e rettangoli, mostra tutto. Il suo carattere nelle  finiture, nei materiali nei colori, o nelle luci scelte, dettagli che fanno la differenza tra un progetto pensato e costruito su misura ed un progetto comprato su un depliant. Il progetto lo posso paragonare al tipico amore a prima vista: mi identifica, identifica a pieno la mia idea.”

Affermarsi lavorativamente a Reggio Calabria, come comunque in tante altre città, non è un “gioco da ragazzi”. Chiedo allora a Gianluca quali siano i suoi obiettivi. Restare o andarsene?

“Lavorare nella tua città natale dovrebbe essere molto più semplice, ma in realtà credo che non sia proprio così. Per rispondere alla tua domanda, vorrei solo cercare di esprimere un pensiero che forse è complicato, io non credo che c’è chi vince o c’è chi perde, nella scelta di rimanere o andare lontano dalla tua città per affermarti e sentirti vivo lavorativamente, ma credo sicuramente che dipenda da quello che ognuno di noi stessi si aspetta dalla propria vita, dal percorso mentale che sicuramente ognuno di noi, chi prima, chi dopo, almeno una volta nella vita si fa; ed io l’ho fatto, e posso rispondere che non vivo con l’obiettivo di andare fuori, ma sicuramente strizzo l’occhio ad eventuali possibilità che migliorerebbero il mio personale pensiero di stile di vita. Le radici rimangono le tue radici; i tempi di oggi richiedono movimento, oggi lavorerai qui, ma domani magari dovrai esser pronto a lavorar lì, sono aperto ad ogni eventuale possibilità di crescita personale e lavorativa.”

Qui la gallery di CityNow del bar Porcino & Ligato: http://www.citynow.it/gal/bar-pasticceria-ligato-porcino-restyling-locale/

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