‘Un’americana in Calabria’, National Geographic racconta le meraviglie calabresi
"Sole, mare, una storia antica, abitanti generosi. Dire 'incredibile' non basta". Le bellezze della Calabria viste dal National Geographic
22 Luglio 2019 - 20:16 | Redazione

Si intitola ‘Un’americana in Calabria’ il fotoracconto pubblicato da Frances Mayes per National Geographic Traveler.
‘Sole, mare, una storia antica, abitanti generosi. Le bellezze del Mezzogiorno italiano viste con gli occhi di Traveler’, si legge nella prima parte dell’articolo.
La Calabria, ancora una volta, attraverso il racconto di una delle più importanti riviste al mondo può così mettere in risalto le proprie meraviglie e unicità.
Frances Mayes, dopo aver visitato Tropea e altri luoghi incantevoli della Calabria, si è soffermata per qualche giorno nella provincia reggina,
“Da Scilla a volte al tramonto il mare si tinge di viola, si gode una meravigliosa vista della Sicilia, così vicina che ti sembra di poterci arrivare a nuoto.
L’abitato di Scilla ha tre nuclei principali: la parte alta, residenziale, che comprende anche la rocca con il castello; la parte bassa, detta Marina Grande, con l’ampia spiaggia, i ristoranti e i lidi attrezzati; e infine Chianalea, il borgo dei pescatori, con le sue viuzze strette che finiscono in mare, le case lambite dall’acqua, gli scivoli per le barche.
Lasciamo la macchina alla Marina Grande e ci avviamo a piedi a Chianalea costeggiando la rupe. Facciamo un rapido giro per i vicoli di Chianalea. Poi, giusto il tempo di un aperitivo in un wine bar affollato e siamo pronti per la cena con vista sul mare. Pesce spada, ovviamente, nel regno del pesce spada.
Ci mettiamo a chiacchierare con una giovane coppia di Modena in vacanza qui e a fine serata si può dire che abbiamo cenato insieme. A tarda sera il piccolo borgo è silenzioso e buio. Tutti dormono, forse immersi in sogni acquatici”.
Questo il racconto del National Geographic su Scilla e il borgo incantevole di Chianalea. Successivamente, Frances Mayes si è spostata a Reggio Calabria.
“Visita al Museo archeologico Nazionale di Reggio Calabria, uno dei più interessanti d’Italia. Prima però ci concediamo una passeggiata sullo splendido Lungomare Falcomatà.
Distrutta da un terremoto nel 1908 e pesantemente bombardata dagli Alleati nella Seconda guerra
mondiale, la città ha, nei suoi baniani contorti e nelle sue jacarande in fiore, qualcosa della rilassatezza di un porto tropicale.
All’interno del bel museo, eretto nel 1932, sono esposti oggetti che raccontano tutta la storia della Calabria, dal Neolitico e dall’Età del bronzo in avanti. Impossibile descrivere tutti i tesori che custodisce.
Dire “incredibile” non basta quando ti trovi di fronte a un doglio del 1150 avanti Cristo, un vaso alto due metri che serviva per conservare l’olio d’oliva, o davanti alla tomba del 300 avanti Cristo di un bambino, che riproduce la forma di un piede con sandalo.
Non basta, di fronte all’abbondanza di reperti della Magna Grecia – ex voto di terracotta, tavolette con iscrizioni, tegole, una corona d’oro e magnifici gruppi scultorei.
E non basta neppure davanti alla tomba d’epoca ellenistica di una giovane donna che custodiva delicati orecchini a forma di testa d’ariete incastonati di gemme, un anello a forma di scarabeo e, dentro la bocca, una moneta d’oro, forse per pagarsi il viaggio nell’oltretomba, ma che nessuno ha speso.
Vaghiamo per il museo abbagliati da tanta bellezza finché non arriviamo ai Bronzi di Riace. Due guerrieri nudi, 1, 98 e 1, 97 metri d’altezza, che poggiano su basi antisismiche in un ambiente ad atmosfera controllata.
Scoperti nel 1972 nel Mar Ionio davanti a Riace, a neppure 8 metri di profondità, potrebbero essere stati gettati fuori bordo da una nave greca in difficoltà.
Li hanno chiamati Bronzo A e Bronzo B, e le loro origini sono incerte. Quinto secolo avanti Cristo? Per alcuni studiosi sono di epoca posteriore. Ma eccoli qui, a mostrarci la dentatura in lamina d’argento, le ciglia, le iridi color avorio, le bocche e i capezzoli in rame.
Glutei ben definiti, barbe curate, postura regale. Un altro mondo, mi era stato detto. Questi antichi e misteriosi visitatori sono il simbolo della Calabria. Sensuale e distaccata, antica, forte e orgogliosa.
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