Vaccini, fuoco incrociato sulla Regione Calabria. Spirlì invita Di Natale a 'ripassare'

Il presidente facente funzioni replica agli attacchi del consigliere sulla questione vaccini, mentre anche de Magistris punta il dito contro la classe politica regionale

Regione Calabria sotto accusa, ancora una volta, la questione è quella relativa alla campagna vaccinale anti-Covid.

Ad aprire le danze di una vicenda che, ormai, non sembra più avere dello straordinario, è stato il consigliere regionale Di Natale che, negli ultimi mesi, di denunce ne ha fatte davvero tante. In seconda battuta c'è anche il candidato Governatore de Magistris, che non ha perso tempo nell'intervenire sulla questione per esporre il proprio pensiero. Ma il presidente facente funzioni, ha precisato quelle che sono le competenze della Regione, inviando anche qualche frecciatina al mittente.

La denuncia di Di Natale sulle vaccinazioni in Calabria

"Apprendo dagli addetti ai lavori, e da autorevoli agenzia di stampa, che in Calabria, sebbene non siano state completate le operazioni di inoculazione per gli ultraottantenni, nelle festività di Pasqua, si è scelto di vaccinare gli over sessanta, come accaduto a Vibo. Addirittura si sarebbe deciso di vaccinare, senza prenotazione, la fascia di età compresa tra i 60 e i 79 anni. Trovo questa scelta priva di ogni costrutto logico. Come già annunciato nella giornata di ieri andrò giù duro su questo tema senza far sconti a nessuno. Qui c’è in gioco la vita delle persone, bisogna seguire e rispettare le regole".

È il post del consigliere regionale, pubblicato nella giornata di ieri sulla sua pagina Facebook. Non è la prima volta che il Segretario Questore di palazzo Campanella denuncia presunte irregolarità riguardanti la campagna vaccinale, questa volta, però, è arrivata prontamente la replica di Spirlì.

Spirlì: "La sanità non è questione regionale"

Il presidente facente funzioni ha infatti ricordato al consigliere quali sono le competenze delle regione, peraltro "azzoppate" in questo preciso momento, in seguito alla prematura scomparsa della Presidente Santelli.

"Leggo dichiarazioni sulla giornata di oggi da parte del consigliere Graziano Di Natale. Il solerte consigliere non perde occasione per polemizzare con la Giunta regionale, il suo presidente, l’intero centrodestra. Spesso, se non addirittura sempre, lanciando vane accuse che tornano al mittente alla velocità della luce. Oziosamente chiede se la Giunta sia stata informata sulla metodologia usata per effettuare vaccinazioni.

Ricordo, oziosamente, al disinformato consigliere di centrosinistra che la Giunta regionale NON ha alcuna responsabilità diretta sulla Sanità calabrese, devastata da decenni di malaffare, nonché di abbandono istituzionale. La Sanità calabrese, lo ricordo al disattento consigliere Di Natale, è commissariata dal Governo da oltre dieci anni. Mai, la Regione ha collaborato coi vari commissari ad acta che i tanti Cdm hanno nominato, pensando di poter risolvere l’annoso dramma.

Questa Giunta, questo presidente, pur consci dell’impossibilità di assumersi alcuna responsabilità diretta, ma volendo tutelare a prescindere la salute e gli interessi dei Calabresi, hanno deciso di affiancare pacificamente e costruttivamente il nuovo Commissario, Prefetto Longo. Lo fanno quotidianamente e con grande spirito di collaborazione. Ma sanno perfettamente che non possono, non devono (e non vogliono) intervenire sulle scelte, che spettano ESCLUSIVAMENTE al Commissario. Il Prefetto Longo ci avrà sempre al Suo fianco. Così come accade con il Consiglio Regionale. Strano che il consigliere non lo sappia. Mi auguro che le fatiche troppo frettolose della ancora lontana campagna elettorale non lo abbiano distratto troppo. Gli consiglio, da amico, un rapido ripasso delle pagine centrali del Diario delle competenze. Male non fa".

Anche de Magistris punta il dito

Sulla vicenda, però, è intervenuto anche il sindaco di Napoli che, seppur fisicamente lontano, non perde occasione di parlare della Calabria e dei problemi che affliggono l'intera Regione:

"La zona rossa in Calabria è ancor più amara che altrove perché trova il suo precipuo fondamento nello smantellamento del sistema sanitario pubblico e nel disastro del piano vaccinale. Nonostante l’abnegazione del personale sanitario e dei volontari il popolo calabrese paga un prezzo altissimo per colpa di un Governo incapace di coordinare gli interventi a livello nazionale e per colpa di una classe politica regionale assolutamente inidonea a gestire l’ordinario figuriamoci una pandemia.

La lotta per i propri diritti è un dovere costituzionale e noi saremo dalla parte delle persone vittime di queste condotte indegne che mettono in pericolo la salute delle persone e pongono sull’orlo di una tragedia economica annunciata una Regione già piegata da tanti problemi. Quanto da ultimo accaduto ieri a Vibo Valentia dimostra l’assoluta mancanza di rispetto della dignità dei calabresi da parte del Governo, attraverso la gestione commissariale, e della Regione a guida Lega".