Vaccini ai dipendenti del dipartimento salute, Molinaro denuncia Longo: 'Va rimosso subito'

Dopo la bufera del dipartimento salute, secondo Molinaro "Longo si è preso l’impegno di far vaccinare contro il Covid tutti i dipendenti della Regione Calabria"

La notizia delle vaccinazioni ai dipendenti del Dipartimento Salute della Regione Calabria sta facendo il giro del web. La situazione non è passata inosservata all'attenzione del consigliere Pietro Molinaro che ha immediatamente puntato il dito contro l'operato del Commissario ad acta per la sanità.

I vaccini ai dipendenti del Dipartimento Salute della Regione Calabria

"Non se ne può più della incapacità e della sfacciataggine del Commissario Longo. Ho chiesto al Presidente Draghi ed al Generale Figliolo che Longo sia rimosso da Commissario alla sanità calabrese. È di dominio pubblico e facilmente reperibile su internet la scena avvenuta ieri corridoi nel palazzo della Giunta regionale della Calabria. Nella scena si assiste alla protesta di alcuni dipendenti della Regione, nei confronti del Commissario Longo, per contestare la vaccinazione anti-covid somministrata solo ai dipendenti regionali in servizio presso il Dipartimento Salute, in spregio a tutte le regole nazionali e regionali".

Numerose sono le discussioni nate dal piano vaccinale e dalle categorie prioritarie, messe ben in chiaro nell'ultima settimana dal Governo nazionale. Le regole, forse, però non valgono anche in Calabria. Molinaro, in seguito alla denuncia dei fatti, ha aggiunto:

"La reazione  di Longo alla protesta è stata illegale, immorale ed intollerabile. L’incaricato del Governo, non solo ha tentato di difendere la sua scelta illegittima di vaccinare il personale che lavora negli uffici del Dipartimento Salute, ma si è preso l’impegno di far vaccinare contro il Covid, tutti i dipendenti della Regione Calabria. Entrambe le decisioni costituiscono una palese violazione delle regole in materia di vaccinazioni anti-covid. Non risulta in nessun documento della Repubblica Italiana che i dipendenti che lavorano negli uffici di un’amministrazione regionale, abbiano una qualche priorità di vaccinazione in questa fase.

Non risulta nel Decreto dello stesso Longo, il n° 55 del 2 aprile 2021, con il quale è stato approvato il Piano vaccinale calabrese e non risulta nell’Ordinanza n° 6 del generale Figliuolo, Commissario nazionale per l’emergenza Covid. Se hanno un valore gli elogi al nostro Presidente della Repubblica che si è messo in fila per farsi vaccinare, perché i calabresi devono tollerare Longo che calpesta i diritti degli ottantenni, delle persone fragili e delle categorie realmente prioritarie?".

Il consigliere regionale ha poi chiesto, a più riprese, la rimozione dall'incarico del commissario nominato solamente lo scorso novembre dopo un lungo valzer di papibili:

"Quanto il Commissario Longo sia inadeguato per il ruolo che gli ha affidato il Governo risulta anche dai tristi numeri delle vaccinazioni in Calabria. La sanità calabrese, guidata da Longo, ha utilizzato solo il 76,9 % dei vaccini disponibili, rispetto alla media italiana dell’87,7%, e nessuna regione italiana è riuscita mai a fare peggio della Calabria. Longo non ha colpe sulle gestioni fallimentari dei commissariamenti precedenti, ma ha la grave responsabilità di non avere, né arrestato, né rallentato, né invertito, in nessun modo, la rotta della sanità calabrese che è allo sbando. Longo va rimosso subito, e sostituito con un professionista adeguato all’incarico ed adeguatamente supportato".