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Xylella, primo focolaio in Calabria nel reggino. Gallo: ‘Dobbiamo fermarla’

Il batterio è stato individuato in contrada Olivetella, a Taurianova. La Regione ha istituito un tavolo di crisi e delimitato la zona cuscinetto.

Xylella, primo focolaio in Calabria nel reggino. Gallo: ‘Dobbiamo fermarla’

Il batterio è stato individuato in alcuni ulivi a Taurianova. La Regione istituisce un tavolo di crisi e delimita le aree interessate. Zona cuscinetto anche a Cittanova e Terranova Sappo Minulio

La Xylella fastidiosa arriva in Calabria. Il primo focolaio è stato individuato nel territorio di Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, dove alcune piante di olivo sono risultate positive al batterio che negli ultimi anni ha provocato danni enormi al patrimonio olivicolo della Puglia.

A dare l’annuncio è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, attraverso un video pubblicato sui social.

“Una notizia che non avrei mai voluto darvi. Ne avevamo conoscenza da un mese, sono arrivate adesso le analisi da parte del CREA e abbiamo pubblicato il decreto”, ha spiegato Gallo.

Il focolaio è stato individuato in contrada Olivetella, nel comune di Taurianova. Gli accertamenti hanno confermato la presenza di Xylella fastidiosa sottospecie pauca, una delle varianti più temute per il settore olivicolo.

Xylella a Taurianova, scattano le misure della Regione

A formalizzare la presenza del batterio è il decreto dirigenziale numero 14746 del primo settembre 2026, con il quale il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria ha disposto le prime misure fitosanitarie.

Al momento il focolaio risulta circoscritto.

“Per ora sono pochissime le piante individuate”, ha precisato Gallo.

Il provvedimento regionale delimita le piante infette, l’area interessata dal focolaio e la zona cuscinetto, che comprende porzioni dei territori comunali di Taurianova, Cittanova e Terranova Sappo Minulio.

L’obiettivo è intervenire nella fase iniziale, attraverso controlli, monitoraggio ed eradicazione, per impedire al batterio di diffondersi negli altri uliveti della Piana e, più in generale, nel resto della Calabria.

La scoperta del focolaio sarebbe partita dalla segnalazione di un proprietario terriero, effettuata lo scorso 15 luglio. Gli approfondimenti tecnici sono proseguiti nelle settimane successive fino alla relazione tecnica e fitosanitaria trasmessa alla Regione il 27 agosto e alla successiva adozione del decreto.

Gallo: “Già costituito un tavolo di crisi”

La Regione ha già attivato una struttura per seguire l’emergenza.

“Abbiamo già costituito un tavolo di crisi e interverremo con grande determinazione, perché questa è la volontà del presidente Occhiuto e questa è la mia volontà, per evitare che l’epidemia di Xylella possa propagarsi”, ha dichiarato l’assessore.

La parola d’ordine, dunque, è contenere immediatamente il focolaio. Una corsa contro il tempo che assume particolare importanza considerando quanto accaduto in Puglia, dove la Xylella ha segnato profondamente interi territori a forte vocazione olivicola.

“Vi terremo naturalmente informati di ogni intervento che andremo a fare per scongiurare qualsiasi pericolo di propagazione”, ha aggiunto Gallo.

Un altro problema per l’olivicoltura calabrese

L’arrivo della Xylella si inserisce in un momento già complesso per il settore olivicolo calabrese, alle prese anche con le difficoltà legate all’andamento dei prezzi.

Il tema sarà al centro anche del confronto istituzionale dei prossimi giorni. Gallo ha annunciato che il 7 settembre incontrerà, insieme agli assessori all’Agricoltura delle altre Regioni meridionali, il ministro Francesco Lollobrigida, per discutere delle misure da mettere in campo a sostegno dell’olivicoltura del Sud.

La Regione sta lavorando inoltre a una manifestazione dedicata al comparto olivicolo prevista per l’1 e il 2 ottobre, appuntamento sul quale, secondo quanto riferito dall’assessore, si è lavorato intensamente proprio nelle ultime ore.

Adesso, però, l’attenzione è concentrata soprattutto sul Reggino. La presenza del batterio è stata accertata, ma il numero limitato di piante interessate lascia spazio a un intervento tempestivo. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le misure di contenimento riusciranno a circoscrivere il primo focolaio calabrese e a impedire alla Xylella di raggiungere altre aree olivicole della regione.

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