Reggio, incatenato alla Corte d’Appello: ‘Vivo in una stanza senza luce. Colpa dei giudici se sono così’
"Se non anticipano l'udienza, prevista per febbraio, rimarrò qui, tutti i giorni. Tanto per me sono tutti uguali. Anche a Natale rimarrò qui"
14 Novembre 2023 - 17:24 | di Redazione

Continua la protesta dell’imprenditore reggino Franco Quattrone, incatenato nel pomeriggio di oggi davanti l’ingresso della Corte d’Appello di Reggio Calabria.
Si ritiene vittima di giustizia il signor Quattrone che ormai da tempo protesta davanti ai palazzi di Giustizia. Prima al Cedir, poi a Catanzaro, davanti al tribunale, poi a Roma davanti alla Corte di Cassazione. Di qualche settimana fa la protesta in cima su una gru, al nuovo palazzo di giustizia. Quattrone da tempo richiede la restituzione dei suoi beni, in attesa della revisione del processo.
“Attendo giustizia da molti anni e ancora devo attendere – spiega ai nostri microfoni – Vivo in una stanza buia senza luce, senza porta e senza acqua calda. Vivere nella mia casa o qui non fa differenza. Anzi, una sola differenza c’è, che qui darò fastidio a qualcuno. Del resto è colpa dei giudici se sono qui così”.

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