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Suppletive: un test per tutti. Ma per qualcuno pesano di più

Le elezioni suppletive di Reggio sono diventate qualcosa di molto più grande della semplice scelta del deputato che dovrà completare gli ultimi mesi della legislatura. E l'immagine modificata della Siracusano testimonia lo scontro accesissimo degli ultimi giorni...

Vannacci ccbb

Si vota oggi e domani, in 71 comuni dell’area metropolitana per assegnare il seggio lasciato libero da Francesco Cannizzaro, dimessosi da Montecitorio dopo l’elezione a sindaco di Reggio Calabria. Quattro i candidati: Fabio Roscioli per il centrodestra, Frank Benedetto per il centrosinistra, Domenico Giannetta per Futuro Nazionale e Francesco Toscano per Democrazia Sovrana Popolare.

Il mandato parlamentare che attende il vincitore sarà relativamente breve. Il significato politico del voto, invece, va molto oltre la durata della legislatura. E così, Reggio Calabria diventa, improvvisamente, un piccolo laboratorio nazionale.

E negli ultimi giorni se ne sono accorti tutti.

Una campagna diventata nazionale

Il livello dello scontro si è alzato soprattutto attorno da piazza Duomo. Prima Roberto Vannacci, arrivato a Reggio per sostenere Domenico Giannetta. Poi Francesco Cannizzaro e Fabio Roscioli, tornati nella stessa piazza il giorno successivo.

Da una parte Vannacci ha parlato di “voto dell’obbedienza” e “della sudditanza”, presentando Futuro Nazionale come alternativa ai partiti tradizionali del centrodestra. Dall’altra Cannizzaro e Forza Italia hanno risposto rivendicando il proprio radicamento sul territorio.

Lo scontro è diventato personale, politico, nazionale. Ed è proprio qui che queste suppletive cambiano significato.

Roscioli e il test del centrodestra

Per il centrodestra l’obiettivo politico è evidente. Conservare il seggio che apparteneva a Cannizzaro.

Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia, è stato scelto dalla coalizione per raccogliere quella eredità. Lo stesso candidato ha spiegato che non intende ricandidarsi a Reggio alla fine della legislatura e che il suo compito sarà portare avanti a Roma i progetti legati alla visione politica dell’attuale sindaco.

Per questo il risultato finirà inevitabilmente per essere letto anche come una verifica della capacità di Cannizzaro di trasferire sul candidato indicato dalla coalizione una parte del consenso raccolto pochi mesi fa.

Alle comunali di maggio Cannizzaro è stato eletto sindaco con il 65,68%. Un risultato ottenuto da una coalizione che ha conquistato 24 seggi in Consiglio comunale. Ma una suppletiva è un’altra elezione.

Cambia il candidato. Cambia il contesto. Cambiano le motivazioni degli elettori. In quanti andranno a votare? E’ forse qui la vera sfida.

Il primo vero esame di Futuro Nazionale

Se queste elezioni rappresentano un test per tutti, per Roberto Vannacci hanno però un significato particolare.

Reggio Calabria è il primo vero appuntamento elettorale nel quale Futuro Nazionale prova a misurare direttamente il proprio consenso attraverso un candidato riconoscibile sul territorio. La scelta è ricaduta su Domenico Giannetta, proveniente da Forza Italia e forte di oltre 10mila preferenze raccolte alle ultime regionali.

Vannacci non ha nascosto le ambizioni. Ha definito Reggio Calabria la sua “Sassonia”, richiamando esplicitamente il risultato ottenuto dall’Afd in Germania e dichiarando di puntare a fare persino meglio.

La portata politica dell’operazione è ambiziosa perchè Vannacci vuole capire quanto seguito reale abbia Futuro Nazionale.

Qui sta probabilmente il dato più interessante delle suppletive. Non tanto stabilire soltanto se Giannetta possa conquistare il collegio, quanto misurare quanti elettori siano disposti a lasciare i partiti tradizionali del centrodestra per seguire il generale.

La battaglia dentro la destra

A Reggio Calabria le suppletive hanno insegnato che non c’è soltanto una competizione tra centrodestra e centrosinistra. C’è anche una competizione dentro l’area della destra.

Vannacci sostiene di non voler contrastare Forza Italia ma di voler “promuovere Futuro Nazionale”. Allo stesso tempo rivendica per il proprio movimento l’identità di una “destra vera, autentica”.

Pronta la reazione della destra. Roberto Occhiuto, durante una manifestazione a sostegno di Roscioli, ha dichiarato che le battaglie “non si vincono né con i mercenari né con i traditori”. Il confronto ha finito spesso per spostarsi dalle questioni del territorio allo scontro tra gruppi dirigenti, appartenenze e leadership.

E Reggio Calabria si è ritrovata al centro di una partita che guarda già oltre Reggio Calabria.

L’immagine modificata e lo scontro dell’ultimo giorno

Anche nelle ore immediatamente precedenti al voto le polemiche non si sono fermate.

Vannacci ha rilanciato sui social un’immagine modificata che ritraeva Fabio Roscioli, la sottosegretaria Matilde Siracusano e il senatore Claudio Lotito attorno a una torta con la scritta “Calabria”. La vicenda ha provocato nuove reazioni politiche proprio alla vigilia dell’apertura dei seggi.

È l’ultima fotografia, in senso quasi letterale, di una campagna nella quale la comunicazione aggressiva ha occupato molto spazio. Resta una domanda: questo livello di scontro ha avvicinato i cittadini alla politica oppure li ha allontanati ancora di più?

La risposta arriverà anche dall’affluenza.

Benedetto prova a inserirsi nello scontro

Mentre nel centrodestra volavano accuse reciproche, Frank Benedetto ha seguito una strategia differente. Il cardiologo, già consigliere comunale e capogruppo del Pd, è sostenuto da un fronte progressista molto ampio.

Nella chiusura della campagna elettorale ha sintetizzato così la propria lettura del voto: “Queste elezioni suppletive sono una prova di forza tra le varie coalizioni. La nostra è unita, loro sono disuniti”.

Il centrosinistra prova quindi a trasformare la divisione tra il centrodestra e Futuro Nazionale in un’occasione politica.

Ma anche per il cosiddetto campo largo arriva un test. Presentarsi insieme è una cosa. Capire quale capacità di mobilitazione abbia realmente questa alleanza in un territorio che negli ultimi appuntamenti elettorali ha premiato nettamente il centrodestra è un’altra.

Reggio fornirà una prima risposta anche su questo.

E poi c’è Francesco Toscano

La quarta candidatura è quella di Francesco Toscano, presidente di Democrazia Sovrana Popolare.

La sua presenza completa un quadro nel quale l’offerta politica è molto più articolata rispetto al tradizionale confronto tra due grandi coalizioni.

Anche il risultato di Toscano contribuirà a misurare lo spazio elettorale esistente fuori dai due blocchi principali e da Futuro Nazionale.

Il vero risultato non sarà soltanto chi vince

Lunedì sera avremo un nome. Ma limitarsi al vincitore sarebbe leggere soltanto una parte della storia.

Bisognerà guardare l’affluenza, la distanza tra i candidati, la percentuale ottenuta da Giannetta, la tenuta di Forza Italia e del centrodestra, la capacità del campo largo di trasformare la propria unità in voti e il risultato delle forze esterne ai due schieramenti principali.

Perché queste suppletive assegnano un solo seggio. Ma producono molti risultati politici. Per Cannizzaro saranno una verifica della forza costruita sul territorio dopo il successo delle comunali. Per Roscioli la prova di una candidatura che deve raccogliere un’eredità politica importante. Per Benedetto il primo banco di prova concreto di una coalizione molto larga.

Per Giannetta la misura del proprio radicamento fuori da Forza Italia.

E per Vannacci qualcosa di ancora diverso: la prima occasione concreta per capire quanto Futuro Nazionale esista nelle urne, e quanto alla gente possa piacere o non piacere il suo modo di fare politica.

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