Furto di farmaci oncologici, Borrelli: ‘Fatto grave e danni per le casse pubbliche’ – VIDEO

Ricostruiri gli spostamenti fra Napoli e Reggio grazie all'uso delle intercettazioni telefoniche. Il resoconto delle indagini da parte del Procuratore


Durante la conferenza stampa di questa mattina, il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, ha commentato l’operazione che ha portato all’arresto di quattro soggetti accusati del furto di farmaci oncologici presso l’Ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo. Il Procuratore ha sottolineato la gravità dei reati e le implicazioni economiche per il sistema sanitario pubblico, aggiungendo che l’inchiesta ha coinvolto una sinergia tra le procure di Reggio Calabria, Napoli e Benevento.

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“Si tratta di un’operazione molto grave e particolarmente onerosa per le casse pubbliche. Il gruppo di presunti responsabili dei furti operava nella provincia di Napoli, ma gli episodi di sottrazione dei farmaci sono avvenuti nel circondario di Reggio Calabria. Nonostante ciò, l’organizzazione criminale non era radicata nel nostro territorio, ma si trattava di soggetti napoletani”, ha spiegato Borrelli.

L’attività investigativa e il metodo dei furti

Il Procuratore ha poi illustrato il metodo investigativo che ha portato all’identificazione degli autori del reato:

“Le indagini sono state condotte attraverso un’approfondita attività di polizia giudiziaria. Inizialmente, sono state localizzate le autovetture che avevano frequentato il luogo del furto. Successivamente, l’esame del traffico telefonico ha permesso di individuare delle utenze sospette, le cui titolarità sono state attribuite con certezza. L’uso di intercettazioni telefoniche ha completato l’identificazione dei soggetti coinvolti, consentendo anche di ricostruire gli spostamenti fra Napoli, Reggio Calabria e altre località calabresi”.

L’indagine ha così permesso di ricostruire in modo dettagliato l’attività del gruppo criminale, con un focus particolare sul programma criminoso legato al furto di farmaci salvavita, che ha causato un danno significativo alla salute pubblica e alle risorse statali.

“Abbiamo identificato con certezza i quattro responsabili, che sono ora sottoposti a misure cautelari”, ha confermato il Procuratore.