Serie D: Reggina spettatrice, punta sull’equilibrio e l’anomalia di questo campionato
Un risultato inatteso può riaccendere speranze che, nonostante tutto, restano ancora vive
31 Marzo 2026 - 10:07 | Redazione

La Reggina si prepara a vivere da spettatrice la trentesima giornata del campionato di Serie D, in programma giovedì alle ore 15. Un turno anticipato per via delle festività pasquali e che sarà seguito con particolare attenzione dall’ambiente amaranto, ancora aggrappato alla speranza di poter recuperare terreno sulle squadre che precedono in classifica.

Pur senza scendere in campo, sarà una giornata tutt’altro che banale per la formazione dello Stretto. I risultati delle dirette concorrenti, infatti, potrebbero incidere in maniera significativa sulla corsa nelle zone alte della graduatoria. L’obiettivo, in casa Reggina, è uno solo: rosicchiare altri punti alle tre formazioni che si trovano davanti e tenere aperto uno spiraglio in vista del finale di stagione.
Tra gli incroci in programma, quello che sulla carta sembra meno complicato riguarda la Nissa, attesa dal confronto casalingo contro il Gela. Un avversario che, almeno apparentemente, non avrebbe più molto da chiedere a questo campionato. Proprio per questo, la sfida sembra sorridere ai padroni di casa, anche se in un girone come questo ogni previsione rischia di essere smentita. L’Athletic Palermo viaggia per affrontare una Gelbison in grande forma, mentre il Savoia ospita il Messina.
Ed è proprio sull’equilibrio che ha caratterizzato il torneo che la Reggina continua a costruire le proprie residue speranze. Un campionato spesso imprevedibile, segnato da risultati inattesi e da continui ribaltamenti, che lascia ancora aperti margini per chi vuole provarci fino in fondo.
Gli amaranto guarderanno dunque con interesse a quanto accadrà sugli altri campi, consapevoli che anche una giornata senza impegni diretti potrebbe dire molto sulla lotta al vertice. In questa fase della stagione, ogni passo falso può diventare pesante. Un risultato inatteso può riaccendere speranze che, nonostante tutto, restano ancora vive.

