Reggio, Cannizzaro porta i candidati di cdx ad Arghillà: ‘La ’Ndrangheta ci fa schifo, mai compromessi’
Il candidato sindaco riunisce i candidati nel quartiere simbolo del degrado e detta la linea della campagna elettorale: “Meglio un voto in meno oggi che un’ombra sulla nostra dignità domani”
01 Maggio 2026 - 07:21 | di Redazione

Francesco Cannizzaro sceglie Arghillà per lanciare un messaggio politico preciso. Non una tappa qualunque della campagna elettorale, ma un luogo simbolico. Un quartiere che da anni rappresenta una delle ferite più visibili di Reggio Calabria.
Nel pomeriggio di ieri, in piazza dell’Integrazione fra i Popoli, il candidato sindaco del centrodestra ha riunito i candidati della coalizione. Un incontro dal forte valore politico, costruito non solo sul rapporto con il territorio, ma anche su un richiamo diretto alla responsabilità di chi si prepara ad affrontare la competizione elettorale.
La scelta di Arghillà
Cannizzaro ha spiegato subito il senso della convocazione.
“Io ho scelto questo luogo perché, come è noto, Arghillà è un po’ simbolo del degrado. Un messaggio simbolico il mio, assieme a tutti voi”.
Una scelta che parla alla città e alla coalizione. Da un lato il tentativo di mettere al centro le periferie, dall’altro la volontà di segnare il perimetro politico e morale della campagna. Arghillà diventa così il punto da cui partire per dire che la partita elettorale non si gioca solo sui programmi, ma anche sul comportamento dei candidati.
Il deputato di Forza Italia, oggi candidato sindaco del centrodestra, ha parlato ai suoi con toni netti. Ha annunciato una riflessione da consegnare ai candidati, definendola una sorta di guida per affrontare “una campagna elettorale giusta”.
L’appello ai candidati: “Non scendete a compromessi”
Il passaggio più forte è arrivato quando Cannizzaro ha richiamato i candidati alla massima attenzione nei rapporti costruiti durante la campagna elettorale.
“Vi rivolgo alcune raccomandazioni, così come fatto coi coordinatori regionali. Non sono altro che un richiamo, un appello”.
Poi il riferimento ai rischi che possono emergere nel contatto quotidiano con gli elettori.
“Succede che una persona perbene come voi incontri una persona, magari si scambi il numero. Il rischio serissimo è quello di incappare in situazioni spiacevoli. Noi non abbiamo bisogno di nessuno”.
Parole che segnano una linea di confine netta. Cannizzaro chiede ai suoi candidati prudenza, rigore e libertà da ogni possibile condizionamento.
“Non scendete a compromessi mai, per nessuno, mai. Non permettete che l’ambizione prevalga sul senso della libertà e delle istituzioni”.
“Noi siamo contro la ’ndrangheta, senza se e senza ma”
Il cuore politico dell’intervento è il passaggio sulla criminalità organizzata. Cannizzaro usa parole dure, senza giri di frase.
“Noi siamo contro la ’ndrangheta, senza se e senza ma”.
E ancora:
“Se nelle relazioni costruite in campagna avvertite anche solamente un dubbio su una persona che si avvicina, abbiate il coraggio di dire no. Allontanatevi subito”.
Il candidato sindaco lega il consenso alla dignità personale e politica. Il messaggio è rivolto ai candidati, ma anche agli elettori. La ricerca del voto non può trasformarsi in zona grigia.
“Meglio un voto in meno oggi, che un’ombra sulla nostra dignità domani. La ’ndrangheta a noi fa schifo”.
Una campagna sul terreno della credibilità
L’intervento di Arghillà conferma la volontà di Cannizzaro di dare alla campagna elettorale del centrodestra un’impronta fortemente identitaria. Dopo settimane segnate dal confronto politico con gli avversari, il candidato sindaco sposta il discorso su un piano più interno: la tenuta della coalizione, la selezione dei comportamenti, la credibilità pubblica dei candidati.
Il messaggio è chiaro: il centrodestra vuole presentarsi come forza di governo, ma per farlo deve mostrarsi impermeabile a ogni forma di pressione esterna.
“Se vogliamo che i reggini credano in noi, dobbiamo dimostrare di essere impermeabili ad ogni forma di condizionamento da parte della criminalità”.
La chiusura richiama il tema della città e della sua immagine.
“Siamo chiamati a custodire la bellezza e l’onore di questa città”.
Da Arghillà, dunque, Cannizzaro prova a trasformare una tappa elettorale in un manifesto politico. Periferie, legalità e responsabilità diventano tre parole chiave della sua corsa verso Palazzo San Giorgio.
Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie
