Comunali, la denuncia dei Giovani Democratici: ‘Manifesti di Cannizzaro abusivi’
"Sono al di fuori degli spazi predisposti dal Comune e in contrasto con la regolamentazione delle attività di propaganda previste dalle normative vigenti" la nota
08 Maggio 2026 - 10:51 | Comunicato Stampa

Qui non siamo più davanti a una campagna elettorale. Siamo davanti a uno squilibrio clamoroso che altera le regole del gioco democratico. Tutti i manifesti affissi dal candidato Francesco Cannizzaro, che da settimane inquinano ogni angolo della città, sono abusivi perché al di fuori degli spazi predisposti dal Comune e in contrasto con la regolamentazione delle attività di propaganda previste dalle normative vigenti e sottolineate dalla Prefettura all’esito di una riunione specifica con i vertici delle forze dell’ordine, i partiti e i movimenti politici.
Par condicio e spazi pubblici
La par condicio è stata completamente demolita. Il candidato sindaco del centrodestra, infatti, occupa in maniera sistematica e quasi totalizzante ogni spazio informativo disponibile come siti web, portali locali, social network, finanche lo spazio pubblico urbano con maxi affissioni 6×3, pensiline degli autobus, cartellonistica diffusa, manifesti affissi praticamente ovunque. Una presenza ossessiva, costruita su una macchina pubblicitaria imponente e pervasiva. Un vero e proprio bombardamento mediatico che non ha eguali nella storia delle elezioni comunali.
Inserzioni politiche e piattaforme digitali
Senza considerare, poi, la gestione “anarchica” delle inserzioni politiche sui siti di informazione web attraverso piattaforme automatizzate come Google, nonostante la stessa Google, in Europa, abbia smesso di pubblicare annunci per conto di partiti politici, candidati o detentori di cariche elettive in virtù del Regolamento Ue 2024/900 che disciplina la trasparenza e il targeting della pubblicità politica.
L’uso spregiudicato di questi strumenti consente una diffusione ramificata e, appunto, poco trasparente dei contenuti sponsorizzati. È un tema che chiama in causa i gestori delle piattaforme digitali, gli editori e la correttezza di quei candidati che pensano di poter aggirare le norme classificando le proprie inserzioni politiche come annunci commerciali o privati.
Serve una presa di posizione solida e precisa da parte delle autorità preposte e dell’Autorità di controllo di fronte a una distorsione evidente delle regole del gioco.
La questione delle risorse
Resta, infine, una questione che non può essere ignorata: come si sostiene una macchina comunicativa di queste dimensioni? Con quali risorse è possibile mantenere un livello di esposizione così massiccio e continuativo? Senza trasparenza, senza regole e senza equilibrio la campagna elettorale diventa soltanto una dimostrazione di forza. E la democrazia, quando diventa una gara di potenza mediatica, è già in sofferenza.
Giovani Democratici Reggio Calabria
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