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‘Nascerà il Museo della Rivolta’: l’annuncio di Cannizzaro e la stoccata all’ex sindaco Falcomatà

"Siamo qui con tutta l'amministrazione per dare un segnale di discontinuità con quel recente passato che, evidentemente per questioni ideologiche, ha preferito disertare in questi momenti celebrativi"

cannizzaro caduti moti

Un progetto concreto per storicizzare la memoria cittadina e una rottura netta, anche simbolica, con l’amministrazione che lo ha preceduto. È questa la doppia anima dell’intervento del sindaco Francesco Cannizzaro durante le celebrazioni per il 56° Anniversario della Rivolta di Reggio Calabria.

Da un lato, l’ufficializzazione dell’iter per la nascita del Museo della Rivolta; dall’altro, la fascia tricolore indossata con orgoglio, con annessa stoccata all’ex sindaco Giuseppe Falcomatà e alla passata amministrazione, colpevole, secondo Cannizzaro, di aver disertato per anni le commemorazioni del 14 luglio.

Il progetto ufficiale: un Museo per la storia di Reggio

Il cuore dell’intervento del primo cittadino è stato l’annuncio della futura realizzazione di un museo interamente dedicato ai Moti del 1970. Un luogo pensato per restituire alla città, ai giovani e ai turisti la piena consapevolezza di un evento che ha segnato la storia repubblicana.

Per me è un privilegio e un onore indossare la fascia per onorare coloro che hanno perso la vita. Se oggi vai alla Camera dei Deputati o al Senato e parli di Reggio Calabria, non solo gli anziani ma anche i giovani parlamentari fanno riferimento a questo pezzo di storia. Mi farebbe molto piacere che chiunque verrà a Reggio possa entrare in un museo e acquisire la piena contezza di ciò che è stato il 14 luglio 1970.”

La punzecchiatura a Falcomatà: “Basta diserzioni ideologiche”

Il 56° anniversario ha segnato anche il ritorno del gonfalone e della fascia tricolore nel luogo delle celebrazioni. Un dettaglio tutt’altro che formale, che Cannizzaro ha utilizzato per rimarcare la differenza con le scelte dell’ex sindaco Falcomatà, più volte assente negli anni scorsi durante la deposizione delle corone.

Il sindaco ha rivendicato la sua presenza come un atto dovuto, attaccando apertamente l’atteggiamento della passata giunta:

“Il fatto stesso che in questi anni questa fascia sia mancata in questo luogo credo sia stato un fatto assolutamente sbagliato. Siamo qui con tutta l’amministrazione per dare un segnale di discontinuità con quel recente passato che, evidentemente per questioni ideologiche, ha preferito disertare in questi momenti celebrativi.”

Cannizzaro ha voluto così allontanare ogni etichetta politica dalla memoria dei Moti, ribadendo che il rispetto per chi ha perso la vita chiedendo giustizia sociale e politica non deve avere colore: “Questa non è una festa della destra o della sinistra. Ci fu una rivolta sociale, culturale, un richiamo dell’attenzione nazionale. È dovere di un primo cittadino, sia esso di centrodestra, di sinistra o apolitico, indossare questa fascia puntualmente il 14 luglio per onorare chi non c’è più.

C’è stato un consigliere comunale, il capogruppo Daniele Romeo, che ha sottoposto a tutti l’idea di realizzare un museo della Rivolta. L’ho sposata subito, ed è stata accolta immediatamente da tutta la coalizione. Al prossimo Consiglio Comunale sottoscriveremo un ordine del giorno per farlo votare, ma è chiaramente un obiettivo che ci siamo già prefissati e che raggiungeremo”, le parole di Cannizzaro.

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