Occhiuto ai calabresi nel mondo: ‘Siete i nostri ambasciatori, ora aiutateci a far crescere la Calabria’
Il governatore alla Consulta riunita a Palazzo Campanella: "Basta rapporti solo romantici, le vostre esperienze diventino una ricchezza per lo sviluppo"
11 Settembre 2026 - 16:43 | di Redazione

Le comunità dei calabresi all’estero non soltanto come custodi delle radici e dell’identità, ma come una rete internazionale da mettere al servizio dello sviluppo economico della Calabria. È il messaggio lanciato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto nel corso dell’incontro di oggi a Palazzo Campanella, dove è tornata a riunirsi in presenza la Consulta dei Calabresi nel mondo.
Il governatore ha indicato una direzione precisa: superare un rapporto con l’emigrazione calabrese troppo spesso limitato alla nostalgia e alle iniziative celebrative, per costruire invece relazioni capaci di produrre opportunità, investimenti e nuovi collegamenti economici.
Occhiuto: “Superare l’approccio soltanto romantico”
“Le comunità di calabresi nel mondo, spesso, le abbiamo guardate con un approccio solo romantico. Ci sono stati rapporti episodici, legati a iniziative che celebravano la Calabria”, ha spiegato Occhiuto, riconoscendo nel lavoro portato avanti dal consigliere regionale Orlandino Greco un cambio di passo.
“Adesso dobbiamo passare a un altro livello. Dobbiamo fare in modo che le vostre esperienze nei territori e negli ambiti lavorativi in cui operate possano diventare una ricchezza per lo sviluppo economico della Regione”.
Il presidente ha fatto riferimento in particolare alla possibilità di utilizzare questa grande rete internazionale per aumentare l’export dei prodotti calabresi e favorire l’incontro tra imprenditori che operano all’estero e aziende della regione.
“Possiamo fare un sacco di cose”, ha sottolineato Occhiuto, indicando nel rapporto con le comunità calabresi sparse nel mondo uno strumento ancora in gran parte da valorizzare.
Turismo e investimenti: “Abbiamo bisogno di chi ha avuto successo fuori dalla Calabria”
Un passaggio importante dell’intervento è stato dedicato al turismo. Occhiuto ha ricordato gli investimenti avviati dalla Regione e il lavoro per migliorare i collegamenti internazionali, ma ha evidenziato anche uno dei problemi ancora aperti: la qualità dell’offerta ricettiva.
La Calabria, secondo il governatore, dispone di un patrimonio naturale e culturale straordinario, dall’entroterra al mare, passando per i territori della provincia di Reggio Calabria e per le testimonianze della Magna Grecia. Un patrimonio che, però, deve essere accompagnato da strutture e servizi adeguati.
“Abbiamo strutture alberghiere che non sono al livello di quello che dovrebbero essere”, ha osservato.
Da qui l’appello rivolto anche agli imprenditori di origine calabrese che hanno costruito esperienze di successo fuori dall’Italia.
“Abbiamo bisogno che ci siano imprenditori che hanno avuto idee di successo in altre parti del mondo e che vengano in Calabria, nella loro Calabria, a impiantare nuove attività per sviluppare il turismo e non soltanto il turismo”.
Per Occhiuto, dunque, i componenti della Consulta dovranno assumere una funzione che vada oltre quella istituzionale.
“Siete ambasciatori della Calabria nel mondo”
Nel corso del suo intervento, Occhiuto ha rivolto anche un messaggio personale ai rappresentanti delle comunità presenti.
“Io che ho l’onore di rappresentare la Calabria vorrei anche chiedervi scusa perché non sempre la Calabria ha tenuto nella giusta considerazione il lavoro che voi svolgete e l’amore che rivolgete nei confronti della nostra terra”.
Il presidente ha parlato dei calabresi all’estero come veri e propri ambasciatori della regione.
“Siete esempi di buona calabricità nel mondo”, ha detto, ricordando le storie di migliaia di emigrati partiti spesso dal gradino più basso della scala sociale e capaci, con il lavoro, di costruire percorsi professionali e imprenditoriali importanti.
Occhiuto ha richiamato anche la propria storia familiare, raccontando dei legami con Toronto e dell’esperienza di una generazione costretta a lasciare la Calabria alla ricerca di nuove opportunità.
“Quando parliamo dei calabresi eccellenti, di quelli che hanno tenuto alta la bandiera della Calabria e hanno reso onore alla Calabria attraverso il loro lavoro, spesso parliamo di persone che sono partite da zero. A volte hanno cominciato come manovali, dal gradino più basso della scala sociale, e poi sono riuscite a diventare piccoli e grandi imprenditori”.
Esperienze che, secondo il governatore, oggi possono tornare utili alla terra d’origine. Non soltanto attraverso un ritorno fisico, ma attraverso competenze, relazioni internazionali, investimenti e nuove opportunità economiche.
È questo il nuovo ruolo che la Regione vuole assegnare alla Consulta: mantenere vivo il legame con le radici, ma trasformarlo allo stesso tempo in uno strumento concreto per il futuro della Calabria.
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