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Il complotto per spingere Lotito a cedere la Lazio: perquisizioni per aggiotaggio

"L'accusa dei pm: diffuse notizie false per alterare il valore delle azioni del club biancoceleste in Borsa"

Reggina Conferenza Granillo Claudio Lotito ()

“Martedì mattina sono scattate le perquisizioni nell’inchiesta della Procura sulle presunte pressioni esercitate su Claudio Lotito per spingerlo a vendere la Lazio. Nel mirino degli investigatori è finita una possibile cabina di comando che avrebbe intrecciato social network, articoli di stampa e rapporti con esponenti del mondo bancario per alimentare una campagna contro il presidente biancoceleste e, secondo l’ipotesi accusatoria, condizionare anche il valore del titolo in Borsa. Tra i nomi indicati nel decreto della Procura figurano Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, Francesco Maiolini, amministratore della stessa banca, e Luigi Bisignani, ex giornalista e faccendiere.

Il quadro delineato dagli atti della Procura parte dalle contestazioni relative alla diffusione di notizie che, secondo gli inquirenti, sarebbero state false e avrebbero avuto un duplice obiettivo: da una parte incidere negativamente sul valore delle azioni della Lazio, società quotata in Borsa, dall’altra aumentare la pressione su Lotito fino a indurlo a cedere il pacchetto di controllo. Nel capo di imputazione si legge che Masi, Maiolini e Bisignani, “agendo in concorso tra loro e con terzi, alcuni dei quali in corso di identificazione”, avrebbero contribuito alla diffusione, attraverso social network e pubblicazioni, di notizie relative a una presunta imminente cessione della Lazio, alla situazione economica delle società riconducibili a Lotito e persino all’ipotesi che il presidente volesse deliberatamente far retrocedere la squadra per ottenere il cosiddetto “paracadute” da 35 milioni di euro. Nel decreto di perquisizione i pm della Dda parlano di “un disegno più ampio e unitario” che avrebbe avuto, secondo l’ipotesi accusatoria, sia una finalità legata al titolo in Borsa sia quella di ‘indurre e costringere l’azionista di maggioranza a cedere il pacchetto azionario di controllo‘.

Una parte dell’inchiesta riguarda i contenuti pubblicati dalla rivista online “Millenovecento”, che secondo gli inquirenti avrebbero contribuito a orientare la protesta di una parte della tifoseria laziale nei confronti di Lotito. Gli accertamenti sui dispositivi sequestrati nell’ambito delle precedenti perquisizioni avrebbero portato gli investigatori a ipotizzare che alcune delle attività di denigrazione e di diffusione sui social fossero state finanziate da Maiolini. Poco dopo, secondo quanto riportato nel decreto, sarebbero comparsi sul quotidiano “Il Tempo” articoli che riprendevano lo stesso filone. Tra questi viene citato quello pubblicato il 31 maggio 2026, dal titolo “Stadio senza tifosi, Lotito come Nerone? Se il mondo Lazio brucia”. Nell’articolo, secondo gli atti, veniva riportata anche la notizia di una presunta offerta da 450 milioni di euro da parte di JP Morgan per l’acquisto della Lazio. Nello stesso testo veniva indicata l’opportunità per Lotito di affidarsi a figure del mondo finanziario, tra cui proprio “Masi e Maiolini della Banca del Fucino”, per avviare un nuovo corso nella gestione del club.
Ulteriore elemento preso in considerazione dagli investigatori riguarda i rapporti tra le persone coinvolte. Nell’annotazione dei carabinieri depositata il 21 luglio 2026 viene sottolineata, innanzitutto, la partecipazione, ritenuta “ovviamente legittima”, di Bisignani, Maiolini e Masi a manifestazioni pubbliche di protesta dei tifosi della Lazio contro la gestione Lotito. Gli investigatori evidenziano anche una serie di contatti telefonici tra Maiolini e Bisignani negli ultimi due anni, oltre ad alcuni contatti tra Masi e lo stesso Bisignani. Particolare attenzione viene riservata alle telefonate tra Bisignani e Maiolini in concomitanza con la preparazione e la pubblicazione di alcuni articoli su “Il Tempo”. Negli atti vengono citati, in particolare, contatti del 31 maggio, del primo giugno e dell’11 giugno 2026. Pochi giorni dopo, il 12 giugno, sarebbe comparso un articolo ritenuto dagli investigatori significativo anche per la sua vicinanza temporale ai contenuti pubblicati il 9 e il 10 giugno su “Millenovecento”. I titoli erano “Gli ultimi giorni dell’era Lotito!” e “Habemus Papam! Anzi, due…”. Anche in quei casi, secondo la ricostruzione della Procura, veniva rilanciata la notizia di una presunta cessione imminente della società.

È proprio questo intreccio tra pubblicazioni, attività sui social, presunti finanziamenti e contatti telefonici che gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione. L’obiettivo è capire se episodi apparentemente distinti facessero parte di un’unica strategia finalizzata a mettere sotto pressione Lotito e, parallelamente, a incidere sul valore della Lazio in Borsa. Le perquisizioni di oggi costituiscono un nuovo passaggio dell’inchiesta. Saranno ora gli ulteriori accertamenti, anche attraverso l’analisi del materiale acquisito, a stabilire se le ipotesi formulate dalla Procura troveranno conferme oppure se il quadro emerso finora dovrà essere ridimensionato”.

fonte: gazzett.it

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