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Calabresi nel mondo, la storia di Natalie: nel suo ristorante in Australia porta in tavola il sapore delle radici

La titolare racconta il legame con la terra d'origine attraverso i prodotti tipici calabresi e una cucina capace di unire Australia e tradizione calabrese


La Calabria può viaggiare anche attraverso i sapori. Può arrivare dall’altra parte del mondo, entrare in un ristorante di Adelaide, in Australia, e ritrovare spazio nei piatti, nei racconti e nella memoria di chi quelle origini le porta dentro.

È la storia di Natalie, ristoratrice di origini calabrese che ha scelto di valorizzare la propria identità attraverso la cucina, proponendo ai suoi clienti prodotti tipici della terra d’origine e raccontando ogni giorno il legame con le proprie radici.

“È importante legarsi a queste cose ogni giorno perché fanno parte della mia identità”, ha raccontato ai microfoni di CityNow, a Palazzo Campanella.

Un’identità che passa anche dalla tavola, attraverso ricette che guardano alla contemporaneità senza perdere il legame con la tradizione.

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I sapori della Calabria nel cuore dell’Australia

Nel suo ristorante Natalie propone piatti che raccontano l’incontro tra culture diverse. Tra questi c’è una preparazione a cui è particolarmente legata: le linguine con gamberi.

“Abbiamo un piatto che mi piace molto, le linguine con gamberi. Lo facciamo in modo un po’ contemporaneo, con una salsa particolare, però i prodotti sono calabresi e buonissimi”.

Un piatto che diventa anche un modo per raccontare la Calabria ai clienti, spiegando la provenienza degli ingredienti e il valore di una cucina che non è soltanto gastronomia, ma storia e appartenenza.

“Racconto sempre di questo piatto”, spiega Natalie, sottolineando come ogni ricetta possa diventare un ponte tra il luogo in cui si vive e quello da cui si proviene.

Il filo che lega Adelaide alla Calabria

Il rapporto con la Calabria passa anche dai ricordi familiari. Un legame trasmesso dalla madre e dai nonni, che continua a vivere anche a distanza.

“C’è una gelateria che si chiama Cesare. Mia mamma è stata lì solo una volta, prima che nascessi io, nel 1994. Mi dice sempre che le manca la Calabria, così come ai miei nonni”.

Per Natalie quella nostalgia rappresenta un sentimento comune a tanti italiani e calabresi emigrati all’estero.

“Quando parti dalla tua casa, dal tuo paese, qualcosa manca. L’Australia è bella, però c’è sempre qualcosa che resta dentro”.

Giovani e memoria: costruire il legame con le nuove generazioni

Per la ristoratrice il futuro passa soprattutto dai giovani, chiamati a mantenere vivo il rapporto con le proprie origini.

“I giovani sono molto importanti. Quando sono collegati con queste cose è importante anche per gli anziani, per i nostri nonni, perché possono sentirsi e conoscersi meglio”.

Una trasmissione di valori che passa dalla lingua, dalla cultura e dalla cucina. Perché anche un piatto preparato dall’altra parte del mondo può raccontare una storia di famiglia, di comunità e di una Calabria che continua a vivere ovunque ci sia qualcuno disposto a custodirla.

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