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Polo sanitario Reggio Sud, allarme SPI Cgil e Federconsumatori: ‘Non si riducano i servizi’

Preoccupazione per il possibile ridimensionamento della struttura di via Padova. Le associazioni chiedono chiarezza ad Asp e istituzioni

Centro Vaccini Asp Polo Sud Via Padova Reggio Calabria 4

Il possibile ridimensionamento del Polo Sanitario Reggio Sud di via Padova non può essere considerato soltanto una questione organizzativa o immobiliare. È quanto sostengono lo SPI CGIL – Lega Sbarre e Federconsumatori Reggio Calabria, che lanciano un appello alle istituzioni competenti affinché venga fatta chiarezza sul futuro della struttura e sulla continuità dei servizi sanitari destinati ai cittadini.

Secondo le due organizzazioni, ogni eventuale trasferimento di ambulatori, servizi o presidi sanitari avrebbe conseguenze dirette sulla vita quotidiana di anziani, famiglie, persone fragili e pazienti che necessitano di cure e prestazioni periodiche.

“Il Poliambulatorio non è solo un edificio”

Lo SPI CGIL e Federconsumatori ricordano che il Poliambulatorio Reggio Sud di via Padova rappresenta un punto di riferimento per il territorio.

Nella struttura, secondo quanto indicato dall’Asp di Reggio Calabria, vengono garantiti diversi servizi tra cui visite ambulatoriali e specialistiche, esami strumentali, Centro Prelievi, CUP, servizi per le esenzioni e altre attività rivolte agli utenti del Distretto.

Per questo motivo, qualsiasi processo di riorganizzazione, secondo le associazioni, dovrebbe essere valutato soprattutto sulla base dell’impatto concreto sulla popolazione.

“Non è solo una questione di cambio di indirizzo”

Il trasferimento di servizi sanitari da una zona all’altra della città, sottolineano SPI CGIL e Federconsumatori, può trasformarsi in una difficoltà soprattutto per le persone anziane, per chi ha problemi di mobilità, per i cittadini non automuniti e per coloro che devono sottoporsi con frequenza a visite e controlli.

“Quale sarà il destino complessivo dei servizi oggi garantiti dal Polo Sanitario Reggio Sud?”, chiedono le organizzazioni.

E ancora: “Quali garanzie avranno i cittadini della zona Sud sulla continuità, sulla quantità e sull’accessibilità delle prestazioni?”.

“La sanità deve avvicinarsi ai cittadini”

Le associazioni ribadiscono che la riorganizzazione dei servizi sanitari non deve determinare un allontanamento delle prestazioni dalla popolazione.

Una particolare attenzione viene rivolta agli anziani, per i quali raggiungere una sede più distante potrebbe significare dover dipendere da familiari, sostenere costi aggiuntivi per gli spostamenti o, nei casi più complessi, rinunciare o rimandare una prestazione.

Per SPI CGIL e Federconsumatori, l’accessibilità rappresenta una parte fondamentale del diritto alla salute.

Chiesto un confronto con Asp, Comune e istituzioni

Le due realtà chiedono l’apertura immediata di un confronto con Asp, Comune di Reggio Calabria e gli enti competenti, coinvolgendo anche organizzazioni sindacali, associazioni dei consumatori e cittadini.

Tra le richieste avanzate:

  • quali servizi resteranno nella zona Sud;
  • quali attività saranno eventualmente trasferite;
  • quali saranno le nuove sedi;
  • quali tempi sono previsti per la riorganizzazione;
  • quali modalità di accesso saranno garantite agli utenti;
  • quali soluzioni saranno adottate per anziani e persone fragili;
  • quale progetto complessivo l’Asp intende realizzare per la sanità territoriale della zona Sud.

Le associazioni chiedono inoltre di valutare l’utilizzo di strutture pubbliche già presenti sul territorio, attraverso eventuali interventi di recupero e rifunzionalizzazione, per garantire una sede sanitaria stabile e facilmente raggiungibile.

“Non si può decidere sulla testa dei cittadini”

“Il problema non è difendere a tutti i costi un determinato immobile, ma difendere i servizi”, affermano SPI CGIL – Lega Sbarre e Federconsumatori Reggio Calabria.

Secondo le organizzazioni, eventuali esigenze di riorganizzazione devono essere spiegate alla cittadinanza e accompagnate da soluzioni concrete.

“La popolazione ha diritto a sapere dove potrà effettuare analisi, visite, prestazioni specialistiche e servizi amministrativi sanitari e con quali modalità”, sottolineano.

SPI CGIL – Lega Sbarre e Federconsumatori annunciano che continueranno a monitorare la situazione e a raccogliere le segnalazioni dei cittadini.

“La sanità di prossimità non è un privilegio – concludono –. È un servizio essenziale. I servizi devono essere organizzati intorno ai bisogni delle persone, non le persone intorno alle esigenze organizzative dei servizi”.

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