Suppletive Reggio, l’avv. Tuccio critica i comizi di Vannacci e Cannizzaro: ‘Tamarresimo istituzionale’
L’avvocato reggino interviene dopo gli appuntamenti elettorali di Piazza Duomo: “La comunicazione politica ha sostituito la politica stessa. La destra è quella dell'eleganza e dell'aplomb”
25 Settembre 2026 - 10:17 | di Redazione

“Quando lo scadimento politico va oltre il populismo diventa tamarresimo istituzionale”. È la riflessione dell’avvocato reggino Luigi Tuccio all’indomani dei due comizi organizzati a sostegno dei candidati del centrodestra alle elezioni suppletive della Camera nel collegio di Reggio Calabria.
Nel mirino del legale gli interventi dei leader che hanno sostenuto i due candidati: il generale Roberto Vannacci, salito sul palco di Piazza Duomo per sostenere Domenico Giannetta, e il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, intervenuto nella serata successiva a sostegno di Fabio Roscioli.
“Vannacci e Cannizzaro hanno oscurato Giannetta e Roscioli”
Per Tuccio il confronto politico avrebbe finito per spostarsi sul terreno dello scontro personale.
“Vannacci e Cannizzaro hanno prepotentemente occupato la scena, trasformando la competizione in un duello personale e politico che ha finito per oscurare proprio i due candidati principali: Giannetta e Roscioli”.
Secondo l’avvocato, il dibattito si sarebbe concentrato soprattutto sul rapporto tra i due esponenti politici: “Abbiamo saputo molto di ciò che Vannacci pensa di Cannizzaro e di ciò che Cannizzaro pensa di Vannacci. E francamente ne avremmo fatto anche a meno”.
Meno spazio, invece, sarebbe stato dedicato ai programmi e alle prospettive dei candidati:
“Molto meno abbiamo saputo di ciò che Giannetta e Roscioli intenderebbero o forse meglio, potrebbero, concretamente fare a Montecitorio”.
Il nodo dei finanziamenti e del ruolo del parlamentare
Tuccio entra poi nel merito delle dichiarazioni sulla possibilità di sbloccare risorse per il territorio.
“Roscioli è stato presentato come l’uomo capace di chiudere dossier e sbloccare oltre 150 milioni di euro rimasti fermi a Roma e che è stato voluto da Ciccio e non da Marina. E Giannetta come l’uomo che ha tradito Forza Italia, perché ‘evidentemente’ non gli è stata garantita la candidatura futura”.
Da qui alcune domande rivolte ai protagonisti della campagna elettorale: “Siete riusciti a capire di quali finanziamenti parlava Cannizzaro? Per quali opere? Perché sono bloccati? E soprattutto perché potrebbe fare Roscioli più di Giannetta o di qualunque altro parlamentare del territorio?”.
“Slogan e invettive hanno sostituito la politica”
Nel suo intervento Tuccio sostiene che il confronto elettorale avrebbe privilegiato la comunicazione rispetto ai contenuti.
“Credo che al di là delle amenità e degli insulti che hanno svilito la Politica a livello di battute da cortile tra tamarri istituzionali, la comunicazione politica ha progressivamente sostituito la politica stessa: slogan, invettive, provocazioni, espressioni volgari, promesse difficili da verificare”.
L’avvocato richiama quindi un’idea di destra fondata, a suo giudizio, su altri elementi: “La destra alla quale ci ispiriamo è quella dell’eleganza e dell’aplomb istituzionale che sa essere popolare e non volgare e soprattutto che individua a sinistra il suo naturale antagonista politico”.
Il rapporto tra Futuro Nazionale e centrodestra
Tuccio analizza anche il rapporto tra la nuova formazione politica guidata da Vannacci e il centrodestra tradizionale.
“Questo profilo mi colpisce molto nella politica vannacciana e di rimando in quella del centrodestra tradizionale: due anime dello stesso campo spendono più energie per delegittimarsi reciprocamente che per spiegare quale progetto le distingua dalla sinistra, che ne uscirà comunque avvantaggiata”.
Secondo l’avvocato, “la vera Destra non si ispira ai modelli grillini di chi compete con chi urla più forte, ma è quella del coraggio delle idee e della capacità di tradurle in azione e responsabilità di governo”.
Su Futuro Nazionale, Tuccio aggiunge: “Resta, ai miei occhi, una possibilità politica interessante, ma se vuole diventare una vera forza di governo dovrà dimostrare di saper costruire classe dirigente, cultura politica e radicamento, non soltanto consenso urlato ed opportunismi numerici in operazioni alla Giannetta”.
E sul centrodestra tradizionale:
“Dovrà interrogarsi, a sua volta, sulla capacità di valorizzare storie, competenze ed esperienze che troppo spesso lascia fuori dai propri recinti”.
“Le suppletive finiranno, ma il problema politico resterà”
Nel finale del suo intervento, Tuccio allarga la riflessione oltre il voto del 27 e 28 settembre.
“Le suppletive finiranno tra pochi giorni ed eleggeranno probabilmente un inutile parlamentare che poco o nulla potrà fare nei restanti sei mesi di governo, ma il problema politico, invece, resterà e cioè quello di ricostruire una destra capace di tenere insieme identità, territorio, competenza e cultura di governo”.
La conclusione è netta:
“Per me, bocciati entrambi”.
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