Suppletive a Reggio, Tripodi: ‘Astensionismo dato preoccupante. Il Pd riparta ascoltando il territorio’
L'ex assessore comunale ha analizzato la scarsa partecipazione al voto e le prospettive del centrosinistra, soffermandosi anche sulla necessità di una ripartenza del Pd e criticando il Governo Meloni
03 Ottobre 2026 - 19:10 | di Redazione

Le elezioni suppletive di Reggio Calabria lasciano sul tavolo un dato che, secondo Alex Tripodi, va ben oltre il risultato delle urne: quello dell’astensionismo. L’ex assessore comunale, intervenuto nel corso dello speciale di Live Break su CityNow, ha analizzato la scarsa partecipazione al voto e le prospettive del centrosinistra, soffermandosi anche sulla necessità di una ripartenza del Partito Democratico.
Nel collegio U05 di Reggio Calabria l’affluenza definitiva si è fermata al 22,34%, con 77.165 votanti. Un dato dal quale, secondo Tripodi, tutte le forze politiche dovranno partire per interrogarsi sul rapporto ormai sempre più complicato tra cittadini, partiti e istituzioni.
Tripodi: “C’è un partito del non voto”
Per l’ex assessore, il primo elemento da analizzare è proprio la distanza tra una parte consistente dell’elettorato e la politica.
“Ci sono competizioni elettorali, specie quelle come le suppletive, in cui i cittadini non si riconoscono non solo nei candidati, ma non percepiscono la possibilità di andare a votare quale elemento fondamentale per cambiare le sorti materiali e sociali della propria vita e delle proprie famiglie”.
Secondo Tripodi, il fenomeno non riguarda esclusivamente Reggio Calabria. Le elezioni suppletive, per caratteristiche e livello di mobilitazione, mostrerebbero una difficoltà generale dei partiti nel coinvolgere gli elettori.
Una situazione che, a suo giudizio, obbliga la politica a interrogarsi sulla propria capacità di incidere concretamente e sul modello organizzativo delle forze politiche.
“Questo ci fa riscoprire quanto la politica debba e possa contare rispetto al cambiamento che auspichiamo e che molto spesso non arriva. E pone anche il tema di come riorganizzare il sistema dei partiti”.
Tripodi ha evidenziato anche la differenza rispetto alle recenti elezioni comunali, sottolineando come il livello di partecipazione possa cambiare sensibilmente in base al tipo di consultazione e alla percezione che i cittadini hanno della posta in gioco.
“L’investimento su Roscioli non ha aumentato la partecipazione”
Nella sua analisi, Tripodi ha richiamato anche l’impegno del centrodestra e dell’amministrazione cittadina attorno alla candidatura di Fabio Roscioli, poi risultato vincitore delle suppletive con il 51,02% dei voti.
Secondo l’ex assessore, tuttavia, la mobilitazione politica costruita intorno alla candidatura non avrebbe prodotto un analogo aumento della partecipazione generale.
“C’è stato un impegno importante da parte dell’amministrazione in carica con la candidatura dell’avvocato Fabio Roscioli, ma non mi sembra che abbia attecchito sul tema della partecipazione più in generale”.
Per Tripodi, dunque, anche il risultato del centrodestra deve essere letto insieme al dato molto basso dell’affluenza.
Centrosinistra, Tripodi: “Ripartire dal territorio”
L’altro passaggio riguarda direttamente il centrosinistra. Tripodi individua nella candidatura di Frank Benedetto un’esperienza dalla quale provare a ripartire.
A suo giudizio, uno degli aspetti positivi della campagna elettorale è stato il tentativo di costruire una candidatura civica e territoriale sostenuta dalle forze del campo progressista.
“La prima buona notizia è che il centrosinistra è unito e ritrova nella campagna elettorale e nel territorio il fulcro centrale della propria azione politica”.
Un punto di partenza, però, che secondo Tripodi non può essere sufficiente. La richiesta rivolta soprattutto al Pd è quella di aprire una fase di riorganizzazione.
“Mi auguro e spero che il PD inizi una serie di riflessioni su come riorganizzare il proprio campo e mettere in campo le migliori energie e risorse, così come è avvenuto con Benedetto”.
Il tema, quindi, non riguarda soltanto l’esito delle suppletive ma la costruzione dell’offerta politica dei prossimi mesi e il rapporto tra partiti, territori ed elettori.
Tripodi attacca il governo Meloni
Nel corso di Live Break, l’ex assessore ha allargato poi il ragionamento al quadro nazionale, sostenendo che il centrosinistra debba lavorare fin da subito alla costruzione di un’alternativa al governo guidato da Giorgia Meloni.
Secondo l’esponente del Pd, i prossimi passaggi politici ed economici, a partire dalla manovra di fine anno, saranno decisivi per comprendere quali risorse il governo riuscirà a mettere in campo.
“Io penso che il centrosinistra abbia la grande possibilità e la grande opportunità, a livello nazionale, di ricostruire il campo e invertire la rotta rispetto a un Paese che si trova in grande difficoltà e in disagio economico e sociale e che vede il Governo Meloni ormai alla canna del gas”.
Tra i temi citati da Tripodi anche il caro carburante e l’aumento delle difficoltà economiche per le famiglie.
La conclusione dell’ex assessore torna però al punto di partenza: il voto delle suppletive, al di là dei rapporti di forza tra gli schieramenti, consegna alla politica soprattutto la necessità di capire perché una parte così ampia dei cittadini abbia scelto di non partecipare.
Per Tripodi è da qui che, soprattutto il Partito Democratico e il centrosinistra, dovranno iniziare la propria riflessione.
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