Astensionismo a Reggio, Nous accende il dibattito: ‘La politica ha perso il contatto con i cittadini’
Polimeno e Vacalebre puntano il dito contro la distanza tra partiti e territorio. Giannetta: “Bisogna tornare ad ascoltare le persone”
23 Ottobre 2026 - 08:55 | di Redazione

Il dato è di quelli che impongono una riflessione alla politica, senza distinzioni di schieramento. Quasi otto elettori su dieci non si sono recati alle urne alle ultime elezioni suppletive della Camera nel collegio di Reggio Calabria. Un segnale che va oltre il risultato elettorale e riporta al centro una questione: perché i cittadini hanno smesso di votare?
Da questa domanda ha preso le mosse il convegno “Mancata affluenza: Reggio… perché? 80% maggioranza silenziosa”, organizzato dall’associazione Nous per Reggio e svoltosi ieri, giovedì 22 ottobre, all’Auditorium Lucianum di Reggio Calabria.
Un appuntamento di confronto politico e culturale che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esponenti politici, professionisti e cittadini. Presenti in sala anche i senatori Renato Meduri e Franco Bevilacqua.
Astensionismo a Reggio Calabria, la politica davanti alla crisi della partecipazione
Il punto di partenza è il risultato delle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre 2026, quando l’affluenza nel collegio reggino si è fermata al 22,34%, con poco più di 77 mila votanti su circa 345 mila aventi diritto.
Un dato che fotografa una partecipazione particolarmente bassa, sebbene riferita a una consultazione suppletiva e non alle elezioni comunali, e che ha alimentato il confronto sulla capacità dei partiti di mantenere un rapporto con la società.
All’incontro, moderato dalla giornalista Emilia Condarelli, sono intervenuti, tra i relatori, il professore Gianfranco Cordì, l’imprenditore Riccardo Chilà, il consigliere regionale di Futuro Nazionale Domenico Giannetta e il presidente di Nous per Reggio Antonio Vacalebre.
Tra gli interventi anche quelli dell’avvocato Francesco Polimeno, componente del direttivo di Nous per Reggio, di Giuseppe Modafferi, coordinatore regionale di Italia Domani, e di Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Calabria.
Polimeno: “È crisi della democrazia, manca il legame tra elettore e candidato”

A spiegare le ragioni dell’iniziativa è stato l’avvocato Francesco “Frank” Polimeno, che ha richiamato la necessità di analizzare le cause profonde dell’astensionismo.
“Nous per Reggio, con il presidente Vacaalebre, ha organizzato assieme a tutto il direttivo e all’associazione questo incontro di studi con qualificati relatori per discutere e vivisezionare questo gap della democrazia, la mancata affluenza al voto che ha raggiunto a Reggio Calabria l’80%”.
Per Polimeno il problema non riguarda soltanto il disinteresse verso una singola tornata elettorale, ma investe il rapporto tra rappresentanti e rappresentati.
“È crisi della partitocrazia, è crisi della democrazia, c’è demotivazione, non c’è più quell’afflato che unisce l’elettore con il candidato”.
Un giudizio che si accompagna a una critica alle scelte politiche percepite come distanti dalle esigenze dei territori.
“La gente ha dimostrato in maniera pacata e civile di non gradire determinate scelte che vengono calate dall’alto. Ci ritroviamo ad essere rappresentati da una piccola minoranza”.
Da qui l’invito rivolto alle forze politiche a interrogarsi sulla propria funzione e sulla capacità di rappresentare realmente i cittadini.
Vacalebre: “Non si può brindare alla vittoria quando votano due persone su dieci”
Ancora più esplicito il presidente di Nous per Reggio, Antonio Vacalebre, che ha posto l’accento sul significato politico di una consultazione caratterizzata da una partecipazione così ridotta.
“Ci siamo chiesti, come ce lo chiede anche la gente, perché c’è questa scollatura fra la politica e i cittadini. Quando vanno a votare due persone su dieci, molto probabilmente qualcosa non funziona. Non si può brindare alla vittoria quando vanno a votare due persone su dieci. È una sconfitta per tutti, per la democrazia partecipativa prima di tutto”.
Secondo Vacalebre, una delle ragioni dell’allontanamento dei cittadini risiede nella progressiva scomparsa dei tradizionali luoghi di formazione e confronto politico.
“Fino agli anni Settanta e Ottanta esistevano le sezioni che formavano, plasmavano i ragazzi, i giovani, i futuri dirigenti di partito. La politica partecipava quotidianamente alla vita sociale”.
Uno scenario che, secondo il presidente dell’associazione, appare oggi profondamente cambiato.
“Oggi invece abbiamo una politica che viene calata dall’alto, per cui chi viene eletto è distaccato dalla realtà e oltretutto non nasce nel territorio. Molti vengono da fuori”.
La proposta è quella di ricostruire una presenza politica stabile nei quartieri, ripartendo proprio dai luoghi di aggregazione e partecipazione.
“La domanda che mi pongo è come riuscire a riaprire un’altra volta le sezioni”.
Giannetta: “Chi non vota rinuncia a scegliere. Servono ascolto e presenza nei territori”
Al dibattito ha partecipato anche Domenico Giannetta, consigliere regionale di Futuro Nazionale, che ha partecipato in prima persona alla competizione elettorale, ha riconosciuto nell’astensionismo una criticità per l’intero sistema democratico.
“Al di là del risultato di ognuno di noi, credo che il tema importante sia proprio quello dell’astensione al voto. Nel momento in cui gli aventi diritto non si recano alle urne, è un fallimento generale della democrazia”.
Giannetta ha però richiamato anche la responsabilità individuale degli elettori, sottolineando l’importanza di esercitare il diritto di voto per incidere sulle scelte politiche.
“Come dico io, chi non vota non ha il diritto di replica, perché è sempre semplice dire che le cose non funzionano, ma magari non ti rechi all’interno di una cabina elettorale per scegliere quello che ritieni il migliore rappresentante”.
Per il consigliere regionale, la risposta deve passare da un maggiore coinvolgimento delle comunità e da un rapporto diretto con gli elettori.
“Oggi abbiamo mezzi moderni come i social, che ci aiutano tantissimo a divulgare il pensiero politico e i programmi elettorali dei partiti, ma io prediligo sempre il dialogo, il confronto e la presenza all’interno dei territori”.
Una presenza che, secondo Giannetta, può contribuire a ricostruire la fiducia.
“È attraverso l’ascolto che si attiva una fase importante, quella del coinvolgimento. Dopo il coinvolgimento c’è anche l’indirizzo al voto, la possibilità di portare nuovamente le persone alle urne”.
Il messaggio: ricostruire il rapporto tra politica e cittadini
Dagli interventi sono emerse sensibilità diverse, ma anche un interrogativo comune: come recuperare quella parte di elettorato che non si riconosce più nell’offerta politica?
Da una parte la critica a partiti sempre meno radicati nel territorio e a una classe dirigente percepita come lontana dalla vita quotidiana. Dall’altra il richiamo alla responsabilità dei cittadini e alla necessità di non rinunciare allo strumento del voto.
Il convegno promosso da Nous per Reggio ha così portato il dibattito oltre la contrapposizione tra maggioranza e opposizione, concentrando l’attenzione sulla partecipazione democratica.
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