Ancora una volta Lello Arena a CatonaTeatro: festa garantita
Lello Arena e Giorgia Trasselli portano a CatonaTeatro Parenti serpenti, la commedia sul Natale in famiglia diretta da Luciano Melchionna
06 Agosto 2016 - 14:29 | di Vincenzo Comi

di Anna Biasi – Festa garantita a CatonaTeatro. L’ironico e affettuoso Lello Arena, il classico padre di famiglia racconta il suo Natale tra parenti nevrotici e stanchi. Armati di cappottoni, sciarpe, guanti e cappelli, Saverio (Lello Arena) e Trieste (Giorgia Trasselli, la famosa “Tata” di Casa Vianello) sono in attesa dei loro quattro adorabili figli, un genero ed una nuora: Andrea de Goyzueta, Marco Mario de Notaris, Carla Ferraro, Autilia Ranieri, Annarita Vitolo e Fabrizio Vona.
L’ispirazione teatrale di Parenti serpenti
Per quanto tutti pensino che “Parenti serpenti” sia tratto dal film di Mario Monicelli, in realtà l’ispirazione è tutta teatrale, perché deriva da una commedia di Carmine Amoroso. La direzione teatrale è affidata a Luciano Melchionna prodotta da ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016.
Ciò che c’è di più importante in questa commedia teatrale è la famiglia, il procreare figli, perché l’importante è mettere al mondo la prole, tenersi per mano nel viaggio meraviglioso che è la vita: “ci si sposa per assicurarsi l’affetto dei figli, senza vuoto a perdere, per non rischiare di rimanere soli nella vecchiaia; i vicini sono estranei, non sono come i parenti, purtroppo”.
Dall’esaltazione della famiglia “Se non ci fossero i figli che vita sarebbe”, il solo titolo fa presagire il triste e reprobo finale. È impossibile che esistano degli esseri umani senza sangue, senza cuore, che strisciano zitti zitti silenziosi e quando meno te lo aspetti e sei indifeso, ti saltano al collo.
Tra la frenesia ironica dei parenti attenti ed amorevoli c’è anche molto sentimentalismo in questa rappresentazione scenica.
Il protagonista Saverio e i suoi insegnamenti
Il protagonista di “Parenti serpenti”, l’anziano Saverio, rilascia soprattutto insegnamenti morali: anche se non si condivide nulla con i propri genitori, a loro si deve dire sempre si, anche se si rinuncia alla libertà di scelta e di pensiero; e se si diventa un brav’uomo e un ottimo lavoratore, impeccabile e presente, tutto si deve ai genitori. Non c’è bisogno di parlare quando ci si capisce, perché le madri dedicano la loro vita ai figli, sacrificano la loro liberà, i loro desideri e fanno tutto a fin di bene. Non c’è bisogno di parlare, ma basta capirsi.
Non si deve dimenticare mai di ringraziare ogni madre ed ogni padre, perché hanno donato il loro amore e a loro si deve tutto.
“Il teatro è qualcosa che non si fa per sé – commenta a fine spettacolo Lello Arena – ma per gli altri. Se uno ha voglia di raccontare delle storie, di fare da tramite tra grandissimi autori come Shakespeare, Moliere, e tanti altri, si deve mettere al servizio, dare vita ai personaggi e scomparire in essi, con grande sincerità e abbondante passione, perché sul palco non serve Lello Arena ma serve Saverio”.






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