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AltraPsicologia Calabria: potenziare i servizi e pensare ad un ‘voucher psicologico’

L'isolamento sociale ha causato negli italiani non pochi problemi di carattere mentale. Per questo motivo gli psicologi chiedono un 'reclutamento' per far fronte alle imminenti necessità


L’emergenza sanitaria che stiamo affrontando porta con sé forti connotazioni di carattere psicologico. Alla necessità di erogare fondi per i presidi sanitari, si affianca la necessità di reperire risorse per supportare i cittadini dal punto di vista psicologico; le istituzioni dovranno essere preparate per rispondere ai bisogni di supporto della popolazione provata dalla crisi economica.

Studi recenti (Barari et al, 2020) hanno evidenziato come l’emergenza sanitaria abbia generato un aumento significativo nella popolazione della preoccupazione sulle conseguenze dell’isolamento sociale sulla propria salute mentale, degli stati d’ansia dovuti all’incertezza della durata delle misure governative e del futuro lavorativo, dei conflitti familiari.

AltraPsicologia (associazione di categoria attiva su tutto il territorio nazionale), attraverso il lavoro dei propri attivisti regionali e dei Consiglieri in carica presso l’Ordine degli Psicologi Calabria, ha sostenuto la necessità di intervenire al più presto per potenziare i servizi alla salute e attivare sin da subito il reclutamento degli psicologi nell’ambito di questa emergenza anche in virtù del  Decreto Legge 9 Marzo 2020 n.14 “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale in relazione all’emergenza COVID-19” che all’art. 1 prevede la possibilità per le Aziende Sanitarie di assumere professionisti per l’emergenza, facendo esplicito riferimento alla professione di Psicologo (Legge 56/89).

È importante sottolineare inoltre che, per ciò che concerne il sostegno psicologico alla popolazione, il nostro ordinamento prevede uno strumento organizzativo le Equipe Psicosociali per le Emergenze (EPE), unità attivabili dalle ASP in caso di calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, devono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. Tra le attività delle EPE, regolamentate con Direttiva del Presidente del Consiglio Ministri del 13 giugno 2006: la rilevazione e la valutazione dei bisogni psicologici e sociali della popolazione colpita, il primo soccorso psicologico e l’assistenza psicologica alle persone coinvolte, la gestione degli aspetti psicologici connessi al recupero e alla gestione delle vittime, la cura della comunicazione delle notizie infauste la collaborazione con le unità di crisi nelle decisioni in merito alle modalità più opportune di comunicazione pubblica relative all’evento catastrofico e alle sue conseguenze.

Le predette istanze sono state recepite da tutto il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Calabria che ha provveduto ad inviare una lettera indirizzata alla Presidente della Regione, ai Commissari, al Dipartimento Tutela della Salute, all’ANCI e ai Sindaci dei Comuni capoluogo.

Appare quindi fondamentale potenziare i servizi psicologici nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale, ma è altrettanto necessario che, oggi, Governo, Regioni ed enti locali mettano in agenda la progettazione di forme di sostegno alla salute e al welfare anche tenendo conto degli sviluppi della crisi economica, tra queste la possibilità per il cittadino di accedere ad un “voucher” da utilizzare per il supporto psicologico.

Sull’inevitabile indebolimento del legame tra domanda e offerta, provocata dal combinato disposto: distanziamento sociale/sospensione forzata delle attività, sono intervenuti di recente Federico Conte (Presidente Ordine degli Psicologi Lazio) e Riccardo Tiscini (Ordinario di Economia Aziendale Università Mercatorum e Luiss) suggerendo un generale cambio di paradigma per le prossime fasi dell’emergenza. Un modello che favorisca l’erogazione di bonus spendibili in servizi. “Si potrebbe quindi immaginare che, in ambito nazionale, il denaro erogato sotto forma di sussidio sia messo a disposizione dei cittadini (la domanda) e di imprese e professionisti (l’offerta), con il fine di rendere disponibili ai clienti prestazioni professionali o prodotti”.

Modello che, se applicato alle prestazioni psicologiche, garantirebbe l’erogazione di servizi di supporto più che mai necessari per intervenire sulle particolari caratteristiche di questa emergenza.

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Per queste ragioni AltraPsicologia Calabria ha avviato diverse interlocuzioni con la politica regionale e locale, rendendosi disponibile a presentare proposte concrete per garantire il diritto alla salute in ogni sua forma.

Sui temi sono intervenuti:

Il Consigliere Regionale Pippo Callipo che ha sottolineato come la seconda fase dell’emergenza COVID porti con sé il concreto rischio di un aggravamento delle sofferenze psicologiche nella popolazione, rivolgendo anche un doveroso e sentito ringraziamento a tutte le associazioni e agli enti che, con spirito di sacrificio e costanza, continuano a rendere fruibili i servizi di aiuto psicologico. Callipo si è reso disponibile ad attenzionare le eventuali criticità in merito alla mancata attivazione delle Equipe Psicosociali per l’Emergenza nella nostra regione;

Antonino Castorina Consigliere Comunale e Metropolitano di Reggio Calabria si è soffermato su quello che sarà l’approccio alla fase 2 dell’emergenza ed alla condizione psicologica delle fasce deboli a partire dagli anziani e dai minori. Castorina si è reso disponibile a stimolare anche tramite l’Anci Calabria e comunque con l’amministrazione Comunale e Metropolitana di Reggio Calabria, Regione e Governo nazionale rispetto alle risorse da stanziare in supporto degli operatori sanitari ed in particolare modo per l’attivazione di specifiche Equipe Psicosociali da dedicare ai soggetti a rischio.

Il Gruppo di Coordinamento e i Consiglieri di AltraPsicologia eletti all’Ordine degli Psicologi della Calabria, continueranno l’attività di interlocuzione, al fine di dare concreto seguito alle azioni già avviate, per orientare e supportare i decisori politici in questo delicato momento storico.

Ad oggi, destinare risorse in psicologia, rappresenta una fattiva azione di tutela della salute dei cittadini.