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Reggio, i migliori non sempre vanno via: Alfredo Caccamo, Alfiere del Lavoro ha scelto di restare

Unico calabrese premiato al Quirinale tra i migliori studenti d’Italia, Alfredo Marco Caccamo ha scelto di restare a Reggio Calabria per studiare Giurisprudenza all’Università Mediterranea. Un gesto di fiducia e speranza nella sua terra

alfredo marco caccamo alfiere lavoro

C’è un applauso che parte dal cuore e arriva fino al Quirinale. È quello che accompagna Alfredo Marco Caccamo, diplomato con il massimo dei voti al liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Reggio Calabria e vincitore del Premio Nazionale “Giacomo Leopardi”. Ieri mattina, insieme ad altri 24 studenti tra i più brillanti d’Italia, Alfredo è stato insignito del titolo di Alfiere del Lavoro, riconoscimento istituito nel 1961 dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro per premiare i migliori diplomati del Paese.

Unico calabrese a salire sul palco del Quirinale, il suo nome è stato proclamato tra l’orgoglio e la commozione di chi, da Reggio Calabria, ha seguito quel momento con il fiato sospeso. E subito dopo l’annuncio, anche una scelta che ha fatto rumore: l’iscrizione alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università Mediterranea. Un segno di radicamento, un gesto che parla di fiducia nella propria terra.

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“Una scelta che va oltre il valore personale e scolastico: è un gesto che parla di fiducia, appartenenza e speranza”, ha scritto Enzo Cuzzola, docente di Economia delle Aziende Pubbliche alla Mediterranea.

Parole chd spiegano bene il valore simbolico di questa decisione: ogni anno migliaia di giovani calabresi lasciano la regione per studiare altrove, contribuendo alla crescita economica di altre aree del Paese. Secondo i dati più recenti, quasi un giovane diplomato su tre del Sud Italia sceglie un ateneo del Centro-Nord, privando la Calabria di energie preziose e capitale umano.

Alfredo, invece, ha deciso di restare. Una scelta controcorrente, che sa di coraggio e di amore per la propria città. Il suo percorso, culminato con la premiazione al Quirinale, è la prova che talento, impegno e merito possono fiorire anche qui, dove le radici sono forti e le sfide quotidiane.

“È tempo di archiviare il vecchio mantra secondo cui ‘i migliori vanno via’ — scrive ancora Cuzzola —.
I migliori, come te, scelgono di restare, credendo nella possibilità di cambiare le cose”.

Un messaggio semplice, ma potente: Reggio Calabria non è solo un punto di partenza. Può essere anche un punto d’arrivo.

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