Legge regionale Tis, Calabrese: ‘Una norma ponte a salvaguardia dei tirocinanti esclusi’
"Si tratta di un traguardo di straordinaria importanza per centinaia di lavoratori e per le loro famiglie" così l'assessore regionale al Lavoro
11 Giugno 2026 - 10:45 | Comunicato Stampa

“Continueremo a lavorare con la stessa determinazione dimostrata in questi anni, che ci ha consentito di raggiungere importanti risultati. L’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale della Calabria della legge sui Tirocinanti di inclusione sociale rappresenta un risultato storico e una tappa fondamentale nel percorso che la Regione Calabria ha intrapreso per il definitivo superamento del precariato. Si tratta di un traguardo di straordinaria importanza per centinaia di lavoratori e per le loro famiglie. Il voto unanime dell’Aula testimonia la sensibilità e il senso di responsabilità dell’intero Consiglio regionale rispetto a una questione che da anni attendeva una soluzione concreta e definitiva e che oggi consente di guardare con fiducia al completamento del percorso di stabilizzazione entro il 2026”.
È quanto dichiara l’assessore regionale al Lavoro, Turismo e Sviluppo economico, Giovanni Calabrese in seguito all’approvazione della legge regionale “Misure a sostegno del completo svuotamento del bacino dei Tirocinanti di inclusione sociale”.
La legge ponte per il superamento del precariato
“La proposta di legge – prosegue l’assessore – è il frutto di mesi di intenso lavoro, approfondimenti tecnici e confronto costante con il Governo nazionale, gli enti locali, le organizzazioni sindacali e gli stessi lavoratori. Un lavoro complesso che si inserisce in una scelta di metodo basata su azioni concrete, fatti e risultati. Si tratta di una legge ponte, che rappresenta una salvaguardia e una tutela per i lavoratori al momento esclusi dalle procedure di stabilizzazione. È inoltre un’ulteriore e importante tappa verso la chiusura del precariato storico. La misura si inserisce nella strategia della Giunta guidata da Roberto Occhiuto per lo svuotamento progressivo dei bacini storici del precariato: non creazione di nuova precarietà, ma superamento di quella esistente attraverso interventi misurabili e concreti”.
Dalla ricognizione regionale emerge che i TIS ammessi al quinto anno erano complessivamente 3.758: di questi, 1.055 lavoratori over 60 hanno già beneficiato delle misure di fuoriuscita, riducendo la platea attiva a 2.703 unità. Contestualmente, grazie al lavoro con gli enti locali, sono state attivate procedure di avviamento a selezione per 1.765 posizioni, con 1.673 soggetti già avviati ai percorsi selettivi.
“Questi numeri – spiega l’assessore regionale al Lavoro – dimostrano che la strategia sta funzionando: oltre mille fuoriuscite e migliaia di posizioni attivate. Il bacino residuale è pari a un massimo di 938 unità, destinato a ridursi ulteriormente. La legge prevede un sistema integrato di misure: stabilizzazione di 277 lavoratori con risorse statali già disponibili, ulteriori 67 con risorse già assegnate e non impiegate, e per la quota residua strumenti di accompagnamento all’occupazione, bonus per la fuoriuscita volontaria, formazione, riqualificazione e politiche attive del lavoro. Non si tratta di annunci, ma di strumenti operativi già definiti e verificabili”.
Calabrese sottolinea che si tratta di una legge ponte che garantisce salvaguardia e tutela ai lavoratori attualmente esclusi dalle procedure di stabilizzazione, rappresentando una tappa ulteriore e significativa verso la chiusura del precariato storico. Aggiunge inoltre di essere soddisfatto ma consapevole che c’è ancora molto da fare per raggiungere l’obiettivo finale. Infine, ringrazia il Consiglio regionale per il voto unanime, il relatore Angelo Brutto, il presidente Roberto Occhiuto e la deputazione calabrese, con un riconoscimento anche a Francesco Cannizzaro per il sostegno al percorso.
La nuova fase per i lavoratori e la Calabria
“Con questa legge – rimarca infine Calabrese – la Calabria compie un passo decisivo verso la chiusura di una delle più complesse vicende del precariato regionale. È la dimostrazione concreta che la buona politica si misura sui risultati e non sulle dichiarazioni. Abbiamo scelto una strada fatta di lavoro quotidiano, programmazione e responsabilità istituzionale. L’unanimità rafforza il valore del provvedimento e dimostra che, quando si parla di lavoro e diritti, le istituzioni possono agire unite. Oggi si apre una nuova fase: l’impegno sarà attuare rapidamente tutte le misure previste affinché i benefici si traducano in opportunità reali per i lavoratori, le famiglie e l’intera Calabria”.
Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie
