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Chi è Giovanni Laganà, il nuovo direttore generale del Comune di Reggio Calabria

Chi è Giovanni Laganà, nuovo direttore generale del Comune di Reggio Calabria: la carriera tra Anas, Regione e Catanzaro. E la condanna civile del 2025

Palazzo San Giorgio Comune Reggio Calabria (2)

Un curriculum di alto livello, costruito in oltre trent’anni di attività tra Anas, Regione Calabria, società di ingegneria e amministrazioni comunali.

Giovanni Laganà è il nuovo direttore generale del Comune di Reggio Calabria, scelto dal sindaco Francesco Cannizzaro al termine della procedura che ha visto arrivare a Palazzo San Giorgio 23 candidature. Una figura dal profilo fortemente tecnico e con una lunga esperienza dirigenziale, chiamata adesso a ricoprire uno dei ruoli più delicati della macchina amministrativa comunale.

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Nato a Reggio Calabria nel 1968, Laganà torna professionalmente nella sua città dopo una carriera sviluppata soprattutto nel settore delle infrastrutture, dei lavori pubblici e della gestione di strutture amministrative complesse. Il suo curriculum, aggiornato nel 2025 e pubblicato dal Comune di Catanzaro, restituisce il profilo di un dirigente abituato a muoversi tra programmazione, progettazione, gestione finanziaria, opere pubbliche e coordinamento del personale.

Dagli inizi all’Anas, passando anche dall’Aeroporto di Reggio

Laganà si laurea in Ingegneria Civile, indirizzo Trasporti, all’Università degli Studi di Reggio Calabria il 13 aprile 1994. Nello stesso anno consegue l’abilitazione professionale e si iscrive all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Reggio Calabria. Prima ancora dell’ingresso nella pubblica amministrazione, svolge attività da libero professionista nel campo della progettazione e dell’analisi strutturale.

Nel curriculum compare anche un primo legame diretto con la città, la coprogettazione esecutiva per l’ampliamento e il potenziamento dell’Aeroporto di Reggio Calabria.

Dal 1997 inizia una lunga esperienza in Anas. Prima come capo nucleo e direttore di centri di manutenzione in Sicilia, successivamente come direttore dei Centri della Sicilia orientale e poi come dirigente tecnico della Direzione regionale per le Strade e Autostrade in Sicilia.

Tra gli incarichi più rilevanti figura quello di coordinatore tecnico e responsabile dell’Alta Sorveglianza per la costruzione dell’autostrada Catania-Siracusa, opera indicata nel curriculum per un valore superiore ai 539 milioni di euro.

La crescita professionale lo riporta quindi in Calabria. Dal giugno 2008 al giugno 2010 diventa Dirigente Capo Compartimento Anas Calabria, con competenze sulla programmazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture viarie statali regionali. Sotto il suo coordinamento ricadevano le aree tecniche e amministrative di una struttura composta, secondo il curriculum, da circa 450 unità. In quel periodo si occupa anche del coordinamento dei responsabili del procedimento per i Megalotti 1 e 2 della Statale 106, interventi dal valore complessivo di centinaia di milioni di euro.

L’esperienza da direttore generale della Regione Calabria

È probabilmente questa una delle esperienze che più avvicina Laganà al nuovo incarico di Palazzo San Giorgio. Dal luglio 2010 al settembre 2013 ricopre infatti il ruolo di direttore generale del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti della Regione Calabria con competenze come tutela delle acque, difesa del suolo, infrastrutture di trasporto, Polo logistico intermodale di Gioia Tauro, interventi contro il rischio idrogeologico, POR Calabria Fesr 2007-2013, politiche della casa, opere pubbliche e Piano regionale dei trasporti.

A queste attività si aggiungono diversi incarichi nelle strutture commissariali per le emergenze alluvionali, idrogeologiche e sociosanitarie. Il curriculum riporta inoltre responsabilità nelle procedure relative ai nuovi ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia e della Piana di Gioia Tauro, opere dal valore superiore ai 100 milioni di euro ciascuna.

Dopo l’esperienza regionale, tra settembre 2013 e settembre 2014, Laganà diventa Direttore Generale Italia di Italconsult, società internazionale di ingegneria. Un passaggio significativo perché allarga la sua esperienza dal settore strettamente tecnico alla gestione complessiva di un’organizzazione anche amministrativa, contabile e di gestione delle risorse umane.

Gli ultimi anni al Comune di Catanzaro

Dal febbraio 2019 Laganà entra nella struttura dirigenziale del Comune di Catanzaro. Qui assume progressivamente numerosi incarichi.

È dirigente del Settore Grandi Opere e, dal 2020, coordinatore dell’Area Tecnica, con il compito di coordinare i diversi settori, sovrintendere all’attuazione di piani e programmi e intervenire nelle questioni tecniche e amministrative più complesse.

A queste funzioni si aggiungono la responsabilità dell’Unità di progetto “Autorità Urbana” e incarichi ad interim nella pianificazione territoriale, nell’edilizia privata e nel SUE. Nell’ambito dell’Autorità Urbana ha seguito anche programmazione, attuazione, monitoraggio e rendicontazione di interventi legati ad Agenda Urbana e PNRR.

Il curriculum più recente riporta, tra le opere seguite a Catanzaro, interventi di rigenerazione urbana finanziati dal PNRR, il recupero dell’area dell’ex Gasometro, la riqualificazione del quartiere Gagliano, lavori sul sistema depurativo e sul patrimonio monumentale. Ancora nel 2026 Laganà risultava impegnato nell’area tecnica dell’amministrazione catanzarese.

È quindi un profilo che presenta una forte preparazione tecnica accompagnata da una lunga esperienza di gestione amministrativa e dirigenziale. Non soltanto progettazione e lavori pubblici, ma coordinamento di strutture, personale, bilanci, programmi comunitari e grandi investimenti.

La condanna civile da oltre 4 milioni di euro

Nel lungo curriculum di Laganà c’è però anche una vicenda giudiziaria rilevante, che risale proprio alla fase in cui era dirigente generale della Regione Calabria.

Il 17 marzo 2025 la Seconda Sezione civile del Tribunale di Catanzaro ha condannato Giovanni Laganà al risarcimento in favore della Regione Calabria di 3.587.800 euro, ai quali vanno aggiunti interessi, rivalutazione monetaria e spese legali, portando secondo quanto riportato all’epoca dal Corriere della Calabria l’importo complessivo a oltre 4 milioni di euro.

La vicenda trae origine da due contratti di transazione stipulati il 7 giugno 2013 con due imprese di costruzioni. Le società avevano promosso giudizi davanti al Tar dopo la revoca di finanziamenti regionali destinati alla realizzazione di 108 alloggi di edilizia sociale a Soverato, Catanzaro e Castiglione Cosentino.

Secondo quanto ricostruito, a seguito di queste transazioni, la Regione era stata costretta a versare l’importo contestato alle due società. L’ente avviò successivamente azioni giudiziarie sia nei confronti delle società sia nei confronti dell’allora dirigente generale. Per le società, le transazioni furono dichiarate nulle e venne disposta la restituzione delle somme.

Per quanto riguarda direttamente Laganà, il Tribunale ha riconosciuto la sua responsabilità nella stipula delle transazioni, contestando il mancato rispetto degli obblighi connessi alla corretta e diligente gestione amministrativa. Da qui la condanna al risarcimento.

È opportuno precisare che si tratta di una sentenza non ancora definitiva e suscettibile di impugnazione.

Un tecnico di esperienza per la macchina comunale

La scelta di Cannizzaro cade dunque su un dirigente con un curriculum difficilmente contestabile sotto il profilo dell’esperienza tecnica e amministrativa. Anas, Regione Calabria, Italconsult e Comune di Catanzaro rappresentano le principali tappe di una carriera sviluppata attorno a infrastrutture, pianificazione, grandi opere e gestione della pubblica amministrazione.

Un percorso che spiega perché il sindaco, presentandolo, abbia sottolineato il suo “standing professionale” e ricordato come Laganà sia un figlio di Reggio che, dopo essersi formato in città, ha maturato importanti esperienze fuori dal territorio.

A Palazzo San Giorgio, Laganà sarà chiamato adesso a mettere questa esperienza al servizio della nuova organizzazione amministrativa voluta da Cannizzaro, prendendo il posto della dottoressa Antonia Criaco nelle funzioni di direttore generale.

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