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Sottosegretari, Mattiani a Falcomatà: ‘Dimentica le 30 nomine in Metro City. Qualcuno forse le sventolava il ciuffo…’

In aula lo scontro dopo la riforma. Mattiani difende il provvedimento e stuzzica Falcomatà: "Non venga qui a fare la morale"

Consiglio Regionale Giuseppe Mattiani ()

Si accende il dibattito in Consiglio regionale della Calabria dopo l’approvazione della riforma che introduce la figura dei sottosegretari. Dopo l’affondo in aula del consigliere dem Giuseppe Falcomatà, è arrivata la replica, dura e senza sconti, del consigliere regionale Giuseppe Mattiani, intervenuto per difendere il provvedimento e respingere le accuse mosse dall’opposizione.

Mattiani ha aperto il suo intervento con un attacco diretto al consigliere del Partito democratico, contestandone innanzitutto l’atteggiamento tenuto durante i lavori preparatori.

“Solo per rispondere un attimo al consigliere Falcomatà che viene in Consiglio a farci la morale sui costi”, ha detto in aula, ricordando anche la presenza dello stesso Falcomatà in Commissione Bilancio: “Eravamo insieme nella Commissione bilancio, è venuto tre minuti e se n’è andato, quindi non ha nemmeno chiuso la Commissione bilancio. Evidentemente non era interessato nemmeno a quella che era la spesa reale che si andava a definire”.

Da qui il primo affondo politico, con Mattiani che ha invitato Falcomatà a seguire più attentamente i lavori d’aula prima di sollevare critiche.

“La prossima volta si fermi, lavori e studi, come tante volte le consiglia il presidente Occhiuto”, ha scandito il consigliere regionale, rivendicando il merito della riforma approvata.

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“I sottosegretari servono a coadiuvare l’azione del presidente”

Nel cuore del suo intervento, Mattiani ha difeso la scelta della maggioranza spiegando la funzione politica e amministrativa dei sottosegretari. “Lei parla di che funzioni hanno questi sottosegretari, sono rappresentano la 104 della politica. Le spiego subito: il sottosegretario va a coadiuvare l’azione del presidente”, ha affermato, sostenendo che la guida della Regione Calabria richieda una struttura adeguata alla complessità del governo territoriale.

Secondo Mattiani, amministrare la Calabria non è un compito semplice né paragonabile in modo superficiale ad altre realtà.

“Governare la Regione Calabria non è più semplice che governare l’Emilia Romagna, dove hanno dieci assessori e sottosegretari”, ha detto, aggiungendo che non è neppure più semplice “che governare una città come Reggio Calabria dove avete avuto nove assessori a disposizione e uno staff importante gestito dal sindaco Falcomatà”.

Il consigliere ha quindi allargato il ragionamento ad altri Comuni calabresi, citando il numero di assessori presenti nelle principali città, per sostenere che la previsione di due sottosegretari in Regione non possa essere letta come una scelta sproporzionata, ma come uno strumento utile a rafforzare l’azione del presidente.

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L’attacco sullo staff della Città Metropolitana

La parte più dura della replica è arrivata quando Mattiani ha spostato il confronto sul terreno della gestione amministrativa di Falcomatà a Reggio Calabria e alla Città Metropolitana.

“Le voglio ricordare, se forse se l’è dimenticato, che qualche anno fa ha nominato nello staff della Città metropolitana più di trenta persone a carico del popolo di Reggio Calabria, con il bilancio della Città metropolitana”, ha dichiarato in aula.

Parole pesanti, pronunciate per contestare a Falcomatà il diritto di intervenire sul tema dei costi della politica. Mattiani ha insistito su questo passaggio, parlando di “atti” e non di valutazioni generiche, e accusando l’esponente dem di fare oggi una morale che, secondo lui, non sarebbe coerente con le scelte compiute in passato.

Ancora più duro il tono usato subito dopo:

“Invece di venire a fare la morale oggi di quello che è il costo per la funzione di due sottosegretari, che servono e sono utili a coadjuvare un’azione di un presidente, pensi a quello che ha fatto lei un anno prima della campagna elettorale, nominando oltre trenta persone nel suo staff”. E poi l’affondo finale: “Non so cosa facevano trenta persone nello staff del sindaco metropolitano, cosa facevano trenta persone quotidianamente vicino a lei, chi le portava il caffè e chi le sventolava il ciuffo, questo facevano”.

“In dodici anni non ha chiuso un’opera pubblica”

Il consigliere regionale ha concluso il suo intervento tornando ad attaccare Falcomatà sul piano del bilancio amministrativo.

“Non venga qui in Consiglio regionale a fare la morale a chi lavora e fa i fatti”, ha detto Mattiani, prima di aggiungere una delle frasi più dure dell’intero intervento: “Lei in dodici anni non ha chiuso un’opera pubblica nel Comune di Reggio Calabria, se non un parco giochi. Solo quella ha fatto in dodici anni”.

Un passaggio che ha acceso ulteriormente il clima politico in aula e che fotografa bene il livello dello scontro tra maggioranza e opposizione sul provvedimento appena approvato. Mattiani ha chiuso rivendicando l’azione politica del centrodestra e il consenso ottenuto:

“Si dovrebbe forse minimamente vergognare e non parlare dell’azione politica di chi invece è stato riconfermato con serietà e con numeri importanti”.

Con l’approvazione della riforma sui sottosegretari, il Consiglio regionale archivia dunque il voto sul provvedimento, ma lascia aperto un fronte politico destinato a far discutere ancora. E il botta e risposta tra Mattiani e Falcomatà conferma che, attorno al tema dei costi della politica e dell’organizzazione della macchina regionale, la tensione resta altissima.

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