Il Pd…ruggisce, che fa Falcomatà? Sindaco messo all’angolo, obbligato ad ascoltare

La scelta forte del Pd parte da lontano...e arriva a Roma. Le ipotesi dimissioni o giunta del sindaco: nel pomeriggio la riunione decisiva

Falcomata Irto

Il colpo di teatro è arrivato. Forte e chiaro. ‘La maggioranza abbaia o morde?’ scrivevamo pochi giorni fa, volendo riassumere le minacce di Pd e Dp che potevano sembrare soltanto un bluff politico per giocare al rialzo. La risposta è arrivata oggi: le due forze politiche non soltanto mordono ma ruggiscono e graffiano, facendo capire che fanno tremendamente sul serio.

Il Partito Democratico ha servito la vendetta politica su un piatto freddo, vendetta rinviata di qualche giorno rispetto ai propositi iniziali. Secondo quanto raccolto infatti, era tale la rabbia dem che la decisione era quella di disertare il consiglio comunale precedente (quello sul bilancio consolidato) mettendo a serio rischio l’approvazione di un documento fondamentale per l’ente.

La saggezza ha invece suggerito di aspettare l’odierna seduta, soft e con punti all’ordine del giorno meno pesanti, per mettere Falcomatà all’angolo. La voce già da ieri era fuoruscita fuori da Palazzo San Giorgio in modo fragoroso: “Non soltanto Dp e la consigliera Novarro di Italia Viva, ma anche il Pd non parteciperà al consiglio di domani”. Indiscrezione troppo pesante per essere vera, ma che invece è stata tale nonostante le smentite di rito di dirigenti e assessori dem nella serata di ieri.

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Smentite e bocche cucite perchè il colpo di teatro doveva contenere anche l’effetto sorpresa, per destare ancor più scalpore. Da dove nasce la decisione di mettere Falcomatà all’angolo? Secondo quanto raccolto, la scelta arriva da Roma, con i vertici dem pienamente d’accordo con il segretario regionale e senatore Nicola Irto. Profilo bassissimo quello di Irto in queste settimane, ha preferito rinunciare ad ogni incontro faccia a faccia con Falcomatà, servendo poi la mazzata nel momento decisivo.

L’asse romano guidato da Irto ha visto poi la piena collaborazione locale della segretaria cittadina Valeria Bonforte, degli assessori Mimmo Battaglia e Angela Martino e del capogruppo Giuseppe Sera. Loro gli esponenti del Pd che in prima linea hanno guidato la fronda ribelle, sponsorizzando e mettendo in atto la scelta di assentarsi al consiglio comunale odierno.

All’appello manca (non a caso) il segretario provinciale Antonio Morabito, di fatto sfiduciato e invitato alle dimissioni secondo quanto riferito da ambienti dem: “Morabito è fuori. Ha scelto di allinearsi a Falcomatà provando ad autoinserirsi nella nuova giunta. O si dimette o sarà sfiduciato: non ci sono strade alternative”, sentenzia un esponente dem, tra i più infuocati contro il sindaco Falcomatà.

Due assessori degli attuali quattro hanno scelto la soluzione più forte e di impatto, conferma che le frizioni rispetto alle idee di Falcomatà sono da ricercare sulla volontà del sindaco di azzerare la giunta, mentre il Pd chiede la conferma dei 4 assessori, con la possibilità in subordine di trovare una possibile intesa su 3.

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E adesso, cosa farà Giuseppe Falcomatà? Questa la domanda da 1 milione di dollari. E’ fuor di dubbio che il sindaco abbia dovuto subire un clamoroso smacco nel consiglio odierno, un boccone difficile da mandare giù e che avrà delle inevitabili conseguenze. Secondo quanto raccolto, è fissata per le 15.30 la resa dei conti in casa Pd, stavolta anche alla presenza del primo cittadino.

Scintille assicurate, con Falcomatà obbligato stavolta ad ascoltare le richieste del partito e successivamente capire come muoversi. Dimissioni ‘tecniche’ per poi riformare una nuova giunta entro 20 giorni, dialogando e mediando con tutte le forze di maggioranza, oppure una ‘giunta del sindaco’, strada complicatissima perchè significherebbe rottura completa con il Pd.

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