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Mediterranea, Zimbalatti sulle palazzine abbandonate: ‘Quattro orribili edifici’. E sul Campus…

Il Rettore Zimbalatti: "Quegli edifici non possono restare così. Necessario risolvere la questione una volta per tutte"

Residenza Universitaria Reggio Calabria

L’inaugurazione della nuova strada che collega i dipartimenti di Agraria e Ingegneria rappresenta soltanto uno dei tasselli del progetto di crescita dell’Università Mediterranea.

A margine dell’incontro di lunedì 27 luglio, il rettore Giuseppe Zimbalatti ha rivolto lo sguardo alle prossime sfide dell’Ateneo. In primo piano ci sono il futuro Campus Universitario del Mediterraneo, all’interno del complesso dei Padri Monfortani, e il destino delle quattro palazzine abbandonate da quasi due decenni ai piedi della cittadella universitaria.

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Campus Mediterraneo, gare dopo l’estate

Il primo fronte riguarda il recupero dello storico complesso dei Padri Monfortani, nella zona di Parco Caserta.

«Siamo impegnatissimi sul Campus Mediterraneo, con il complesso dei Monfortani, che è un’altra questione apertissima. Speriamo, subito dopo l’estate, di poter avviare le procedure di gara, gli affidamenti e quant’altro», ha spiegato Zimbalatti.

L’Università ha recentemente sottoscritto l’atto definitivo per l’acquisizione del complesso. L’operazione potrà contare su un finanziamento di 4 milioni di euro, previsto dalla legge di Bilancio 2025-2027 grazie a un’iniziativa dell’allora deputato e oggi sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro.

Il progetto prevede la trasformazione dell’ex convento in una nuova residenza universitaria e in un polo culturale aperto alla città. Sono previsti alloggi per studenti fuori sede, visiting students e professori, oltre ad aule, laboratori, sale studio, spazi comuni e un parco di circa 1.400 metri quadrati.

«Abbiamo una discreta dotazione finanziaria – ha aggiunto il rettore – e quello è un cantiere quasi aperto. Non ci sono ancora gli operai dentro, però lo consideriamo tale perché ci stiamo lavorando».

Le quattro palazzine, una ferita da cancellare

L’altra grande questione riguarda i quattro edifici incompiuti che sorgono sotto il dipartimento di Ingegneria, lungo la strada verso Vito.

Le strutture furono ereditate dalla Mediterranea dopo la soppressione dell’Ardis, l’ente regionale che si occupava del diritto allo studio. Da allora nessuno è riuscito a risolvere definitivamente il problema, mentre gli edifici sono diventati una delle immagini più evidenti di degrado attorno alla cittadella universitaria.

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Un primo passaggio importante è arrivato l’11 maggio 2026, quando il Consiglio regionale ha approvato la modifica dell’articolo 11 della legge regionale numero 9 del 2007. La nuova disciplina consente di destinare gli immobili ex Ardis non soltanto agli alloggi, ma anche a una gamma più ampia di servizi universitari essenziali. Un cambiamento che apre nuovi spazi per la riqualificazione dell’area.

Nei mesi scorsi la Mediterranea aveva inoltre avviato un confronto con Anas, considerando che il progetto relativo al vicino viadotto autostradale potrebbe interessare direttamente la zona. Tra le ipotesi emerse c’è quella della demolizione delle quattro palazzine, viste anche le loro condizioni, per restituire l’area agli studenti e alla città.

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Il master plan della cittadella universitaria

Ma l’obiettivo della governance dell’Ateneo è completare un disegno più ampio, capace di collegare le nuove infrastrutture, i servizi universitari, le residenze e gli spazi oggi inutilizzati.

«Vogliamo determinare il completamento di questo master plan – ha concluso Zimbalatti – e vogliamo farlo anche dal lato nord, con la risoluzione, una volta per tutte, di questi quattro orribili edifici che adornano la nostra città e la nostra università».

Dopo l’apertura della nuova arteria tra Agraria e Ingegneria, la Mediterranea punta dunque ad avviare un’altra fase. Aprire il cantiere dei Monfortani e cancellare una delle incompiute che da troppo tempo accompagnano l’ingresso alla cittadella universitaria.

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