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Arghillà, Occhiuto: ‘La situazione richiede poteri straordinari. Vogliamo che diventi sito di interesse nazionale’

Il presidente della Regione Calabria dopo la firma dell'accordo in Prefettura: "Serve l'impegno del Governo nazionale. La Regione è pronta a fare la propria parte"

piantedosi ferro cannizzaro vaccaro ()

La situazione di Arghillà richiede un intervento straordinario. È questo il messaggio lanciato dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto al termine della firma dell’accordo interistituzionale sottoscritto questa mattina in Prefettura a Reggio Calabria alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del prefetto Clara Vaccaro e del sindaco Francesco Cannizzaro.

Un’intesa che punta alla riqualificazione del quartiere della periferia nord della città attraverso un pacchetto di interventi da 5 milioni di euro, con risorse destinate a sicurezza, infrastrutture, servizi e decoro urbano.

Occhiuto ha però evidenziato come, per affrontare la complessità della situazione, non siano sufficienti soltanto gli strumenti ordinari.

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“Arghillà deve diventare sito di interesse nazionale”

“Qui vi sono situazioni anche peggiori di quelle che la politica e le istituzioni nazionali hanno conosciuto a Caivano”, ha dichiarato Occhiuto, facendo un parallelo con altre realtà periferiche oggetto di interventi straordinari da parte dello Stato.

Secondo il presidente della Regione, proprio per la gravità delle condizioni riscontrate, Arghillà dovrebbe rientrare tra i territori destinatari di un’attenzione nazionale.

“Noi vorremmo che Arghillà diventasse un sito di interesse nazionale”.

La Regione Calabria, ha spiegato Occhiuto, è pronta a mettere in campo anche proprie risorse per contribuire al percorso di recupero.

“La Regione è disponibile anche a impegnare delle risorse per attivare questo sistema”.

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“Servono poteri straordinari”

Il governatore calabrese ha sottolineato però che la complessità del contesto richiede strumenti eccezionali.

“La gravità della situazione prevede l’utilizzo di poteri straordinari”.

Per Occhiuto, la riqualificazione non può riguardare soltanto gli aspetti materiali, ma deve coinvolgere anche il tessuto sociale del quartiere, con particolare attenzione alle famiglie e ai giovani.

“Vorremmo che quelle famiglie non dovessero più vivere queste condizioni, ma che questo possa avvenire con risorse civili, attraverso un percorso di recupero e rilancio”.

Il ringraziamento a Piantedosi e Cannizzaro

Occhiuto ha poi rivolto un ringraziamento al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al sindaco Francesco Cannizzaro:

“Ringrazio il ministro Piantedosi e ringrazio anche il sindaco Cannizzaro, perché quando dicevo che la situazione di Arghillà era conosciuta alle istituzioni locali, alle forze di polizia e agli enti locali, dicevo una cosa che tutti voi sapete”.

Secondo il presidente della Regione, negli ultimi mesi il primo cittadino reggino ha avuto il merito di rilanciare il tema sui tavoli nazionali.

“Il sindaco Cannizzaro ha avuto l’ambizione di portare sul tavolo nazionale questo problema”.

Un percorso che, ha ricordato Occhiuto, ha visto nei mesi scorsi diversi rappresentanti istituzionali arrivare direttamente nel quartiere per conoscere la situazione.

“Prima del ministro Piantedosi abbiamo portato il capo della Protezione civile calabrese, il sottosegretario, il ministro. Abbiamo potuto far rendere conto direttamente e personalmente delle condizioni di degrado di questo quartiere”.

“Con Piantedosi abbiamo costruito un percorso di risorse”

Occhiuto ha infine rimarcato la collaborazione con il ministro dell’Interno.

“Il ministro Piantedosi ha sempre dimostrato grande disponibilità”.

Una collaborazione che ha portato alla definizione dell’accordo firmato oggi e delle risorse destinate al quartiere.

“Con lui abbiamo articolato uno sforzo in termini di risorse destinate ai bisogni e al recupero di queste condizioni”.

Per il presidente della Regione, quindi, l’accordo rappresenta un primo passo, ma la richiesta al Governo è quella di mantenere alta l’attenzione su Arghillà, trasformando l’intervento straordinario in un percorso strutturale di rinascita del territorio.

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