Reptile Hunter: il reggino Antonino Marcianó alla scoperta del mondo dei rettili
20 Ottobre 2016 - 17:30 | di Federica Geria

di Federica Geria – Laureando in medicina veterinaria, 27enne e reggino doc, Antonino Marcianò presto realizzerà uno dei tanti sogni della sua vita, quello di diventare un veterinario.
“Sono nato e cresciuto qui e penso proprio che qui ci morirò”.
Inizià così la conversazione tra me e Antonino, il quale fa emergere il suo forte senso di appartenenza a questa tanto amata, e a volte anche odiata, nostra terra.
Marcianò ha fin da piccolo nutrito una forte passione nei confronti del mondo dei rettili. Questo suo interesse si è sviluppato sempre più con il passare dell’età, portandolo dunque alla scelta di un percorso universitario adatto alle sue esigenze, come quello veterinario. Un grande interesse che ha voluto alimentare creando anche una pagina Facebook dal nome “Reptile Hunter”: una fantastica finestra sul mondo dei rettili, e non solo. Tra passione e scoperte oggi Antonino parla ai microfoni di CityNow, raccontandoci di sé e di questo particolarissimo, e non molto noto, mondo dei rettili:
So che hai creato insieme ad altri ragazzi il Reptile Hunter team. Chi fa parte di questa squadra? E in cosa consiste il vostro progetto?
“È un gruppo creato da me qualche anno fa. Siamo un gruppo di amici, metà calabresi e metà siciliani, tutti studenti con la stessa mia passione in comune. Siamo una specie di organizzazione no-profit dedicata alla diffusione di una cultura scientifica riguardo l’erpetofauna e soprattutto alla conservazione dei rettili e degli anfibi nostrani. Oltre questo siamo anche degli allevatori che riproducono in cattività specie molto rare. Da secoli infatti esistono svariati “collezionisti” di specie rare che continuano ad importare animali esotici dai paesi di origine impoverendo l’habitat e portando le specie all’estinzione. La maggior parte di questi animali muoiono, per lo stress da viaggio, per parassitosi e per una cattiva gestione. Noi invece, curandoli e ricreando un ambiente adeguato con tanta fatica ed impegno siamo in grado di farli riprodurre mettendo sul mercato animali nati in cattività, quindi senza evitando la necessità di importare altri animali dall’estero evitando quindi l’impoverimento del l’habitat. Una delle mie più grandi soddisfazioni è quella di essere uno dei pochi al mondo a riprodurre la Genetta tigrina, un animale meraviglioso, simile ad un gatto leopardato, un tempo allevato da greci e romani, ma finito nel dimenticatoio a causa degli animali d’importazione che risultano assolutamente ingestibili. Grazie al mio lavoro, sta lentamente popolando le case degli italiani e si sta dimostrando un fantastico animale da compagnia, affettuoso anche più di un cane”.
Quando e come nasce la tua passione verso il mondo dei rettili e non solo?
“La mia passione nasce in tenera età, prima si era rivolta ai dinosauri, quando mi sono reso conto che ahimè erano estinti mi sono rivolto a quegli animali che bene o male gli si avvicinavano di più: i rettili”.
La tua pagina Facebook “Reptile Hunter” vanta più di 188mila fans. Quale è l’obiettivo che sta alla base della pubblicazione di post e notizie relativi ai rettili?
“La pagina Reptile Hunter, diciamo che è la nostra vetrina. Abbiamo circa 6 milioni di visite settimanali, cifre che fanno girare la testa, ma questo fa in modo che dalle nostre case e dai nostri smartphone riusciamo a raggiungere ogni parte del pianeta riuscendo a diffondere il nostro messaggio principale, ossia quello di far notare a tutti la reale bellezza di questi animali, spesso temuti inutilmente. Uno dei nostri slogan preferiti, inerente al mondo dei rettili è: la differenza fra amore e paura, è la conoscenza”.
Qualche tempo fa siete stati protagonisti del ritrovamento di una significativa popolazione di camaleonti mediterranei (Chamaeleo Chamaeleon, Limneus 1758). Parlaci di questa scoperta.
“Quella dei camaleonti è sicuramente la nostra scoperta più bella. Ma ci pensi? In Calabria abbiamo anche i camaleonti. Chi lo avrebbe mai pensato? Spesso li vediamo un animale totalmente esotico ed invece è totalmente acclimatato, vive e si riproduce qui probabilmente da millenni. È una meraviglia che va ad arricchire la fauna della nostra regione! Per tale motivo va studiato e protetto ad ogni costo”.
Un’altra vostra importante individuazione, specifichiamo primo caso in Calabria, è stata quella di un esemplare nero di lucertola campestre. Raccontaci di più.
“Questo diversamente dai camaleonti, che abbiamo cercato volontariamente, è stato un colpo di fortuna unico! Durante un’escursione col team sull’Aspromonte, ci siamo imbattuti in questa lucertola meravigliosa, completamente nera che ci ha lasciato letteralmente senza parole. Fortunatamente siamo riusciti a fotografarla ed abbiamo documentato il caso in una pubblicazione scientifica che uscirà a breve su un’importante rivista internazionale”.
La biodiversità del territorio calabrese ci riserva tante sorprese dunque. Quali le possibili soluzioni per la salvaguardia?
“Sicuramente le sorprese sono tante, non si fermano di certo a lucertole nere o camaleonti. Neanche due settimane fa, grazie ad un mio caro amico biologo, siamo riusciti ad individuare una popolazione di salmandre rosso-nere che rappresentano un altro caso stupendo di un’importanza unica. Ma la bellezza non sta solo nella rarità, dobbiamo batterci affinché la gente conosca, apprezzi e protegga ogni singola specie presente nel nostro territorio. In parte ci stiamo riuscendo con la nostra opera di divulgazione scientifica, sempre più persone ci mandano foto di rettili ed anfibi fotografati sul nostro Aspromonte e questo non fa che renderci molto felici. Ma purtroppo non basta, perché la situazione italiana e soprattutto della nostra regione, per quanto riguarda la salvaguardia fauna, è tragica. Ma non ci abbattiamo e soprattutto non ce ne andiamo da qui, nonostante all’estero troveremmo un ambiente più fertile e meno ostile per far sviluppare le nostre idee, abbiamo infatti ricevuto tutti molte offerte di lavoro fuori in parchi e giardini zoologici, rimarremo qui dove siamo nati e cresciuti, perché finché tutte le eccellenze scappano, questa città non crescerà mai. Abbiamo tante idee in testa che presto vedrete realizzate. Qui, nella nostra terra, nella nostra Reggio. Questa è una promessa”.
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