Vinitaly a Sibari, Giuli: ‘La Calabria mostra al mondo le sue eccellenze’
Il ministro della Cultura all’inaugurazione della terza edizione di Vinitaly and the City nel Parco archeologico: 'Una terra per anni maltrattata da una narrazione infelice. Qui storia, paesaggio e vino convivono'
18 Luglio 2026 - 16:01 | Redazione

La storia millenaria di Sibari, le produzioni vitivinicole calabresi e un paesaggio capace di raccontare l’identità del territorio. È questo il messaggio emerso durante l’inaugurazione della terza edizione calabrese di Vinitaly and the City, ospitata nella cornice del Parco archeologico.
La manifestazione coinvolge oltre cento aziende regionali e propone incontri, degustazioni, masterclass ed eventi dedicati alle eccellenze enogastronomiche. Un appuntamento che nel 2026 raddoppia la propria presenza in Calabria, con una seconda tappa prevista anche a Reggio Calabria.
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Proprio Giuli ha posto l’accento sul valore simbolico dell’iniziativa e sulla capacità della Calabria di ribaltare un racconto che, per troppo tempo, ne avrebbe evidenziato soprattutto gli aspetti negativi.
Giuli: «Una terra maltrattata da una narrazione infelice»
«Mi piace stare qui per ricordare a me stesso quanto sia importante riconoscere la crescita e lo sviluppo non soltanto culturale, ma anche economico, sociale e morale di zone che per anni sono state maltrattate, anche dai calabresi stessi, ma soprattutto da una narrazione infelice», ha dichiarato il ministro.
Secondo Giuli, la risposta più efficace deve arrivare dalla capacità di rendere visibile ciò che la regione possiede, mettendo in mostra il proprio patrimonio e la propria identità.
«Oggi la più bella risposta che si può dare al mondo rispetto all’eccellenza della Calabria è mostrarla, farla vivere in tutta la sua stupenda biodiversità culturale e naturale».
Un percorso che passa dalla valorizzazione delle radici, ma anche dalla capacità di trasformarle in occasioni concrete di crescita e sviluppo.
Per il ministro, infatti, l’identità calabrese non deve essere considerata soltanto come un’eredità da custodire, ma come una risorsa capace di «germogliare in un trancio di vita» e diventare competitiva anche sul mercato internazionale.
Il legame tra vino, archeologia e paesaggio
Nel suo intervento Giuli ha evidenziato come il Parco archeologico di Sibari rappresenti il luogo ideale per ospitare una manifestazione dedicata al vino e alle produzioni del territorio.
«La combinazione perfetta è esattamente il Vinitaly, in cui la storia, l’antichità e il vino convivono in un sito archeologico così importante», ha spiegato.
La manifestazione diventa così un punto d’incontro tra cultura, agricoltura, paesaggio e sviluppo economico. Il vino non viene raccontato soltanto come prodotto, ma come espressione di una storia che affonda le proprie radici nel Mediterraneo e nella civiltà della Magna Grecia.
«Sibari è una terra di elezione e questa Piana meravigliosa è il luogo ideale dove sviluppare amore per la cultura e per la prosperità», ha aggiunto il ministro.
Giuli ha richiamato anche alcune delle figure più importanti della storia culturale e filosofica calabrese e mediterranea, da Tommaso Campanella a Bernardino Telesio, fino a Pitagora. Una regione descritta attraverso la «serena luminosità del suo cielo purissimo», ma anche attraverso il patrimonio materiale e immateriale custodito nei suoi territori.
Il richiamo ai danni provocati dai cicloni
Durante l’intervento, il ministro ha ricordato anche le difficoltà affrontate negli ultimi mesi dal territorio, colpito dagli effetti degli eventi meteorologici estremi.
«Quando penso alla Calabria e al suo grande patrimonio culturale, penso anche che pochi mesi fa eravamo qui, in questo parco, con tutte le nostre risorse per contrastare gli effetti dei cicloni».
Non è mancata, infine, una battuta ispirata al cantautore calabrese Rino Gaetano. «Lui diceva beato il sesso libero, io dico beato il vino libero, ma sempre entro un certo margine», ha affermato Giuli, richiamando anche il tema del consumo responsabile.
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