Ciclone Harry, Ciciliano: ‘Sulla Calabria caduta in due giorni pioggia di otto mesi’
"Nessun morto e nessun ferito in un evento che ha devastato il Sud Italia per più giorni con un impatto sui territori sotto gli occhi di tutti. Sembra banale, ma è fondamentale" le parole del capo dipartimento ProCiv
23 Gennaio 2026 - 06:00 | Comunicato Stampa

Sulla Calabria si è abbattuta un’ondata di maltempo «con tempi di ritorno superiori al secolo. Ci sono state quantità cumulate di pioggia che hanno riassunto in due giorni la pioggia che normalmente cade in otto mesi».
A dirlo è stato il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, parlando con i giornalisti a Catanzaro dopo un sopralluogo nel quartiere Lido, interessato, nei giorni scorsi, da una fortissima mareggiata.
Nessuna vittima e la salvaguardia della vita umana
A partire da questa riflessione, Ciciliano ha quindi voluto esprimere orgoglio:
«Ciò che non è accaduto, e fondamentalmente sembra banale detto oggi, è che non abbiamo avuto nessuna perdita, quindi nessun morto e nessun ferito in un evento che ha devastato il Sud Italia per più giorni con un impatto sui territori sotto gli occhi di tutti. Il primo gol che un sistema di protezione civile maturo deve raggiungere è la salvaguardia della vita umana, tutto il resto viene dopo. Importante, ma viene dopo».
Danni ai litorali e stagione estiva alle porte
«L’evento – ha aggiunto – ha purtroppo impattato su litorali splendidi della Calabria, della Sicilia e della Sardegna, dove è altissima la vocazione turistica. È quindi necessario rimettere tutto in piedi subito e risolvere i danneggiamenti perché la stagione estiva è alle porte».
Sorvoli e valutazione dei danni
Riguardo al sorvolo in elicottero lungo la costa, Ciciliano ha spiegato che:
«Ha consentito di vedere parzialmente la linea di costa maggiormente interessata. Siamo arrivati fino al limite della provincia di Reggio Calabria per valutare l’impatto e la forza d’onda esercitata sui manufatti e sulle infrastrutture.
Sarà compito dei colleghi della Regione, attraverso sopralluoghi da effettuare in maniera congiunta, definire nella migliore maniera possibile la quantità del danno da eventualmente ristorare attraverso il sistema delle ordinanze di protezione civile che mi accingerò a firmare immediatamente dopo la dichiarazione dello stato d’emergenza».
