Elezioni, Cannizzaro a tutto campo: “Reggio imbruttita da 12 anni. Ora servono fatti”
Il candidato sindaco del centrodestra fissa le priorità e assicura: 'Concretezza e competenza guideranno il nostro progetto'. L'anticipazione sull'aeroporto e la delusione sui fondi persi dal centrosinistra...
18 Aprile 2026 - 19:06 | di Pasquale Romano

Una visione ambiziosa per riscattare l’estetica e l’anima di Reggio Calabria, progetto da realizzare puntando soprattutto su concretezza e competenza. Presso la sede di Confindustria, il candidato sindaco per la coalizione di centrodestra Francesco Cannizzaro ha preso parte all’evento “Ri-genera Reggio – La città che rinasce”.
Un progetto, quello presentato, che punta a trasformare il volto del patrimonio edilizio privato attraverso un innovativo modello di partenariato pubblico-privato.
Rigenerazione urbana, decoro, lungomare, risorse economiche e una critica frontale a chi ha governato la città negli ultimi 12 anni. Il candidato sindaco del centrodestra ha messo al centro della sua visione una parola precisa: concretezza.
“L’argomento di oggi è veramente interessante, perché è concreto”, ha detto nel suo intervento, indicando nella riqualificazione della città uno dei temi centrali del programma del centrodestra.
Cannizzaro parte dall’identità di Reggio e dalla sua bellezza naturale. Una bellezza che, nelle sue parole, non ha eguali ma che allo stesso tempo ha perso parte delle sue qualità a causa di una cattiva amministrazione.
“Noi siamo anche un po’ responsabili di quello che in tutti questi anni è successo, una città che è stata violentata”, afferma. E aggiunge: “Se oggi questa città è bellissima, non finiremo mai di dire che è la città più bella del mondo, dobbiamo anche con onestà dire che è in buona parte anche un po’ imbruttita”.
Da qui la scelta di mettere il tema del decoro al primo posto. “Io dico che il decoro urbano è uno dei punti chiave del nostro programma”, scandisce Cannizzaro. Un’indicazione chiara, che lega l’estetica della città alla qualità della vita e alla sua capacità di essere davvero attrattiva.
Nel suo ragionamento il decoro non è un tema secondario. È, piuttosto, il segno visibile di una città che funziona oppure no. “Il sorriso non è soltanto quello della gente e delle istituzioni o di chi la rappresenta. Ahinoi purtroppo in questa città di bruttura ce ne sono parecchie”.
Cannizzaro insiste sul fatto che la rigenerazione non possa restare una formula da convegno. “Noi dobbiamo riabbellirla la nostra città, la dobbiamo cambiare sotto il profilo strutturale”, dice, spiegando che per farlo servono “strumenti normativi, strumenti tecnici, però la cosa più importante sono le economie”.
Proprio sul tema delle risorse, il candidato del centrodestra prova a dare un taglio operativo al suo intervento. Rivendica di essersi già mosso a livello istituzionale e indica le possibili fonti di finanziamento: “Fondi FSC, fondi del programma regionale, fondi su opere compensative per l’organizzazione di grandi opere come il Ponte sullo Stretto”.
Cannizzaro inoltre cita anche l’ultima misura ottenuta per il territorio: “Sono contento di poter ricordare l’ultima che abbiamo strappato in sede di Commissione Ambiente nel Dl Emergenza: 15 milioni di euro per la nostra area metropolitana, 10 per Reggio Calabria e 5 per Villa San Giovanni. Abbiamo organizzato una norma molto larga che ci darà la possibilità di organizzare strutturalmente meglio i nostri Lungomari da Catona a Bocale”, le parole del deputato di Forza Italia.
E proprio sul lungomare arriva uno dei passaggi più diretti. “Possiamo rendere ancora più bello quello che è il lungomare definito più bello d’Italia, ma io dico del mondo”. Ma aggiunge subito: “Se oggi andiamo a passeggiare su quella infrastruttura, evidentemente guardandolo in queste condizioni non possiamo essere proprio convinti di questa affermazione”.
C’è poi il tema del vandalismo, affrontato con toni molto duri. Cannizzaro punta il dito contro chi imbratta muri e rovina spazi pubblici, ma anche contro l’assenza di controlli e deterrenti.
Altro asse centrale è quello delle competenze. Cannizzaro promette di coinvolgere in modo diretto i professionisti della città, gli ordini e le rappresentanze tecniche. “Emergerà il merito”, afferma, assicurando che non guarderà al colore politico ma alla qualità dei contributi. “Tutti insieme in maniera sinergica lavoreremo e non guarderemo colore politico, chi ha la tessera del Pd, chi ha la tessera di Avs, piuttosto che di Forza Italia”.
Il bersaglio politico, però, resta chi in questi anni ha amministrato la città. “Hanno avuto 12 anni per fare tavoli, patti, attuarli, realizzarli e dare ai cittadini risposte concrete”, attacca. E ancora: “Non ho rispetto per chi tenta di gettare fumo negli occhi ai nostri cittadini”.
Reggio Calabria, per Cannizzaro, non ha bisogno di essere raccontata soltanto come città bella. Ha bisogno di essere rimessa in ordine, ripensata, finanziata e resa più forte sul piano urbano e strutturale.
Il candidato sindaco del centrodestra si sofferma sul rilancio dell’aeroporto Tito Minniti e non nasconde la delusione per le risorse perse dall’amministrazione Falcomatà rispetto alle opere compensative del Ponte sullo Stretto.
“Qualcuno avrebbe preferito che chiudesse, ma alla faccia loro l’aeroporto non solo non chiude, ma tra qualche settimana lo rilanceremo in maniera definitiva, sarà un aeroporto stupendo, fra i più belli d’Italia” assicura Cannizzaro.
“Sono stato a colloquio con il mio amico Pietro Ciucci, colui il quale dovrà realizzare il Ponte sullo Stretto. In questo confronto, ho avuto la conferma ufficiale che Reggio Calabria come opere compensative è riuscita grazie a questa amministrazione uscente a ottenere… zero.
Questo, anche a differenza di amministrazioni di sinistra che, pur non volendo la realizzazione del Ponte, hanno capito che però poteva essere una grande occasione da sfruttare chiedendo opere compensative per arricchire la città sul piano infrastrutturale.
Vi posso assicurare che abbiamo già gettato le basi per ottenere attenzioni importanti, c’è un tesoretto molto cospicuo da destinare ai territori, una buona parte di quelle economie possono servire ad attuare questa felice intuizione“.
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