Elezioni a Reggio, Marino dopo la batosta del Csx: ‘Serve rifondare tutto’
Il capogruppo del Pd rieletto con 1042 voti: secondo nella lista dem dietro Nino Malara e davanti a Carmelo Versace. “La città ha bocciato l’esperienza amministrativa uscente. Non è una sconfitta di Mimmo Battaglia”
01 Giugno 2026 - 18:55 | di Pasquale Romano

Nel naufragio del centrosinistra reggino alle recenti elezioni comunali, Giuseppe Marino è tra quelli che sono riusciti a restare in piedi. Il capogruppo del Partito Democratico è stato rieletto in Consiglio comunale con 1042 voti, piazzandosi secondo nella lista dem dietro soltanto a Nino Malara e davanti al sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace.
Un risultato personale importante, arrivato però dentro una sconfitta collettiva durissima. La vittoria di Francesco Cannizzaro e del centrodestra ha aperto una nuova fase politica a Reggio Calabria e ha lasciato nel campo progressista più di una ferita.
Marino, nel commentare l’esito del voto, non si nasconde di fronte all’evidenza delle urne.
“Non c’è dubbio che la vittoria del sindaco Cannizzaro e della sua coalizione sia stata una vittoria schiacciante. La città ha scelto Cannizzaro e ha scelto soprattutto la coalizione, i partiti che lo hanno sostenuto”, le parole di Marino nel corso della trasmissione di Rtv ‘Reggio Politik’.
Secondo l’esponente dem, il dato politico è chiaro. Il voto ha rappresentato anche un giudizio severo sull’amministrazione uscente.
“Di fatto è stata sancita una bocciatura dell’esperienza amministrativa uscente, considerando che il candidato sindaco Mimmo Battaglia era espressione della recente esperienza amministrativa. È evidente che qualcosa non ha funzionato”.
Parole nette, che si inseriscono nel dibattito interno già aperto nel Partito Democratico e nella coalizione dopo il risultato delle urne. Marino non si limita al Pd, ma allarga il ragionamento all’intero campo progressista e riformista cittadino.
“È evidente che l’attività amministrativa di questi anni quantomeno non sia stata compresa, non sia arrivata alla cittadinanza, al popolo. È chiaro che una riflessione interna va fatta, non soltanto dentro il Pd, ma dentro il campo progressista e riformista della città, che io ritengo a questo punto debba essere totalmente rifondato”.
Per Marino, dunque, non basta una semplice analisi post-voto. Serve ripartire dalle fondamenta.
“Si tratta di far partire un’attività di ricostruzione politica. Bisogna avere il coraggio di rinnovare la guida politica all’interno della città, aprendo le porte anche a tutte quelle persone che abbiamo incontrato in campagna elettorale e che ci hanno dimostrato la voglia di partecipare, di dare un contributo di cambiamento al centrosinistra della città”.
Il capogruppo dem tiene però a separare il giudizio sulla coalizione dal ruolo personale di Mimmo Battaglia.
“Quello che ci tengo a evidenziare è che questa non è sicuramente una sconfitta di Mimmo Battaglia. Voglio esprimere tutta la mia vicinanza e il mio sostegno leale, ancora una volta, al candidato sindaco del centrosinistra.
È un candidato sindaco che ha superato, anche se di poco, le liste che lo sostenevano. C’è un dato evidente: le liste che hanno sostenuto Cannizzaro hanno funzionato, erano una vera e propria corazzata.
Ci sono partiti che hanno superato il 10%. Forza Italia, la lista del sindaco, Fratelli d’Italia hanno superato quella soglia. Queste liste hanno spinto Cannizzaro a diventare sindaco. Il voto sulle liste di Cannizzaro è superiore ai voti di Cannizzaro sindaco”.
Un’organizzazione, secondo Marino, che il centrosinistra non è riuscito a mettere in campo con la stessa efficacia.
“Nel centrodestra è stato fatto un lavoro che va rispettato: coinvolgimento di candidati, di persone, di donne che hanno aderito al loro progetto e che hanno portato Cannizzaro alla guida della città. Un lavoro che non è stato fatto evidentemente dalla nostra parte, se è vero che ci sono partiti di livello nazionale, come il Movimento 5 Stelle, che non hanno fatto la lista”.
Da qui, secondo Marino, deve ripartire la discussione. Non da una resa dei conti sterile, ma da una rifondazione vera del centrosinistra reggino.
Sul fronte interno, intanto, il dibattito è già partito. Dopo la sconfitta sono intervenuti numerosi esponenti locali del Partito Democratico, da Valeria Bonforte a Carmelo Versace, fino allo stesso Giuseppe Marino, senza dimenticare le dure prese di posizione di Paolo Gramuglia e del circolo di Bova Marina.
Resta ancora attesa, invece, una presa di posizione politica del segretario regionale Nicola Irto. Il senatore dem ha fatto sapere che l’analisi del voto arriverà soltanto dopo i turni di ballottaggio.
Una scelta formalmente legata al quadro elettorale ancora aperto, ma che a Reggio Calabria viene letta anche come un modo per temporeggiare e prendere tempo davanti alla batosta subita dal centrosinistra nella città più importante della Calabria.
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