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Università Dante Alighieri, il Tar rinvia tutto a dicembre: Casula resta rettore

Nessuna sospensione per il regolamento elettorale e per la nomina. I giudici chiedono all’Ateneo di depositare gli atti: il merito sarà discusso il 2 dicembre

Universita Dante Alighieri 1

Nessuna decisione definitiva sulla nomina di Carlo Felice Casula a Rettore dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. Per conoscere l’esito della controversia promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca bisognerà attendere il prossimo 2 dicembre.

Il Tar Calabria ha infatti ritenuto che le questioni sollevate dal Ministero richiedano un esame più approfondito e non possano essere risolte nella fase cautelare. Nel frattempo, il regolamento per l’elezione del rettore e la nomina di Casula restano efficaci.

Casula resta in carica

L’ordinanza è stata adottata dopo la camera di consiglio del 17 luglio e pubblicata il giorno successivo.

I giudici non hanno accolto la richiesta di sospendere gli atti impugnati, ma non si sono ancora pronunciati sulla loro legittimità. Hanno scelto, invece, di accelerare i tempi fissando direttamente l’udienza pubblica per la discussione del merito.

Fino a una nuova decisione del Tar, dunque, Carlo Felice Casula continuerà a esercitare le funzioni di Rettore.

Nel motivare la scelta, il collegio richiama anche la «vacanza dell’ufficio del Pro-Rettore Vicario» e l’assenza della figura del decano. Il primo riferimento presenta, tuttavia, un elemento da chiarire, poiché il prorettore vicario risulta formalmente in carica.

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Il Tar vuole esaminare tutti i passaggi

Prima dell’udienza di dicembre, i giudici hanno disposto un approfondimento istruttorio.

L’Università, o comunque la parte che ne è in possesso, dovrà depositare entro 30 giorni la delibera del Consiglio di amministrazione del 25 febbraio 2026, con la quale è stato approvato il nuovo regolamento per l’elezione del rettore.

Dovranno essere trasmessi anche la delibera del 7 aprile 2026 sulla nomina di Casula, i relativi verbali e tutti gli atti del procedimento.

Il Tar vuole quindi ricostruire nel dettaglio il percorso seguito dall’Ateneo: prima la modifica del regolamento e dei requisiti necessari per ricoprire la carica, poi la nomina del nuovo rettore.

Il ricorso del Ministero

Al centro del ricorso presentato dal Mur c’è proprio il regolamento approvato il 25 febbraio dal Consiglio di amministrazione della Dante Alighieri.

Il Ministero contesta, in particolare, le nuove regole introdotte per la scelta del rettore e i requisiti richiesti ai candidati.

L’impugnazione riguarda anche il decreto numero 43 dell’8 aprile 2026, con il quale il presidente del Consiglio di amministrazione ha formalizzato la nomina di Casula, oltre ad alcune note trasmesse dall’Università nel successivo mese di maggio.

Nel giudizio si è costituito Pasquale Basilicata, nella qualità di presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo. Casula, secondo quanto riportato nell’ordinanza, non si è invece costituito.

Già respinta la prima richiesta urgente

Quella di luglio è la seconda decisione cautelare adottata nell’ambito del ricorso.

Il 19 giugno il presidente del Tar aveva già respinto la richiesta del Ministero di intervenire con un provvedimento urgente, prima ancora della discussione davanti al collegio.

Secondo il tribunale, non erano state indicate circostanze concrete di gravità e urgenza tali da giustificare una sospensione immediata.

La questione era stata quindi rinviata alla camera di consiglio del 17 luglio. Anche in questa occasione il Tar ha evitato di anticipare il giudizio sulla legittimità degli atti, preferendo rimandare ogni valutazione all’esame di merito.

Il prossimo passaggio è fissato per il 2 dicembre. In quella data saranno discusse le ragioni del Ministero e le difese dell’Università. La sentenza, che arriverà successivamente, dovrà stabilire se il regolamento elettorale e la nomina di Carlo Felice Casula siano legittimi. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

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