Nuovo Morelli, Benedetto rilancia la sfida: ‘Attivai il finanziamento INAIL, Reggio attende da 10 anni’
Il candidato alle suppletive del csx rivendica il percorso avviato per la nuova struttura sanitaria: “Il territorio ha bisogno di un ospedale moderno, il progetto deve tornare ad avanzare”
25 Settembre 2026 - 19:04 | di Eva Curatola

Il nuovo ospedale Eugenio Morelli di Reggio Calabria torna al centro del dibattito politico nella fase finale della campagna elettorale per le suppletive della Camera. A riportare il tema sul tavolo è stato Frank Benedetto, candidato del centrosinistra nel collegio uninominale U05, durante l’ultimo appuntamento pubblico al Cine Teatro Odeon.
Una questione, quella della nuova struttura sanitaria reggina, che da anni rappresenta una delle principali sfide per il futuro della sanità cittadina. Il progetto nasce dall’esigenza di superare i limiti dell’attuale presidio Riuniti, una struttura storica che non consente un adeguamento complessivo agli standard moderni e che, secondo il piano previsto, dovrebbe essere progressivamente dismessa con il trasferimento delle attività nel nuovo polo del Morelli.
“Ho attivato personalmente il finanziamento INAIL per il nuovo ospedale, sapendo che Reggio necessita di una struttura nuova – ha dichiarato Benedetto -. Il nostro ospedale purtroppo è vecchio e necessita di molti milioni di euro di investimento per le ristrutturazioni interne e per adeguarsi alle nuove norme, soprattutto europee”.
Il progetto da 283 milioni per il nuovo polo sanitario
Il percorso per il nuovo Morelli ha conosciuto negli ultimi anni diversi passaggi amministrativi. Il progetto, presentato nella primavera del 2021 e aggiornato nel gennaio 2023, ha ottenuto nello stesso anno l’approvazione del piano di fattibilità tecnico-economica per un investimento complessivo da 283 milioni di euro.
L’intervento prevede l’ampliamento dell’attuale presidio di Viale Europa, realizzato a partire dagli anni 2000, attraverso lo sviluppo delle aree limitrofe. L’obiettivo è concentrare in un unico polo le attività oggi distribuite nei diversi padiglioni del polo Riuniti, superando i limiti strutturali dell’attuale ospedale.
Il progetto prevede una superficie complessiva interessata dall’intervento di circa 65 mila metri quadrati e comprende la realizzazione di quattro nuovi corpi di fabbrica destinati alle degenze, una nuova hall di ingresso a doppia altezza, la riorganizzazione dei reparti esistenti, un parco e un parcheggio interrato.
Una trasformazione che, nelle intenzioni progettuali, dovrebbe consegnare alla città un ospedale moderno, funzionale e adeguato alle esigenze sanitarie dei prossimi decenni.
Benedetto: “Sono passati dieci anni, siamo ancora in attesa”
Nel suo intervento, Benedetto ha rivendicato il ruolo avuto nell’avvio dell’iter finanziario e ha puntato l’attenzione sui tempi di realizzazione.
“Abbiamo attivato una procedura con l’INAIL e ottenuto il finanziamento grazie al governo Renzi di allora. Successivamente la situazione è andata avanti con il finanziamento e con la parte progettuale preliminare, mentre quella definitiva era in corso”.
Il candidato del centrosinistra ha quindi evidenziato il lungo periodo trascorso:
“Sono passati nove o dieci anni e ancora siamo fermi, in attesa che l’INAIL riceva il progetto definitivo per poter procedere al bando di gara”.
Un tema che, secondo Benedetto, rappresenta una delle priorità per il futuro della città:
“Reggio ha bisogno di un nuovo ospedale. Non possiamo continuare a ragionare soltanto sulle emergenze, ma dobbiamo costruire una sanità capace di rispondere ai bisogni dei cittadini”.
Una partita strategica per la sanità reggina
Il nuovo Morelli rappresenta uno degli interventi infrastrutturali più rilevanti per la sanità dell’area metropolitana. La prospettiva è quella di superare la frammentazione attuale e creare un unico grande polo ospedaliero, con spazi più moderni e una maggiore integrazione tra reparti e servizi.
Proprio questa estate, il Governatore Occhiuto ha assicurato che “i fondi ci sono” e sono sufficienti per la realizzazione. Ma quanto ancora dovranno attendere i reggini prima di “toccarlo con mano”?
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