La Domotek Volley vince pure il ‘Kirk Kilgour’: Reggio Calabria sei miglior pubblico d’Italia!
Fissata la data in cui la società reggina riceverà il prestigioso premio
29 Settembre 2026 - 15:14 | Comunicato

La storia della Domotek Volley continua a scrivere pagine indelebili: entusiasmo a raffica per la stagione che si va ad aprire, la prima in serie A2 arrivata dopo un’annata letteralmente da guinnes: a Luglio, al Volley Mercato di Bologna,la società ha ricevuto gli applausi di tutto il mondo pallavolistico italiano, ricevendo ad personam i tre titoli conquistati — la Coppa Italia Del Monte, la Supercoppa e il piatto celebrativo della promozione in A2 — uniti al premio del miglior Coach dell’anno, il premio “Costa-Anderlini”, per il proprio deus ex machina, l’allenatore reggino Antonio Polimeni, il conferimento all’Addetto Stampa del club amaranto, il giornalista Giovanni Mafrici, del trofeo come Miglior addetto stampa del campionato “Premio Roberto Stracca”..
Oggi, la storia dell’annata del triplete, probabilmente irripetibile per cifre, contenuti, coinvolgimento e risultati alza al cielo un nuovo trofeo, quello del pubblico più corretto, che esalta una cornice — quella reggina — capace di arrivare fino a 7.000 spettatori, con cifre da urlo negli ultimi tre anni.
Domotek Reggio Calabria dovrà attendere domenica 25 ottobre prima di ricevere, davanti al proprio pubblico, il premio; in quell’occasione i reggini sfideranno Consoli Sferc Brescia alle ore 16:00.
Il sesto trofeo annuale che, probabilmente racchiude tutto lo spettacolo offerto, con grinta, coraggio, attaccamento alla maglia ed un sapore particolare: portare in alto i colori della città di Reggio Calabria.
Il premio “Kirk Kilgour”. Il primo giocatore statunitense a venire a giocare in Italia, nel lontano 1973, ovvero quando il livello della pallavolo in Italia era ancora molto lontano da quello delle forti squadre dell’Est Europa e degli stessi Stati Uniti. Dopo un secondo posto al suo primo anno nelle file dell’Ariccia Roma, vinse l’anno successivo lo scudetto. Purtroppo agli inizi del 1976, durante un banale esercizio in palestra, un grave infortunio non solo bloccò la sua carriera sportiva, ma lo paralizzò pesantemente: lesione al midollo spinale e totale paralisi degli arti.
La sua incredibile forza interiore gli ha permesso di reinventarsi, studiando e facendo realizzare una sedia completamente automatizzata, con telefono e comandi televisivi a impulsi vocali, che gli hanno permesso di svolgere il lavoro di telecronista di volley. Questo fino alla sua morte, avvenuta in Colorado nel 2002. Ci ha lasciato non solo un esempio di grande coraggio, ma un’eredità ancora più grande, trasmessa con una poesia che non può non emozionare
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