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Suppletive, Tuccio: ‘Cannizzaro è il Pippo Baudo della politica reggina’. E lancia l’allarme astensionismo

L'avvocato analizza il voto delle suppletive: "Ha una forza politica tale da lanciare candidati e portarli alla vittoria. Ma ha votato soltanto il 22,34% degli aventi diritto"

Luigi Tuccio ()

Tra la forza elettorale di Francesco Cannizzaro e il dato dell’astensionismo. È questo il doppio binario dell’analisi di Luigi Tuccio sul risultato delle elezioni suppletive di Reggio Calabria.

L’avvocato, ospite di Live Break-Speciale Elezioni Suppletive, ha riconosciuto al sindaco una capacità politica e organizzativa fuori dal comune, utilizzando un paragone che, difficilmente, potrà esser dimenticato:

“Cannizzaro è il Pippo Baudo della politica reggina”.

Una lettura che Tuccio ha poi ribadito anche sui propri social, in un lungo intervento pubblicato dopo il voto. Un’analisi ancora più ampia nella quale, accanto al successo del centrodestra e all’elezione di Fabio Roscioli, emerge soprattutto la riflessione sulla distanza tra cittadini e politica.

Un passaggio significativo considerando il percorso dello stesso Tuccio: alle ultime elezioni comunali aveva sostenuto il progetto civico di Eduardo Lamberti Castronuovo, sfidante del primo cittadino Cannizzaro, in cui, però, il legale reggino, riconosce una figura politica autorevole e capace di costruire consenso.

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“Cannizzaro è il Pippo Baudo della politica reggina”

Il punto di partenza dell’analisi di Tuccio è il ruolo avuto dal primo cittadino nella vittoria di Roscioli.

“Ha una forza politica tale che si consente di dire: io ti ho fatto”.

Tuccio richiama anche precedenti esperienze elettorali:

“Se noi pensiamo Cirillo, illustre sconosciuto, Cannizzaro dà l’ordine votate Cirillo e arrivano migliaia di voti. Cannizzaro sostiene Roscioli e avviene la medesima cosa”.

“Cannizzaro oggi è il mio sindaco”

“Per me, un sindaco che si alza alle sei, che è presente sui cantieri e che porta risultati, che porta finanziamenti alla città, merita rispetto”.

Un riconoscimento arrivato da chi, alle scorse comunali, aveva sostenuto una proposta alternativa.

“Voi sapete benissimo che io non sono stato un suo elettore, ho portato avanti un altro progetto politico che non ha funzionato, la città non lo ha condiviso, ma Cannizzaro oggi è il mio sindaco e io intendo rispettarlo”.

Il post social: “Tra Pippo Baudo e l’astensionismo perde la politica”

Nel suo intervento pubblicato sui social, Tuccio amplia la riflessione e mette al centro un altro dato: la partecipazione.

“Tra Pippo Baudo e l’astensionismo, perde la politica e vince Toscano”.

L’avvocato sottolinea come il risultato delle urne offra, a suo giudizio, più elementi di riflessione che di celebrazione.

“I numeri sono chiari: Roscioli 51,02%, Benedetto 36,59%, Giannetta 10,94%, Toscano 1,44%. Ma ha votato soltanto il 22,34% degli aventi diritto, 77.165 elettori su oltre 345 mila. Il centrodestra conquista dunque il seggio, ma dentro una partecipazione bassissima. Poco da festeggiare”.

Vannacci e Futuro Nazionale: “Serve una classe dirigente”

Tuccio analizza anche il risultato di Domenico Giannetta e di Futuro Nazionale.

Secondo l’avvocato, il 10% ottenuto rappresenta un dato significativo, ma non ancora lo sfondamento annunciato durante la campagna elettorale.

“Futuro Nazionale raggiunge un significativo 10%, che fa gridare a buona la prima, ma lontano dallo sfondamento evocato durante la campagna”.

Il consiglio rivolto al movimento di Vannacci è quello di strutturarsi.

“Il movimento è interessante ma i suoi dirigenti dovrebbero scendere dal piedistallo e capire che occorre strutturare il partito e puntare su veri rappresentanti della destra reggina”.

Secondo Tuccio, il percorso dovrebbe essere interno alla coalizione e non alternativo.

“Offrire alla coalizione e non contro la stessa”.

“La campagna è stata dominata da Cannizzaro e Vannacci”

Nel suo post, Tuccio evidenzia anche un altro elemento della campagna elettorale: il peso dei leader rispetto ai candidati.

“Questa campagna è stata dominata molto più da Vannacci e Cannizzaro che da Giannetta e Roscioli”.

Secondo l’avvocato, il confronto pubblico si è concentrato soprattutto sullo scontro politico.

“Abbiamo saputo praticamente tutto di ciò che i primi due pensavano l’uno dell’altro e molto meno di ciò che i due candidati avrebbero concretamente fatto a Montecitorio”.

“La politica deve tornare ai contenuti”

La riflessione finale di Tuccio riguarda il rapporto tra cittadini e rappresentanza:

“Le urne hanno assegnato un seggio, ma non hanno risolto il problema della rappresentanza, della qualità della classe dirigente e del rapporto ormai sempre più fragile tra cittadini e politica”.

Un richiamo alla necessità di una politica fatta di contenuti e non soltanto di consenso.

“Ancora attendiamo qualcuno che riesca a riempire la Politica di contenuti, trasformarli in idee e tradurli in azione di governo”.

La conclusione è un invito ad abbassare i toni dello scontro.

“Magari con i toni bassi, il garbo del fair play e meno tamarresimo politico”.

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