Reggio, Attendiamoci compie 25 anni: sguardo rivolto al futuro
Fondata il 27 settembre 2001, l’Associazione Attendiamoci ODV ETS celebra un quarto di secolo di attività. Dai primi incontri in una piccola sede di Reggio Calabria alle esperienze nazionali e internazionali, venticinque anni nei quali migliaia di giovani hanno attraversato luoghi, progetti e relazioni diventandone protagonisti
29 Settembre 2026 - 16:34 | Comunicato Stampa

Venticinque anni possono essere raccontati attraverso le date, i progetti realizzati, le sedi aperte e le esperienze vissute. Ma la storia di Attendiamoci, nata a Reggio Calabria il 27 settembre 2001, è soprattutto una storia di persone e relazioni.
Tutto comincia dall’intuizione di un giovane neo sacerdote – don Valerio Chiovaro – condivisa con Giovanni Mazza, Domenico Paino, Alfredo Pudano e Giuseppe Falcone: creare occasioni nelle quali i giovani possano incontrarsi, crescere, assumersi responsabilità e diventare protagonisti del proprio tempo.
Un’intuizione che negli anni ha cambiato forme, luoghi e linguaggi, mantenendo però saldo il proprio centro: la persona e la convinzione che l’educazione passi prima di tutto attraverso l’incontro.
I primi anni di Attendiamoci e la nascita di un metodo educativo
I primi passi si muovono nella sede di via del Salvatore, tra percorsi formativi, Campus universitari ed esperienze residenziali.
Sono anni nei quali prende forma un metodo fondato sulla prossimità, sulla condivisione e sull’educazione tra pari: giovani che accompagnano altri giovani, imparando gli uni dagli altri.
Un passaggio particolarmente significativo è rappresentato da In-Vita, esperienza di animazione di strada che porta Attendiamoci fuori dalle proprie stanze e direttamente nei luoghi frequentati dai ragazzi.
L’incontro con tanti giovani della città diventa uno dei passaggi decisivi verso la nascita della Casa dei Giovani, pensata come uno spazio aperto nel quale anche il tempo libero, l’amicizia e la quotidianità potessero diventare esperienza educativa.
I luoghi di Attendiamoci: spazi di crescita e partecipazione
Da allora i luoghi si sono moltiplicati, senza diventare mai semplicemente contenitori.
La Bet Midrash, il Villaggio dei Giovani, le Officine del Lavoro, il Parco Margariti, Arca e Grotta raccontano modi diversi di dare forma alla stessa idea di accoglienza e responsabilità.
Particolarmente significativa è stata l’esperienza dei beni confiscati alla criminalità, restituiti alla vita attraverso attività educative, formative e di aggregazione.
Dentro e fuori questi spazi sono nati campi, laboratori, attività sportive, musica, teatro, musical, volontariato, percorsi di formazione ed esperienze residenziali: strumenti differenti, accomunati dalla scelta di non considerare mai i giovani semplici destinatari di un servizio, ma persone capaci di generare a loro volta partecipazione, relazioni e cambiamento.
Una comunità cresciuta nel tempo tra soci, volontari e amici
Alla storia di Attendiamoci si sono aggiunti molti soci, volontari e amici, che nel tempo hanno accompagnato scelte, passaggi e responsabilità.
Una pluralità di persone che, con ruoli e tempi diversi, ha contribuito a custodire e far crescere l’esperienza associativa.
E in venticinque anni l’Associazione ha progressivamente allargato anche la propria geografia e la rete di relazioni.
Il rapporto con istituzioni, amministrazioni, associazioni, donatori, famiglie, amici e sostenitori ha accompagnato la crescita dell’esperienza attraverso collaborazioni, eventi pubblici, iniziative aggregative e serate di fundraising.
Da Reggio Calabria al mondo: la rete internazionale di Attendiamoci
Al tempo stesso, la storia nata a Reggio Calabria ha incontrato altri territori: Roma, Pavia e Giardini Naxos ne rappresentano alcune tappe, mentre Milano e Radda in Chianti sono diventate nel tempo luoghi di nuove presenze ed esperienze.
Un cammino che ha poi superato i confini italiani con la nascita di Kerigma prima a Gerusalemme e poi ad Efeso, aprendosi sempre più a progetti, scambi ed esperienze internazionali.
Anche l’estate 2026 ha confermato questa vocazione, attraverso attività che hanno intrecciato servizio, sport, accoglienza e dialogo tra giovani provenienti da contesti diversi.
Il Bilancio Sociale 2025 e lo sguardo verso il futuro
In concomitanza con il venticinquesimo anniversario, Attendiamoci rende disponibile anche sul proprio sito il Bilancio Sociale 2025, uno strumento che raccoglie attività, persone coinvolte, progetti, risorse e risultati dell’ultimo anno.
Non soltanto un documento di rendicontazione, ma un modo per rileggere il cammino compiuto con trasparenza, misurare il valore generato e assumersi con maggiore consapevolezza le responsabilità del futuro.
Celebrare il venticinquesimo anniversario, per Attendiamoci, non significa però soltanto guardare indietro.
Alcune esperienze si sono concluse, altre hanno cambiato forma, altre ancora stanno nascendo. È il movimento naturale di una storia che non ha mai identificato la propria identità con una singola sede o con un progetto particolare.
Per questo, accanto ai tanti volti che hanno attraversato l’Associazione in questi anni, iniziano già a prendere corpo nuovi frutti e nuove prospettive, segno di un futuro ancora tutto da costruire.
Il venticinquesimo diventa così non soltanto una ricorrenza, ma una soglia: un’occasione per riconoscere ciò che è stato ricevuto e interrogarsi su come consegnarlo alle nuove generazioni.
Attendiamoci compie 25 anni: una storia che continua
Restano, dopo venticinque anni, alcune convinzioni semplici: la centralità della persona, la cura delle relazioni, il servizio, il senso di appartenenza, la responsabilità verso ciò che viene affidato e la fiducia nella capacità dei giovani di essere protagonisti del cambiamento.
Sono cambiati i luoghi, i progetti e molti dei volti; non è cambiato il desiderio di andare incontro all’altro e trasformare il tempo condiviso in esperienza.
Attendiamoci compie 25 anni. E la storia continua.
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