Suppletive, Azzarà interroga il csx: ‘Perchè non si è scelto il sindaco di Roccella?’
L'analisi dell'ex sindacalista a Live Break dopo il voto di Reggio Calabria: "Zito rappresentava un modello amministrativo riconosciuto. Ma attenzione a Vannacci: il fenomeno va osservato con grande delicatezza"
29 Settembre 2026 - 16:28 | di Redazione

Il risultato delle elezioni suppletive di Reggio Calabria ha consegnato un verdetto chiaro, con la vittoria di Fabio Roscioli, ma anche una serie di interrogativi aperti per tutti gli schieramenti politici.
Il centrodestra ha confermato la propria forza elettorale, il movimento di Roberto Vannacci ha ottenuto un risultato che, a seconda delle lettura, può essere considerato importante o meno, con Futuro Nazionale, mentre il centrosinistra è chiamato a riflettere sulle ragioni di una sconfitta che ha lasciato un distacco importante tra la candidatura di Frank Benedetto e quella del candidato vincente.
Tra le domande sollevate all’indomani del voto c’è quella posta da Nuccio Azzarà, ospite di Live Break, che punta l’attenzione sulla scelta del candidato del campo progressista.
“Perché non fare scendere in campo il sindaco di Roccella? Vittorio Zito”.
È questo il punto centrale della riflessione dell’ex sindacalista, secondo il quale il centrosinistra avrebbe potuto valutare una figura con un forte riconoscimento amministrativo e territoriale.
“Se si parla di una persona, un amministratore che ha amministrato bene e che addirittura è riuscito a livello nazionale a dare ampie dimostrazioni di quelli che sono i temi fondamentali della sinistra, l’inclusione, la solidarietà, quello che ha fatto Roccella dal punto di vista di location musicale a livello internazionale, io mi sarei giocato la partita mettendo in campo il sindaco Zito”.
Secondo Azzarà, il tema non riguarda soltanto il nome scelto, ma la necessità per il centrosinistra di tornare a costruire una proposta politica riconoscibile attraverso figure capaci di rappresentare un territorio.
Ma la riflessione di Azzarà sulla candidatura del centrosinistra non si ferma alla scelta del nome. L’analista politico entra anche nel merito del profilo di Frank Benedetto, richiamando il suo passato alla guida dell’azienda ospedaliera e individuando proprio nella sanità uno degli elementi più controversi della sua candidatura.
“Una considerazione. Ma il centrosinistra perché mette in campo un uomo rispettabilissimo da tutti i punti di vista, anche se io, nella qualità di sindacalista, con lui ho incrociato i guanti in maniera terribile”.
Azzarà ricorda il confronto avuto negli anni in cui Benedetto guidava la struttura sanitaria reggina e rivendica le battaglie condotte in quel periodo.
“Io ero in prima linea ed ho fatto dieci conferenze stampa durante il periodo di Frank Benedetto”.
Secondo Azzarà, il tema centrale riguarda proprio la gestione della sanità, in particolar modo lo stato dell’azienda ospedaliera “quando lui l’ha presa e come l’ha lasciata”.
“Non c’è stato solo il fatto dei gessi. Ci sono tanti episodi eclatanti che la dicono lunga su determinate cose”.
Poi il riferimento alla cardiochirurgia e alle scelte sulla direzione dell’unità complessa.
“Si era pensato di nominare direttore dell’unità complessa dell’appena nata cardiochirurgia un ricercatore di cellule staminali che in sala operatoria era entrato pochissimo. Grazie al mio “rumore” questa cosa è naufragata”.
“Il centrosinistra deve interrogarsi”
La sconfitta alle suppletive, secondo Azzarà, deve diventare un momento di analisi interna.
“Io invito il centrosinistra a riflettere, perché abbiamo bisogno in Calabria di un centrosinistra vivo, di un centrosinistra attivo”.
L’ex sindacalista evidenzia la necessità di comprendere le ragioni del distacco accumulato negli ultimi anni.
“Si domandino perché a Reggio questo distacco nei confronti del centrosinistra. Hanno avuto dodici anni con tutte le possibilità e le leve per poter intervenire e far sì che la città divenisse definitivamente di centrosinistra”.
Per Azzarà, dunque, il tema non è soltanto il risultato delle urne, ma la capacità di costruire nuovamente un rapporto forte con gli elettori.
Cannizzaro e la forza del centrodestra
Nella sua analisi, Azzarà riconosce anche la capacità organizzativa del centrodestra e, in particolare, del sindaco Francesco Cannizzaro.
Una capacità che, secondo Azzarà, rappresenta un elemento di forza che gli altri schieramenti devono necessariamente analizzare.
Il risultato delle suppletive, infatti, non ha premiato soltanto il candidato, ma anche il sistema politico che lo ha sostenuto.
Vannacci e Futuro Nazionale: “Un fenomeno da guardare con attenzione”
L’altro grande elemento emerso dalla competizione elettorale è stato il risultato di Domenico Giannetta con Futuro Nazionale, il movimento legato a Roberto Vannacci.
Azzarà invita a non sottovalutare il fenomeno.
“Vannacci è un fenomeno importante da guardare con estrema attenzione e delicatezza”.
Allo stesso tempo, però, evidenzia la necessità per il movimento di trasformare il consenso elettorale in una struttura politica stabile.
“Io non credo che in questo 10% ci sia gran parte della destra reggina. Anzi, dalla mia analisi credo che non ci sia affatto una destra reggina”.
Secondo Azzarà, il futuro di Futuro Nazionale dipenderà dalla capacità di costruire una classe dirigente radicata sul territorio.
“Nella misura in cui Futuro Nazionale riesce a strutturarsi sull’elettorato e l’operazione di radicamento riesce individuando una seria classe dirigente, individuando dei candidati riconosciuti dallo zoccolo futuro della destra, quel risultato è destinato a crescere”.
“La politica non è improvvisazione”
Nel corso dell’intervento Azzarà si sofferma anche sul metodo politico adottato da Vannacci, richiamando la necessità di esperienza e preparazione.
“Non ci si può improvvisare politici come nessuno si può improvvisare generale di corpo d’armata”.
Secondo Azzarà, la politica richiede un percorso.
“Bisogna fare dei passaggi, studi, applicazione, esperienze, dati positivi, vittorie, sconfitte”.
Una riflessione che chiude il ragionamento sulle suppletive: per Azzarà, il voto di Reggio Calabria non ha soltanto assegnato un seggio parlamentare, ma ha evidenziato la necessità per tutti gli schieramenti di lavorare su organizzazione, classe dirigente e capacità di rappresentare i cittadini.
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