La Reggina è caduta. Nessun allarmismo, ma guai a sminuire la sconfitta
Una battuta d'arresto non cambia nulla e non ridimensiona il valore della squadra. Può però rappresentare un avvertimento utile
06 Ottobre 2026 - 09:04 | di Michele Favano

La Reggina è caduta. E, per come era iniziata la stagione, probabilmente in pochi immaginavano che il primo passo falso potesse arrivare proprio adesso. Gli amaranto avevano costruito il loro percorso con una serie di vittorie, mostrando la forza di una squadra assemblata tassello dopo tassello, andando a individuare elementi considerati tra i migliori possibili per la categoria. Il ko contro il Trapani, quindi, sorprende. Anche perché è arrivato contro una formazione certamente attrezzata, ma accompagnata da diverse difficoltà e numericamente relegata nelle ultime posizioni della classifica. Eppure il risultato del campo ha raccontato altro.
Una sconfitta inattesa, ma meritata
La Reggina ha perso in maniera inattesa, ma anche meritata. Il Trapani ha cercato la vittoria con maggiore convinzione, mostrando proprio quelle caratteristiche che da anni vengono indicate come indispensabili per affrontare questo tipo di campionati: intensità, aggressività, attenzione e capacità di adattarsi alla partita. La formazione siciliana ha sorpreso gli amaranto soprattutto sul piano dell’atteggiamento e della lettura tattica del match. Nessun allarmismo, naturalmente. Una sconfitta dopo un avvio così importante non può cancellare quanto di buono costruito fino a questo momento. Ma sarebbe altrettanto sbagliato sminuirla.
C’è il tifoso amareggiato, che contesta alcune scelte e l’atteggiamento della squadra. C’è chi invece considera il ko un fisiologico incidente di percorso. Chi dovrà analizzare con attenzione quanto accaduto, però, saranno soprattutto il tecnico e i calciatori.
La Reggina deve trovare soluzioni alternative
Non può diventare così semplice limitare la Reggina semplicemente giocando su un campo più piccolo del normale, in erba sintetica e piazzando una marcatura stretta su Acquadro, uno degli uomini chiamati a dare qualità alla manovra amaranto. Situazioni simili si ripresenteranno ancora. In parte erano già emerse a Modica, dove gli amaranto avevano incontrato parecchie difficoltà prima di trovare la giocata decisiva con Rosario Girasole.
Per questo serviranno alternative. Nelle scelte, nello sviluppo della manovra e, quando necessario, anche nella disposizione tattica. Gli avversari studiano la Reggina e proveranno inevitabilmente a togliere agli amaranto le principali fonti di gioco. Il resto dovrà farlo il gruppo. A Trapani si sono viste troppe sbavature, alcune insolite per una squadra che nelle precedenti settimane aveva costruito gran parte dei propri successi proprio sulla solidità e sull’attenzione.
La prima sconfitta non cambia nulla e non ridimensiona il valore della squadra. Può però rappresentare un avvertimento utile: per vincere campionati come questo non sono ammessi cali di tensione, distrazioni prolungate o partite affrontate senza la necessaria intensità. La Reggina ha qualità e uomini per ripartire subito. Adesso dovrà dimostrarlo sul campo.
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