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Reggio, la dialisi diventa un’odissea: ore di attesa e nessuna certezza sul trattamento

Dal GOM è stato chiesto ai pazienti di attendere fino alle 21 per poter iniziare il trattamento, con sedute che potrebbero protrarsi fino all'1 di notte

Reggio, la dialisi diventa un’odissea: ore di attesa e nessuna certezza sul trattamento

Si complica ulteriormente l’emergenza dialisi a Reggio Calabria. Dopo le criticità dei giorni scorsi, con l’interruzione delle terapie al Centro Dialisi San Giorgio di Pellaro, oggi il quadro al Grande Ospedale Metropolitano appare ancora più delicato.

Secondo quanto riferito dai pazienti e dai loro rappresentanti, ai dializzati sarebbe stato chiesto di rimanere al Pronto soccorso fino a questa sera, in attesa di poter iniziare il trattamento intorno alle 21, con sedute che potrebbero protrarsi fino all’una di notte.

La richiesta di non allontanarsi dall’ospedale sarebbe legata alle condizioni cliniche di alcuni pazienti e alla necessità di garantirne la sicurezza.

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Dialisi più brevi e potassio elevato

A chiarire il quadro sono gli stessi rappresentanti dei pazienti, dopo il confronto con la direzione sanitaria e con i medici della Nefrologia.

Le sedute effettuate in questi giorni al GOM, infatti, non riuscirebbero a raggiungere la durata ordinaria di circa quattro ore. Per consentire alla struttura di assistere anche i pazienti già normalmente in carico all’ospedale, i trattamenti dei dializzati provenienti dal Centro San Giorgio sarebbero stati ridotti a circa tre ore.

Una situazione già verificatasi lunedì e destinata a ripetersi oggi.

Secondo quanto riferito dai medici ai pazienti, proprio la riduzione della durata delle sedute avrebbe contribuito a determinare un aumento dei livelli di potassio nel sangue, riscontrato attraverso gli esami effettuati nella giornata odierna. Da qui la raccomandazione di non lasciare il Pronto soccorso. In caso di un peggioramento improvviso dei parametri, infatti, sarebbe necessario intervenire immediatamente con il trattamento dialitico. La permanenza in ospedale, quindi, viene indicata come una misura adottata nell’esclusivo interesse della sicurezza dei malati.

Anziani e disabili costretti ad attendere per ore

Resta però estremamente pesante il prezzo pagato dai pazienti. Tra loro ci sono persone molto anziane, anche ultranovantenni, pazienti con difficoltà motorie e persone costrette sulla sedia a rotelle. Dalla mattina sono al Pronto soccorso in attesa che si liberi una postazione per la dialisi, cosa che dovrebbe avvenire soltanto intorno alle 20.30-21.

Un’attesa di un’intera giornata prima di iniziare un trattamento già particolarmente faticoso, che potrebbe concludersi nel cuore della notte.

Una situazione che rende ancora più evidente la fragilità di un sistema chiamato improvvisamente a gestire pazienti che fino a pochi giorni fa ricevevano regolarmente le cure in un’altra struttura.

Il problema del personale per il turno notturno

A complicare ulteriormente il quadro c’è anche il nodo del personale sanitario e paramedico necessario per coprire le sedute serali e notturne.

I posti rene del GOM, durante la giornata, sono già occupati dai pazienti normalmente assistiti dalla struttura. Soltanto alla conclusione dei turni programmati sarà possibile utilizzare le postazioni per gli altri dializzati. Ma bisognerà anche riuscire a reperire il personale necessario per proseguire le attività fino a notte.

Un ulteriore sforzo richiesto a medici, infermieri e operatori sanitari del GOM, che si sono ritrovati improvvisamente a dover assorbire un’emergenza nata all’esterno dell’ospedale.

Un problema che si allarga giorno dopo giorno

La situazione, quindi, non riguarda più soltanto i circa 30 pazienti rimasti senza il proprio centro di riferimento.

Il rischio è quello di produrre disagi anche per chi era già regolarmente seguito dal GOM, costringendo l’ospedale a rimodulare turni, durata delle sedute e organizzazione del personale.

Vertice tra Comune, GOM e ASP

Secondo quanto raccolto da CityNow, nella giornata di oggi si sarebbe svolto anche un confronto tra il sindaco Francesco Cannizzaro, la direzione generale del GOM e quella dell’ASP di Reggio Calabria.

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