Favara-Reggina: un rinvio ‘antipatico’ che modifica i programmi. La palla passa a Marchionni
Sarebbe stato importante dare continuità ai risultati, senza lasciare troppo spazio a pause e distrazioni
22 Ottobre 2026 - 09:38 | Redazione

Il successo in trasferta contro la Nissa ha restituito alla Reggina entusiasmo, fiducia e soprattutto la consapevolezza di poter affrontare con autorità anche gli avversari più insidiosi. Una vittoria pesante, arrivata al termine di una partita dominata nella prima parte e combattuta nella seconda, che ha consentito agli amaranto di riprendere la marcia e guardare con rinnovato ottimismo ai prossimi impegni.
Adesso, però, arriva un inatteso cambiamento che speriamo non disturbi la programmazione della squadra di Marchionni. Il rinvio della sfida contro il CastrumFavara, inizialmente prevista per domenica 25 ottobre e spostata a mercoledì 28 alle 14.30, modifica sensibilmente il calendario amaranto. Una decisione assunta per motivi di ordine pubblico, legati alla concomitanza con la tradizionale Fiera d’Ottobre nella cittadina siciliana.
Il primo problema riguarda proprio il ritmo partita. Dopo la convincente vittoria di Caltanissetta, la Reggina avrebbe avuto l’opportunità di tornare in campo a distanza di una settimana, sfruttando l’onda lunga dell’entusiasmo e della ritrovata fiducia. Invece, tra la sfida contro la Nissa del 18 ottobre e quella di Favara del 28 trascorreranno dieci giorni. Una pausa non programmata che speriamo non interrompa aspetto agonistico e mentale evidenziati proprio nell’ultimo turno di campionato. Inoltre gli amaranto saranno costretti ad affrontare due partite in appena quattro giorni, considerando il successivo appuntamento di domenica 1 novembre al Granillo con il Ragusa.
Una situazione che imporrà a Marchionni una gestione particolarmente attenta delle energie. La trasferta siciliana di mercoledì, con tutto quello che comporta in termini di viaggio e recupero, sarà seguita da pochissimi giorni a disposizione per preparare il confronto successivo. Non si tratta soltanto di una questione fisica. Il calendario compresso ridurrà inevitabilmente il tempo dedicato al lavoro tattico, al recupero dei calciatori più utilizzati e alla preparazione della partita successiva.
L’ampiezza dell’organico diventa determinante, con la possibilità di ricorrere a qualche rotazione per mantenere alta l’intensità nelle due gare. C’è poi l’aspetto psicologico. La Reggina aveva ritrovato slancio dopo il successo contro la Nissa, conquistato grazie alle reti di Abonckelet e Magrassi. Il rinvio arriva proprio nel momento in cui sarebbe stato importante dare continuità ai risultati, senza lasciare troppo spazio a pause e distrazioni.
Una complicazione che la società amaranto aveva provato a evitare, proponendo anche soluzioni alternative per disputare regolarmente la partita domenica 25 ottobre. Ipotesi che non hanno trovato seguito, fino alla decisione definitiva del rinvio. Adesso non resta che adeguarsi. La Reggina dovrà trasformare un disagio non previsto in un’ulteriore prova di maturità.
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