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Reggio, ‘Cuori in campo’ per le malattie rare. Cannizzaro: ‘Un patto che si rinnoverà ogni anno’

L'emozione di Manuela Mallamaci, fondatrice e presidente della Fondazione Chops: "Abbattuto il tabù delle malattie rare, una carica per la ricerca"

chops cuori in campo

Una marea di oltre settemila studenti ha colorato e fatto vibrare gli spalti dello Stadio Oreste Granillo in occasione di “Cuori in Campo – Insieme per Mario”, trasformando la sfida tra la Nazionale Attori e la Nazionale Medici in un manifesto corale di solidarietà e sensibilizzazione scientifica.

Al centro della mattinata promossa dal Rotary Distretto 2102 la battaglia contro la sindrome CHOPS, rarissima patologia genetica che conta meno di quaranta casi al mondo, tra cui quello del piccolo Mario, cinque anni, punto di partenza per la nascita dell’omonima Fondazione ETS guidata dalla madre, Manuela Mallamaci.

A bordo campo, a tracciare il significato profondo della giornata e a guardare al futuro, sono intervenuti la stessa presidente Mallamaci e il sindaco Cannizzaro, annunciando la volontà congiunta di trasformare l’evento in un appuntamento istituzionale a cadenza annuale.

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Manuela Mallamaci: «Abbattuto il tabù delle malattie rare, una carica per la ricerca»

Visibilmente emozionata davanti a una curva e a una tribuna stracolme di giovani, Manuela Mallamaci ha spiegato quanto il calore della comunità rappresenti un carburante vitale per il lavoro scientifico portato avanti dall’ente:

«L’emozione è enorme. Quando si parla di malattie rare spesso scende un’ombra: restano realtà sconosciute e, in molti casi, ancora un tabù. Vedere tutti questi bambini e ragazzi riuniti e uniti per la stessa causa è qualcosa che riempie il cuore; mi dà l’energia e la spinta per andare avanti nel percorso che stiamo tracciando con la Fondazione CHOPS, una realtà unica a livello internazionale nata con la missione precisa di promuovere e accelerare la ricerca medico-scientifica per individuare una terapia efficace.»

Guardando alla risposta della città, la presidente ha rilanciato lo sguardo verso il futuro: «Il sostegno continuativo è fondamentale per non fermarsi. Oggi abbiamo visto circa settemila ragazzi scendere al fianco della nostra causa; l’auspicio per l’anno prossimo è di riempire l’intero stadio in ogni ordine di posto. Sarebbe qualcosa di straordinario, perché parlare apertamente di malattie rare oggi è una priorità assoluta.»

Il sindaco Cannizzaro: «Reggio risponde con i fatti. L’iniziativa diventerà una tradizione»

A sottolineare il valore civico e il successo organizzativo dell’evento è stato il sindaco Cannizzaro, che ha voluto rivolgere un ringraziamento caloroso al mondo della scuola per la massiccia adesione:

«Voglio ringraziare di cuore i ragazzi, i dirigenti scolastici e tutto il corpo docente che ha accompagnato le classi in questa giornata. Ancora una volta Reggio Calabria dimostra la sua solidarietà con i fatti e concretamente: ciascun ragazzo, acquistando il biglietto simbolico da 5 euro, ha dato un supporto diretto alla ricerca scientifica.

La Fondazione è un unicum mondiale guidato da una nostra concittadina, Manuela Mallamaci, a cui va il nostro grazie per aver dato vita a un’iniziativa di tale portata a tutela dei bambini affetti da patologie rarissime.»

Il primo cittadino ha quindi confermato la prosecuzione dell’impegno istituzionale anche oltre i confini locali: «Come amministrazione comunale abbiamo già inteso confermare l’evento per il prossimo anno, con l’obiettivo di renderlo un appuntamento fisso per la città. Poco fa i ragazzi scherzando mi chiedevano di organizzarne una a settimana, magari per saltare le lezioni; una alla settimana è troppo, ma una volta all’anno è un dovere morale farlo.

Non solo: ho già contattato il Ministro per concordare un incontro istituzionale con la presidente Mallamaci. È doveroso che anche il Governo conosca da vicino questa realtà che opera instancabilmente ogni settimana a beneficio dei più piccoli.»

Cannizzaro ha infine reso omaggio al coraggio della famiglia di Mario: «Di fronte a simili drammi ci sono due strade: rassegnarsi e subire la malattia, oppure affrontarla con totale abnegazione ed essere un esempio e una guida per chiunque viva percorsi altrettanto complessi, esattamente come stanno facendo Manuela e il papà Giovanni. La loro forza è un modello per tutta la nostra comunità.»

La giornata al Granillo si chiude così con una promessa concreta: la solidarietà di Reggio Calabria non si esaurisce al triplice fischio, ma diventa un patto duraturo tra istituzioni, scuola e ricerca.

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