Reggio, “Cuori in Campo”: la solidarietà fa gol per il piccolo Mario. L’emozione di Giuseppe Garibaldi e Raimondo Todaro
Spalti gremiti di studenti, sport e ricerca scientifica sulle malattie rare: allo Stadio Oreste Granillo la sfida tra Nazionale Attori e Nazionale Medici si trasforma in una festa di comunità. Le parole del reggino Giuseppe Garibaldi e di Raimondo Todaro, volto noto della tv: 'Il Granillo offre brividi unici'
26 Ottobre 2026 - 19:04 | di Redazione

Una mattinata di festa, partecipazione e grande impegno civile ha riempito di calore e voci gli spalti dello Stadio Oreste Granillo per “Cuori in Campo – Insieme per Mario”, l’evento benefico promosso dal Rotary Distretto 2102 e organizzato dalla Fondazione CHOPS Malattie Rare ETS.
L’iniziativa è nata per tenere accesi i riflettori sulla sindrome CHOPS — una patologia genetica rarissima che nel mondo conta meno di quaranta diagnosi, tra cui quella del piccolo Mario, 5 anni, di Reggio Calabria — e per raccogliere fondi destinati ai progetti di ricerca scientifica promossi dalla Fondazione.
A sfidarsi sul prato dell’impianto reggino sono state la Nazionale Attori 1971 e la Nazionale Italiana Medici, accolte da una straordinaria cornice di pubblico formata soprattutto da giovani e scolaresche. Tra i protagonisti in campo con la maglia degli artisti, l’emozione e il valore della giornata sono emersi con forza nelle parole dell’attore reggino Giuseppe Garibaldi e del ballerino Raimondo Todaro.
L’orgoglio di Giuseppe Garibaldi: «Il nostro campionato è la beneficenza»
Per Giuseppe Garibaldi calcare il prato del Granillo ha rappresentato un ritorno alle radici carico di significato personale e collettivo:
«Da reggino, pensare che oggi gioco qui è un’emozione unica. Quando ero bambino venivo a guardare la Reggina, a piangere e a gioire insieme a lei, e oggi giocare qui è davvero speciale. Con i compagni della Nazionale Attori abbracciamo tutti lo stesso scopo, che è quello di fare del bene e aiutare il prossimo. Questo è un campionato a parte: non è né Serie A né Serie B, il nostro campionato è la beneficenza.»
Garibaldi ha sottolineato l’orgoglio di vedere la propria terra rispondere presente a una chiamata così delicata:
«Da calabrese sono fiero che questa iniziativa sia stata realizzata qui a Reggio per una causa fondamentale, per Mario e per tutti i bambini che affrontano lo stesso percorso. Le cose grandi non le possono fare tutti, le cose piccole le possono fare tutti: l’importante è farle con amore. Noi cerchiamo di fare proprio questo: piccoli gesti, ma con tanto cuore. Giocare su questo campo era un sogno che avevo a tredici o quattordici anni; esserci oggi per una causa così nobile raddoppia la soddisfazione.»
Raimondo Todaro e i vent’anni nella Nazionale Attori: «Una famiglia al servizio degli altri»
A fargli eco a bordo campo è Raimondo Todaro, colonna della Nazionale Attori, che ha rimarcato la continuità dell’impegno dell’associazione su tutto il territorio nazionale:
«Faccio parte di questa magnifica realtà ormai da vent’anni. Non la definirei una semplice squadra, ma una vera famiglia. Giriamo l’Italia quasi tutti i fine settimana: siamo una settantina di soci e ci alterniamo per garantire sempre una presenza costante a ogni partita e portare il nostro contributo con il cuore. Oggi è una giornata splendida, con uno stadio fantastico, tanto pubblico e tantissimi ragazzi.»
Non è mancata infine una battuta ironica legata al match e alle sue doti atletiche: «Se è più facile ballare o fare gol al Granillo? Per me segnare qui è praticamente impossibile perché gioco in difesa, quindi, al di là del ballo, la vedo molto dura!»
Tra sorrisi, testimonianze e sport, la manifestazione ha centrato il suo traguardo più importante: unire una comunità intera attorno a Mario, alla sua famiglia e alla speranza concreta che la ricerca scientifica possa costruire un futuro migliore.
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