Patto dello Stretto, Repaci: ‘Coinvolti solo i Comuni di Reggio e Messina. E gli altri?’
Secondo il consigliere metropolitano, "dal patto e dai suoi processi decisionali e benefici verrebbero esclusi diversi Comuni sia sul lato calabrese che su quello siciliano"
03 Novembre 2026 - 11:51 | Comunicato stampa

Nel prendere atto della avvenuta sottoscrizione da parte del Sindaco Cannizzaro unitamente al Sindaco Basile del “Patto dello Stretto” nel quale vengono previste misure ed iniziative tendenti ad avviare un percorso di integrazione fra le due Città, rilevo come l’iniziativa pur imprimendo una nuova accelerazione ad un percorso di certo stagnante negli ultimi anni, sia però fortemente indebolita dalla limitatezza dei territori coinvolti, riguardando esclusivamente i due Comuni.
Area integrata dello Stretto e Città Metropolitane
Ricordando che Regione Calabria ha provveduto con legge regionale n.12/19 alla ratifica dell’Accordo per l’Istituzione dell’Area Integrata dello Stretto tra le Regioni Calabria e Sicilia, le Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria e la Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nella stessa Area, sarebbe stato consequenziale un coinvolgimento sulla materia di entrambe le Città Metropolitane.
Va inoltre tenuto conto che, almeno per i comuni Calabresi, dal patto e dai suoi processi decisionali e benefici verrebbero esclusi i Comuni individuati dalle DGR 354/19 e 400/21 (Villa San Giovanni, Calanna, Campo Calabro, Fiumara, Laganadi, Motta San Giovanni, San Roberto, Cardeto, S. Alessio d’Aspromonte, Scilla, Bagnara, S. Stefano d’Aspromonte).
Lo stesso dicasi per i comuni siciliani.
Ne discende che il propedeutico coinvolgimento delle Città Metropolitane nella elaborazione dei contenuti e la titolarità metropolitana del Patto stesso sarebbe stato di gran lunga più utile allo sviluppo dell’auspicata integrazione dell’Area.
Coesione territoriale e dibattito in Consiglio Metropolitano
La limitatezza territoriale e demografica dello stesso fa intravedere un percorso claudicante destinato a frammentare ancor più la nostra fragile realtà territoriale, con particolare riferimento alle aree interne, mentre compito della Città Metropolitana è favorire la coesione territoriale e diminuire le disuguaglianze fra i territori.
In tal senso ho avviato all’interno del Gruppo Consiliare Progressisti un percorso che porti alla richiesta di esame della tematica tramite un dibattito in Consiglio Metropolitano.
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