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Terremoto a Reggio: dalla scossa del 23 ottobre al 1908, cosa sapere e come comportarsi

Dopo la scossa avvertita il 23 ottobre e la sequenza nel Tirreno, una guida con i dati INGV, la storia del 1908 e le regole della Protezione civile su cosa fare in caso di sisma

Sismografo a tamburo con la penna che traccia le oscillazioni di una scossa su carta millimetrata

Alle 12:19 di venerdì 23 ottobre 2026 una scossa nel Tirreno Meridionale è stata avvertita distintamente a Reggio Calabria, e nuovamente molti reggini si sono chiesti quanto sia esposta la città al rischio sismico e come comportarsi in caso di sisma. Ecco una guida con i dati dell’INGV, la storia del 1908 e le regole della Protezione civile.

Reggio è una delle città italiane che il terremoto lo ha già vissuto nella sua forma più grave: nel 1908 un sisma di magnitudo 7.1 la distrusse quasi del tutto, insieme a Messina. Il rischio non si può cancellare, ma conoscerlo e prepararsi lo riduce.

In breve

  • La scossa del 23 ottobre aveva l’epicentro in mare, a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi, ed è stata avvertita anche a Reggio
  • Il terremoto del 28 dicembre 1908 causò circa 80mila vittime e portò alle prime norme antisismiche
  • Durante la scossa ci si ripara vicino a una parete portante o sotto un tavolo resistente, senza precipitarsi fuori

Cosa è successo il 23 ottobre nel Tirreno Meridionale

Secondo l’INGV, la scossa delle 12:19 ha avuto magnitudo momento Mw 5.5, con ipocentro a circa 9 chilometri di profondità ed epicentro in mare, a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi, nell’arcipelago delle Eolie. È stata avvertita nella Sicilia settentrionale e in Calabria, Reggio compresa.

Faceva parte di una sequenza: dal 20 ottobre fino alle ore 19 del 23 ottobre l’istituto ha localizzato 69 terremoti di magnitudo pari o superiore a 2.0. Nello stesso settore, ricorda l’INGV, c’erano già stati terremoti di magnitudo superiore a 4.0, una sequenza con oltre 50 scosse nel marzo 2026 e il sisma del 28 maggio 1980 (Mw 5.7), che provocò danni ad Alicudi. L’istituto precisa anche che l’evoluzione di una sequenza non può essere prevista con certezza.

Dopo la scossa è stata diramata un’allerta maremoto di livello verde, poi revocata con un dispaccio del Dipartimento nazionale della Protezione civile: nel frattempo il Comune ha raccomandato di tenersi lontani da spiagge e lungomare fino alle 17.

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Il precedente del 28 dicembre 1908

Il 28 dicembre 1908, alle 5:20 del mattino, un terremoto di magnitudo 7.1 colpì la Sicilia orientale e la Calabria meridionale. Circa dieci minuti dopo un maremoto investì le coste dello Stretto. Secondo il Dipartimento della Protezione civile le vittime furono circa 80mila e Messina e Reggio Calabria furono quasi distrutte.

Da quella tragedia nacque la classificazione sismica del territorio nazionale: nel 1909 un regio decreto introdusse le prime norme valide per tutta l’Italia. Attualmente Reggio Calabria rientra nella zona sismica 1, la più alta, secondo la classificazione aggiornata dalla Regione Calabria nel 2004.

Cosa fare durante una scossa

La campagna Io non rischio della Protezione civile indica comportamenti semplici. Se ci si trova in un luogo chiuso:

  • mettersi nel vano di una porta inserita in un muro portante, vicino a una parete portante o sotto una trave
  • in alternativa, ripararsi sotto un letto o un tavolo resistente
  • non restare al centro della stanza, dove possono cadere oggetti, intonaco e controsoffitti
  • non precipitarsi fuori, ma attendere la fine della scossa

All’aperto bisogna allontanarsi da edifici, alberi, lampioni e linee elettriche e prestare attenzione alle possibili conseguenze del terremoto, come crollo di ponti, frane e perdite di gas.

E dopo la scossa

Dopo il terremoto la Protezione civile consiglia di:

  • verificare le condizioni delle persone vicine e, se serve, prestare i primi soccorsi
  • chiudere gas, acqua e luce e indossare le scarpe prima di uscire
  • evitare l’ascensore e fare attenzione alle scale, che potrebbero essere danneggiate
  • limitare l’uso del telefono e dell’auto, per non intralciare i soccorsi
  • raggiungere le aree di attesa previste dal piano di protezione civile comunale

Chi si trova in una zona a rischio maremoto deve allontanarsi dalla spiaggia e raggiungere un posto elevato. La prevenzione si impara anche a scuola: a metà ottobre, durante la Settimana nazionale della Protezione civile, circa 300 studenti hanno partecipato a una simulazione di terremoto con evacuazione in Piazza Castello.

Domande frequenti

Reggio Calabria è una zona a rischio sismico?

Sì. Il comune rientra nella zona sismica 1, la classificazione più alta, e il terremoto del 28 dicembre 1908, di magnitudo 7.1, ne è la prova storica più grave. Non si può prevedere quando avverrà il prossimo sisma, ma il rischio si riduce con edifici sicuri e piani di emergenza.

Dove si controllano i terremoti in tempo reale?

Sul portale dell’INGV, terremoti.ingv.it, dove sono pubblicati magnitudo, profondità e localizzazione di ogni evento registrato dalla Rete sismica nazionale. In caso di emergenza sono ufficiali anche gli avvisi della Protezione civile e del Comune.

Cosa fare se la scossa avviene vicino al mare?

Come indica la Protezione civile, ci si allontana dalla spiaggia e si raggiunge un posto elevato. Il 23 ottobre l’allerta maremoto è stata di livello verde e poi revocata: nel dubbio vanno seguiti i canali ufficiali.

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