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Brogli a Reggio, il Cdx chiede l’istituzione di una Commissione di Indagine

Durante il consiglio comunale aperto i consiglieri del Cdx hanno chiesto l'istituzione di una commissione di indagine sui brogli

Centrodestra Protesta Consiglio Comunale Reggio Calabria

E’ da poco iniziato il consiglio comunale aperto richiesto dal comitato di cittadini ‘Reggio non si broglia‘. All’interno dell’aula Battaglia, presenti tutti i consiglieri del centrodestra che chiedono a gran voce l’istituzione di una Commissione di Indagine sulla questione dei brogli elettorali.

E’ questa la prima notizia che raccogliamo all’interno di Palazzo San Giorgio a Reggio Calabria.

Indirizzata al presidente del Consiglio Comunale una specifica richiesta di inserimento tra i punti all’o.d.g. del prossimo consiglio comunale, sottoscritta da tutti i consiglieri del centrodestra e che vede come primo firmatario il consigliere Massimo Ripepi.

“Premesso che è in corso un’indagine, in relazione a presunti brogli commessi in occasione delle elezioni amministrative di Reggio Comunale che vede coinvolto un consigliere comunale ed altri diversi indagati tra cui un funzionario amministrativo, che la Procura della Repubblica, attualmente, sta procedendo, nei confronti di tutti gli indagati, per i reati previsto dagli articoli 90, comma 2 e 97 del Dpr 570/1960 e per il reato previsto dall’articolo 103, comma 3, del Dpr n. 361/1957, che sono altresì in corso di svolgimento ulteriori accertamenti anche in sede amministrativa tramite la locale Prefettura, considerato che il Comitato civico spontaneo ‘Reggio non si broglia’ ha raccolto oltre 500 firme per richiedere una petizione da presentare alla Prefettura contro la vicenda dei brogli elettorali allo scopo di chiedere le dimissioni del sindaco e lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria che venga inserito all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale il seguente argomento: “Istituzione di una Commissione di Indagine sulla questione dei brogli elettorali come previsto dall’art. 44 comma 2 D.Lgs. 267/00 TUEL e dall’art. 41 Statuto Comunale”.

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L’Articolo 44 del decreto legislativo n. 267/00 del Testo unico degli enti locali (TUEL) comma 2 dispone infatti che,

“Il consiglio comunale o provinciale, a maggioranza assoluta dei propri membri, può istituire al proprio interno commissioni di indagine sull’attività dell’amministrazione. I poteri, la composizione ed il funzionamento delle suddette commissioni sono disciplinati dallo statuto e dal regolamento consiliare.”

Inoltre l’art. 41 dello Statuto Comunale stabilisce che,

“Il consiglio comunale può istituire, nel proprio ambito, commissioni speciali, per lo studio e l’impostazione di piani, progetti o interventi di particolare rilevanza, che non rientrano nella competenza ordinaria delle commissioni permanenti. Nell’atto istitutivo viene indicata la composizione, designato il coordinatore, fissato l’oggetto del mandato ed il termine entro il quale la commissione deve riferire al consiglio.
Su istanza sottoscritta da almeno 1/5 dei consiglieri, il consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei propri membri, può istituire al proprio interno commissioni d’indagine, incaricate di effettuare accertamenti su atti, provvedimenti e comportamenti dell’amministrazione.”

Per il centrodestra dunque è necessario che venga istituita una Commissione di indagine che si occupi di effettuare accertamenti su fatti, atti, provvedimenti e comportamenti tenuti dai componenti del consiglio e della giunta, dai responsabili degli uffici o servizi o dai rappresentanti del comune in altri organismi sulla questione dei brogli elettorali.

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